\"IL FOGLIO\" INFOGLIA GRANATA: \"MA QUALE “STORIA ANTICA, NOBILE E TRASPARENTE DELLA DESTRA ITALIANA”! VOI NON SIETE MAI STATI DI DESTRA, VOI AVETE FATTO CONFLUIRE NEL PDL LA STORIA DEL NEOFASCISMO, TUTTO QUI. E LO AVETE FATTO PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE NON VI VOLEVA NESSUN ALTRO. SOLO BERLUSCONI, POLITICAMENTE TROPPO SMANIOSO DI VINCERE, POTEVA FARSI CARICO DI VOIALTRI ROTTAMI DELLA STORIA\" - \"TU LA MENI TANTO CON LA P3 (IPOTESI) DIMENTICANDO CHE NELLA P2 (UNA REALTÀ) NON MANCAVANO I MISSINI, COME IL DEPUTATO VITO MICELI GIÀ CAPO DEI SERVIZI SEGRETI - UN VOSTRO SEGRETARIO, PINO RAUTI, È STATO IN GALERA ACCUSATO DI STRAGE, MICA DI PALA EOLICA ABUSIVA. UN ALTRO SEGRETARIO, ALMIRANTE, SECONDO GLI INQUIRENTI AVEVA FAVORITO LA LATITANZA DI UN TERRORISTA MISSINO CHE AVEVA UCCISO TRE CARABINIERI\" - (BORSELLINO, CHE FASCIO! \"IL FATTO’ PUBBLICA UNA FOTO DEL PM CON ALEDANNO E GRANATA)

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1 - MA QUALE \"STORIA ANTICA, NOBILE E TRASPARENTE DELLA DESTRA ITALIANA\"
Camillo Langone per il \"Foglio\"

PaoloPaolo Borsellino - Alemanno - Granata (1990)

Fabio Granata, ho letto la dichiarazione in cui accusi di favoreggiamento i tuoi colleghi di maggioranza. Bah, te la vedrai con loro. Nel medesimo discorso, per enfatizzare il contrasto fra il sudiciume berlusconiano e il finiano verginal candore, hai pronunciato una frase sulla quale devi vedertela con me: hai detto che nel Pdl voi di An avete fatto confluire \"la storia antica, nobile e trasparente della destra italiana\". Avessi sbagliato un aggettivo, non ci avrei fatto caso.

Ne avessi sbagliati due, avrei taciuto. Ma ne hai sbagliati tre e come se non bastasse sei riuscito a sbagliare pure un sostantivo. Ma come parli, Fabio? Sarà che i gigli (e tu assomigli al purissimo lilium che l\'Arcangelo Gabriele porge alla Madonna) non hanno molta dimestichezza col vocabolario. Comincerei dal Sostantivo Destra. Voi non siete mai stati di destra, voi eravate neofascisti. Voi siete stati concepiti nel 1943 durante la stesura del Manifesto di Verona e siete perciò repubblicani e non monarchici, rivoluzionari e non conservatori.

FabioFabio Granata

Voi la destra non sapete nemmeno che cosa sia. Voi avete fatto confluire nel Pdl la storia del neofascismo, tutto qui. E lo avete fatto per opportunismo, per il semplice motivo che non vi voleva nessun altro. Solo Berlusconi, umanamente troppo buono e politicamente troppo smanioso di vincere, poteva farsi carico di voialtri rottami della storia. Essere fascisti nel 1919 aveva un senso: era indispensabile salvare la nazione dilaniata dall\'odio di classe, l\'economia distrutta dagli scioperi.

Esserlo nel 1946, data di nascita del fascismo neo, il fascismo cucinato con gli avanzi, significava soltanto coltivare il risentimento, incapaci di constatare che avevamo perso la sovranità nazionale illimitata, l\'Istria, Zara e le colonie, centinaia di migliaia di vite umane e di opere d\'arte, per colpa di Benito Mussolini, un deficiente entrato in guerra perché gli piaceva essere applaudito a Piazza Venezia. Non c\'è mai stata una vera soluzione di Continuità.

CamilloCamillo Langone

Alleanza nazionale non era altro che il Movimento Sociale più Domenico Fisichella, Publio Fiori e Gustavo Selva, caspita, e il Movimento sociale non era altro che la Repubblica sociale meno il governicchio di Salò. Questo per quanto riguarda il Sostantivo Destra. Per quanto riguarda l\'Aggettivo Antica, beh, ecco un\'altra millanteria. Fabio, mi sembri uno di quei falegnami che invecchiano il comodino della nonna per retrodatarlo e venderlo a dieci volte tanto. Il fascismo è novecentesco, il neofascismo tardonovecentesco, il futurismo (il fenomeno più remoto a cui potete agganciarvi) primonovecentesco.

