"IL GIORNALE" RIBATTE A "REPUBBLICA" CON LE BATTONE ROSSE: E D'ALEMA QUERELA - - RAPPORTI SESSUALI A MONTECITORIO: "FACEMMO SESSO PIÙ VOLTE. CON NOI ANCHE BRASILIANE" - AVVIATA NEL '99, INDAGINE CHIUSA A TEMPO DI RECORD CON UN SOLO reo: LA MAITRESSE...

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1 - DALEMA QUERELA 'IL GIORNALE'...
(AGI) -
Il presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D'Alema, ha dato mandato ai propri legali di querelare per diffamazione 'Il Giornale' per quanto pubblicato oggi. E' quanto si legge in una nota.

2 - DIREZIONE "IL GIORNALE" SU QUERELA D'ALEMA...
(AGI) - L
a direzione de "Il Giornale" replica sulla querela annunciata da Massimo D'Alema contro il quotidiano: "Saremo ben lieti - si afferma in una nota - di discutere in un'aula di tribunale con l'onorevole Massimo D'Alema i contenuti dell'articolo pubblicato oggi dal Giornale, dal momento che tutto cio' che e' scritto fa parte di un'inchiesta che noi abbiamo riportato fedelmente.

BerlusconiBerlusconi

All'onorevole Zanda che parla di 'violenza vuota' consigliamo, se non altro, almeno la lettura dei servizi prima di sbilanciarsi in dichiarazioni. Certo stupisce che i parlamentari piu' impegnati a difendere la libera stampa in questi giorni diventino all'improvviso cosi' nemici della libera stampa, tanto da ricorrere subito ai giudici e agli insulti volgari nei confronti di un quotidiano colpevole di raccontare alcuni episodi (accertati) e di porre alcune domande".
3 - L'ARTICOLO DE "IL GIORNALE" CHE HA FATTO INFURIARE D'ALEMA
Gian Marco Chiocci per il Giornale

C'è un'inchiesta, a Bari, che anziché restare riservata finisce sui giornali perché riguarda indirettamente un premier e/o persone a lui vicine presumibilmente in contatto con alcune prostitute. E c'è un'altra inchiesta, a Roma, che invece resta «sconosciuta» per quasi dieci anni e che riguarda l'entourage di un altro premier in contatto sicuramente con una scuderia di prostitute d'alto bordo.

Il doppiopesismo mediatico-giudiziario cui si fa riferimento concerne un'inchiesta avviata nel 1999 dal pm capitolino Felicetta Marinelli e conclusasi il 4 ottobre 2000 con il patteggiamento a un anno della maîtresse R.F. che secondo l'accusa inviava sue «squillo» ai fedelissimi dell'allora presidente del Consiglio, Massimo D'Alema, per ottenere ritorni economici di vario genere.

dalema berlusconidalema berlusconi

Sono svariati i nomi eccellenti che tornano nei verbali d'interrogatorio e nelle intercettazioni disposte a seguito dei pedinamenti fin sull'uscio di Montecitorio da parte degli agenti della Squadra mobile: si va da Francesco «Franco» Mariani, un tempo responsabile dei trasporti del Pci-Pds e ora presidente dell'autorità portuale di Bari (revocato dal ministro Matteoli e reinsediato dal Tar) ai due ex soci del leader Massimo nella compravendita della barca Ikarus:

innanzitutto, Roberto De Santis, pugliese ed eminenza grigia del leader Ds, già vicepresidente della finanziaria London Court, quindi nel cda della Spa portuale «Marina Blu» e poi in quello della società d'energia «Avelar Energy»; dopodiché Vincenzo Morichini, ex amministratore delegato del consorzio Ina-Assitalia, fondatore dell'Assonautica romana, da sempre vicinissimo a D'Alema.

paolo berlusconi - Copyright Pizzipaolo berlusconi - Copyright Pizzi

Nei brogliacci delle telefonate sbobinate a piazzale Clodio si fa anche esplicito riferimento ad alcuni episodi dove viene citato l'allora «segretario particolare di D'Alema», ovvero Nicola Latorre, oggi parlamentare del Pd. Nelle informative c'è spazio infine per i ruoli ricoperti dall'ex deputato Ds, Michele Giardiello e da un paio di funzionari ancor oggi nel partito di Franceschini.