Se voi siete antichi come dovrebbero definirsi i tories inglesi che esistono con questo nome dal Seicento? E\' semmai la destra a essere antica, la destra già tale in De Maistre o addirittura (Umberto Eco dixit) in Dante, senza voler scomodare l\'Antico Testamento. L\'Aggettivo Nobile, parliamone.

finifini fascio foto rep

A me viene in mente \"Sud\", libro in cui Marcello Veneziani descrive la sezione missina della sua giovinezza come una tana puzzolente di reduci e reietti, petomani e ruttatori, dove si passava il tempo fra saluti romani e scherzi da caserma. \"Una genìa di umanoidi\", scrive: gli aristocratici devono essergli sfuggiti. L\'Aggettivo Trasparente è una battuta che non fa ridere, Fabio.

Trasparente la storia del neofascismo italiano, protagonista dei limacciosi anni di piombo? Io non mi fido della magistratura ma di una cosa sono assolutamente certo: le bombe sui treni degli anni Settanta-Ottanta non le hanno messe i giovani liberali. Tu la meni tanto con la P3 (un\'ipotesi) dimenticando che nella P2 (una realtà) non mancavano i missini, come il deputato Vito Miceli già capo dei servizi segreti.

alemannoalemanno giovane fascista

Un vostro segretario, Pino Rauti, è stato in galera accusato di strage, mica di pala eolica abusiva. Un altro segretario, Almirante, si nascose poco eroicamente dietro lo scudo dell\'immunità parlamentare: secondo gli inquirenti aveva favorito la latitanza di un terrorista missino che aveva ucciso tre carabinieri. Fabio, tu sei cristallino come il mare di Siracusa ma la storia della tua fazione è color nero di seppia, o fogna, scegli tu.


2 - AFFINITÀ E GRANATA SPOPOLA SUL SITO DEL «FATTO»
Da \"Il Giornale\"

Boom di contatti e commenti sempre più positivi. Se Fabio Granata ottenesse un riscontro simile nel sito del Popolo delle libertà, potrebbe insidiare la leadership di Berlusconi. Peccato che la Granata-mania sia scoppiata nello spazio internet del «Fatto quotidiano» di Antonio Padellaro e Marco Travaglio. Da meno di un mese, un po\' in sordina, l\'esponente finiano ha inaugurato sua pagina sul sito del quotidiano più antiberlusconiano. E i suoi scritti stanno conquistando i lettori.

Il suo ultimo post, «Noi, professionisti dell\'Antimafia», ha entusiasmato i frequentatori della versione online del «Fatto», con più di 500 commenti. Tanto per dare un termine di paragone, l\'ultimo contributo di Travaglio, «Vomito ergo sum», ne ha avuti la metà e «Corruzione e trame inquinanti» del direttore Padellaro un centinaio. Se i primi articoli di Granata suscitavano tra i lettori perplessità, ora il tono è cambiato.

GiorgioGiorgio Almirante e un giovanissimo Italo Bocchino

«Dai Fabio, io una persona come te la voto senza alcun dubbio», scrive Giovanni. Antonio arriva a promuoverlo a leader della vera opposizione di sinistra: «Io, come altri, tra lei e l\'opposizione di D\'Alema e Bersani scelgo lei». Roba da fare tremare, in una sola volta, le vene dei polsi del vertice Pd, di Antonio Di Pietro. E anche di Gianfranco Fini, a meno che il nuovo centrodestra immaginato da Fini abbia come punto di riferimento «il Fatto».

3 - IL PERSONAGGIO GRANATA, UNA CARRIERA TRA LE LINEE - UN \"DESTRO\" DA RAUTI A BORSELLINO
Eduardo Di Blasi per \"il Fatto Quotidiano\"

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\"Ormai abbiamo visto di tutto: anche l\'On. Tremaglia in prima pagina sul \"Secolo d\'Italia\" mentre stringe la mano ad Arafat\". Il tempo corre. L\'anno è il 1989, il libro da cui è tratta la citazione, edizioni Settimo Sigillo, si intitola \"Le radici e il progetto\" e accomuna una serie di giovani rautiani che faranno carriera nella destra che verrà, da Gianni Alemanno ad Andrea Augello, da Umberto Croppi a Fabio Granata, che è appunto l\'estensore della frase sopra riportata. Ci si interrogava, all\'epoca, sul ruolo della destra nazionale, e della sua componente giovanile, il Fronte della Gioventù, ora che il comunismo arretrava dall\'Europa e l\'onda di Tangentopoli che avrebbe spazzato via il pentapartito sembrava di là da venire.

DOMENICODOMENICO FISICHELLA

Fabio Granata, classe 1959, inizia a fare politica a destra a 13 anni. È consigliere comunale a Siracusa, la sua città, sei anni dopo. È militante poi dirigente dell\'Fdg, che negli anni ‘80 è ancora visto con sospetto dai \"camerati\" dell\'area, tanto che lo stesso Granata, assieme a Franco Scarfi, nel 1985, si ritroverà a dover scrivere al periodico \"Heliodromos\" per smentire una frase vergata su un muro che risultava elogiativa della Digos: \"Noi non crediamo che alcun militante del Fronte che abbia vissuto le esperienze pluriennali, di un ambiente in crescita e in movimento, possa uscire la notte a ringraziare polizia o carabinieri; se poi qualcuno l\'ha fatto, la stupidità e l\'inutilità ricade esclusivamente sul suo gesto e non sull\'intero movimento\".

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Altri tempi, appunto. L\'anno di consacrazione del giovane Granata è il 1990. Il mese è settembre. A Siracusa, la sua città, riesce ad organizzare la Festa nazionale del Fronte della Gioventù di cui è diventato vicepresidente nazionale nel 1984 (presidente è Alemanno). Tra gli ospiti c\'è un giudice antimafia che in anni passati era stato iscritto al Fuan, Paolo Borsellino.

A un uditorio di giovani di destra, il magistrato che due anni dopo sarebbe stato ammazzato dalla mafia in via D\'Amelio a Palermo, lasciò una frase che è un manifesto per quella generazione: \"Potrei anche morire da un momento all\'altro, ma morirò sereno pensando che resteranno giovani come voi a difendere le idee in cui credono...\".

A sentirla oggi, dopo lo scontro sulla mafia con l\'ex An Alfredo Mantovano, originato dalla mancata concessione della protezione a Gaspare Spatuzza che ha fatto rivelazioni anche su quella stagione stragista, fa un certo effetto. Andrea Augello, che oggi è sottosegretario alla Pubblica amministrazione e ascritto - suo malgrado - alla pattuglia dei \"finiani\", li ricorda bene quegli anni \"movimentisti\" a cavallo delle stragi di mafia: \"Mentre giù, a Palermo, i nostri sfilavano ai funerali di Borsellino, noi a Roma circondavamo con uno striscione la casa di Vito Ciancimino a piazza di Spagna\", con la frase, che poi diventerà una specie di logo da apporre sulle magliette: \"Meglio un giorno da Borsellino che cento da Ciancimino\".

L\'avvento di Berlusconi e Forza Italia in Sicilia è un terremoto per i giovani dirigenti ex missini. Granata, in un primo tempo, si avvicina alla Rete di Leoluca Orlando, poi, nel ‘94 ritorna dentro il Msi-Dn che si avvia sul percorso di Fiuggi. È eletto all\'Ars, l\'assemblea regionale siciliana, proprio in quell\'anno.

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Due anni dopo è capogruppo di An nel parlamentino siculo e presidente della commissione Antimafia regionale. Nel novembre del ‘98 davanti al suo studio, all\'epoca retto dal giovane avvocato Ivan Lo Bello, di cui si continuerà a sentir parlare, viene rinvenuto un ordigno esplosivo messo lì con evidente scopo intimidatorio. Tra il 2000 e il 2006 ricopre incarichi di governo nella sua regione, dalla vicepresidenza alle deleghe a Beni culturali e Turismo.

È in questa veste che aggiunge alle sue battaglie quella ambientalista, che avrà il suo culmine nel tentativo di demolizione delle costruzioni abusive non completate nella Valle dei Templi, nella costituzione di parte civile della Regione Sicilia nel processo contro i veleni dell\'Enichem di Priolo, nella battaglia contro la trivellazione nella val di Noto. Nel 2007 entra nella direzione di Legambiente e nessuno, nè a destra nè a sinistra, storce il naso.

MARCELLOMARCELLO VENEZIANI

Nel 2008 è eletto deputato con il Pdl, in quota \"finiana\" e si distingue per la proposta più di sinistra del Pdl di Montecitorio: la legge sulla cittadinanza ai figli degli stranieri nati in Italia, firmata con il collega del Pd Andrea Sarubbi. Poi, con la guerra in corso tra i con-fondatori, sale sulle barricate. Gli ricordiamo una frase che scrisse nell\'89, a chiudere l\'intervento su \"Le radici e il progetto\": \"Questo è attualmente solo il sogno di una minoranza. In attesa e con la speranza di poter anche noi, come Lawrence d\'Arabia, guidare e sospingere fiumane di uomini contro chi vuole distruggere la nostra identità, renderci schiavi del Dio Denaro, toglierci la Vita\". A occhio, una profezia.

 

 

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