Le persone di fiducia di D'Alema finite agli atti del procedimento numero 10498/99, a eccezione di Latorre, sono state prese a verbale come persone informate dei fatti direttamente negli uffici della Settima sezione della questura di Roma. Obiettivo degli inquirenti era infatti quello di capire se effettivamente la maîtresse facesse ricorso a ragazze a pagamento per «convincere» persone importanti a dare una mano alla sua agenzia di pubblicità nella gestione di eventi, convegni (la donna ne ha organizzato un paio per la Camera dei deputati) appalti e pubblicazioni per strutture come Alitalia, Banca di Roma, Enel, Eurostar, Ina-Assitalia, Acea, Inpdap, eccetera.

Se l'allora dirigente della Mobile, Nicolò D'Angelo, era pressoché convinto dell'andazzo corruttivo («la donna che inequivocabilmente procura ragazze a molte persone organizzando incontri sessuali - scriveva in una informativa - utilizza tale "chiave di accesso" per ottenere dai destinatari di queste "attenzioni" che sembrano essere tutti ai vertici di strutture pubbliche o private, favori e indebite pressioni al fine di ottenere benefici economici nella forma di ghiotti appalti o incarichi ben remunerati») il pm Marinelli rimarcava:

«Dalla lettura dei verbali emerge che R.F. utilizza le ragazze per organizzare incontri di carattere chiaramente sessuale con personaggi, di cui alcuni facenti parte del mondo politico, o aventi cariche in enti pubblici».

Nicola LatorreNicola Latorre

L'indagine, come tante nel sottobosco della prostituzione, nacque un po' per caso. Solita routine: una soffiata, un accertamento, un'arida informativa. Poi arrivarono i pedinamenti, i telefoni sotto controllo, i riscontri su un'organizzazione di via Veneto diretta dall'austriaca Angelica W. e un centro massaggi dell'Eur dove venivano reclutate ragazze per i festini. E quel che sembrava un «normale» giro di squillo della Roma-bene, s'è rivelato presto un «problema» politico per tutti coloro che s'erano ritrovati tra le mani quel materiale scottante.

In procura si accavallarono le riunioni. In questura gli accertamenti rallentarono bruscamente. L'ipotesi iniziale della corruzione venne presto derubricata in sfruttamento della prostituzione finalizzata a portare a casa contratti importanti con aziende private e istituzioni pubbliche. I controlli sui telefoni dell'indagata vennero interrotti, la richiesta di rinvio a giudizio fu recapitata all'interessata, si arrivò al processo senza dare alcuna pubblicità all'esito finale. Con la maîtresse condannata, in tanti tirarono un sospiro di sollievo. Nessuno, nemmeno il preveggente D'Alema, poteva immaginare che a dieci anni di distanza potesse arrivare una simile «scossa».

I VERBALI

I primi sentori di un giro di «escort» intorno ai palazzi del potere romani vengono messi nero su bianco da un ispettore della Squadra mobile romana nel giugno del '99. Nell'appunto si fa riferimento a una maîtresse, R. F., titolare di un'agenzia di pubblicità, che secondo una fonte qualificata starebbe reclutando ragazze per «farle prostituire con facoltosi clienti». La polizia riferisce dell'attività di R. F. che avrebbe assoldato una certa Marina «per un incontro a sfondo sessuale con un personaggio molto importante» retribuito con 800mila lire.

«Dopo essersi accordate sulla cifra - prosegue la relazione - uscivano entrambe raggiungendo da una via laterale l'entrata della Camera dei deputati. Dopo aver varcato il portone d'ingresso, si fermavano davanti a un commesso preposto alla consegna dei "pass", il quale, senza alcuna richiesta, con atteggiamento molto confidenziale, consegnava a R. F. due pass senza ricevere in cambio alcun documento. Dopo aver passato il varco d'ingresso si dirigevano nell'ufficio di un personaggio, a dire della ragazza molto importante, che le faceva accomodare entrambe».

Luciano ConsoliLuciano Consoli

PRESTAZIONI A LUCI ROSSE DENTRO MONTECITORIO
«Lo stesso, dopo aver visionato la ragazza e averci dialogato, durante la conversazione chiedeva alla stessa se era disponibile a viaggiare in qualità di "accompagnatrice" di personaggi molto influenti, prospettandole in cambio la possibilità di guadagnare molto denaro (...). R. F. diceva alla ragazza che dopo poco sarebbe entrato un uomo e con lui doveva congiungersi carnalmente.

Infatti dopo poco giungeva un uomo e all'interno dell'ufficio la ragazza aveva un rapporto sessuale. Al termine quest'ultimo riferiva di essere rimasto molto soddisfatto e che tramite il suo segretario, se lei era disponibile, si sarebbero nuovamente incontrati per seguirlo in uno dei suoi spostamenti all'estero (...). Si rappresenta inoltre che la ragazza, anche se raccontava nei particolari alla fonte l'incontro avuto all'interno della Camera dei deputati, evitava di dire le generalità del personaggio molto influente» per paura di ritorsioni.

La successiva nota inviata in procura dall'ex dirigente della Mobile, Nicolò D'Angelo, dava il senso delle indagini fin lì svolte. «Dal tenore delle conversazioni si è avuto modo di constatare che le utenze vengono utilizzate da R. F. e dalla sua segreteria per contattare noti personaggi del mondo politico e di enti pubblici, servendosi della loro conoscenza al fine di ottenere appalti o erogazioni in denaro (...). È emerso in modo palese che la R. F., al fine di mantenere e in seguito sfruttare tali conoscenze, organizza con gli stessi incontri a sfondo sessuale».

«APPENA CONOBBI QUELLA DONNA MI PARLARONO DI ALITALIA»
Francesco Mariani sfila negli uffici della settima sezione della questura il 10 dicembre '99. Le sue prime risposte vertono in merito a un suo presunto interessamento per aiutare R. F. in alcuni progetti con Alitalia: «Ho conosciuto R. F. nel maggio '99 in quanto durante una cena da me organizzata fu portata dal Morichini, presentandola quale sua amica, il quale qualche giorno dopo mi chiamò sapendo della mia conoscenza con Zanichelli (ex relazioni esterne Alitalia, ndr). R. F. mi disse che trovava ostacoli di comunicazione con Alitalia in quanto a suo dire amica di Morichini era vicina all'area di sinistra».

Mariani spiega di essere andato da Zanichelli, di avergli chiesto di prendere in considerazione il progetto della donna di rilanciare la rivista Freccia Alata. «Zanichelli mi disse che oltre alla mia, aveva ricevuto diverse segnalazioni per R. F. provenienti da diverse aree politiche (...). Dissi a R. F. che avevo sollecitato Zanichelli, poi la invitai a cena a casa dove, dopo cena, avemmo un rapporto sessuale (...)».

FACEMMO SESSO PIÙ VOLTE CON NOI ANCHE BRASILIANE»
«Confermo che nell'arco della mia conoscenza ho avuto diversi incontri a sfondo sessuale con R. F. In queste occasioni più volte la stessa si presentava anche con sue amiche (ne cita tre, di cui una brasiliana, ndr) e in queste occasioni avemmo dei rapporti sessuali. Rappresento comunque che oltre a me vi erano a volte anche Morichini Vincenzo, De Santis Roberto e Lazzarini Franco, con i quali le ragazze si univano carnalmente (...).

Per quanto riguarda questi incontri rappresento che si svolgevano sempre presso la mia abitazione (...). Rappresento che se ho avuto qualche dubbio sulla libertà sessuale delle ragazze portate alle mie cene da R. F. non ho mai chiesto nulla in quanto in una occasione R. F. mi disse che lavoravano per lei e le utilizzava quando organizzava convegni (...). Preciso che le segnalazioni effettuate nei confronti di R. F. sono avvenute con lo Zanichelli e basate su nostri lontani rapporti di amicizia, senza che venisse fatta da me alcuna intimidazione né tantomeno venissero fatte alcune pressioni politiche».

Preso a verbale il 13 dicembre '99, Morichini conferma la versione fornita da Mariani, confessa d'aver segnalato la donna al responsabile servizio marketing di Ina-Assitalia, dice che la donna le venne presentata dal «mio amico Proietti» e aggiunge: «Venni invitato a una cena da Mariani che mi disse di portare alcune amiche. Nel contesto invitai R. F. che si presentò con tre sue amiche, alla cena c'erano anche De Santis e Lazzarini. Chiesi a Mariani se poteva aiutarla in Alitalia in quanto lui, essendo stato segretario nazionale dei trasporti, aveva conoscenze influenti.

Dopo la cena ognuno si appartò con una ragazza in una stanza. So che Mariani si è interessato con Zanichelli per farla lavorare. A casa del Mariani abbiamo organizzato almeno altre due cene che alla fine terminavano con incontri a sfondo sessuale, in queste occasioni le ragazze erano portate da R. F. che durante i nostri rapporti mi chiedeva in continuazione di aiutarla servendomi delle mie conoscenze (...)».

«TI HO RISOLTO I PROBLEMI CON BANCA DI ROMA E ALITALIA»
«Per quanto riguarda la frase da me detta durante la telefonata da voi intercettata riguardo "Ti ho risolto i problemi con Banca di Roma e Alitalia" tale frase sta a significare che avevo fatto telefonate a tali enti segnalandola». E ancora: «Sì, ho saputo del vostro intervento (della polizia, ndr) nei confronti di R. F. che un giorno mi chiamò dicendomi che mi doveva parlare di persona.

Prendemmo appuntamento da Doney in via Veneto e nell'occasione mi disse che era soggetta a indagine di polizia, che erano state fatte foto all'interno del suo ufficio ed erano state registrate telefonate e conversazioni. Quindi mi invitava a servirmi delle mie conoscenze per arrestare tale indagini, sennò, sentendosi persa, avrebbe raccontato dei nostri incontri. Rendendomi conto del velato ricatto a cui ero soggetto, le dissi che non mi interessava nulla e che non volevo avere più rapporti con lei (...).

Sì, effettivamente ho fatto delle segnalazioni nei confronti di R. F. con vari enti ma specifico che non sono a conoscenza se ha fruito di tali raccomandazioni con contratti di lavoro». Concludendo: «Sì, effettivamente conosco sia il presidente del Consiglio che il suo segretario particolare da lunga data ma rappresento che tutto quello che ha detto R. F. su questi personaggi è solamente frutto della sua immaginazione, in quanto non sono mai state organizzate cene né tantomeno l'ho segnalata servendomi di tali amicizie influenti (...)».

GIOVEDÌ C'È LA CENA COL SEGRETARIO DI D'ALEMA»
Sul «segretario di D'Alema» (Nicola Latorre) citato il 5 ottobre da R. F. in due telefonate, la polizia si limita a riportare solo la frase: «giovedì saranno a cena con lui e il segretario di D'Alema». Latorre, contattato dal Giornale, esclude categoricamente qualsiasi coinvolgimento nell'inchiesta: «Non sono mai stato interrogato e non so nulla di questa vicenda». Il 16 dicembre '99, tocca a Roberto De Santis rendere la sua versione sui fatti contestati.

«Ho conosciuto per la prima volta la signora R. F. in quanto era presente a una cena in cui ero stato invitato da Morichini. Oltre a noi erano presenti tale Checchino e tre amiche di Rita. Dopo la cena ci recammo su invito di R. F. nel suo ufficio dove loro si appartarono con le ragazze e io rimasi con una giovane brasiliana senza consumare alcun rapporto sessuale (...). La seconda volta è stata nell'abitazione di Mariani dove oltre a me erano presenti Morichini, Lazzarini e due ragazze brasiliane. Dopo cena mi appartai con una di loro ed ebbi un rapporto sessuale».

De Santis riferisce di altri due incontri, finiti sempre allo stesso modo. «Voglio precisare che non ho mai dato denaro né ho mai fatto regali alle ragazze intervenute, i miei incontri con R. F. sono stati solo di carattere sessuale e mai si è parlato di lavoro (...). L'ultima volta che l'ho vista è stato ai primi di novembre dopo il vostro intervento all'Alitalia, la incontrai casualmente in un bar del centro ed era agitata. Mi disse che dovevo sollecitare un intervento del Mariani e del Morichini affinché l'aiutassero a trovare un nuovo lavoro, poiché a seguito dell'indagine lei aveva avuto dei problemi, sostenendo tra l'altro che l'indagine in corso lei la stava subendo per colpa del Morichini e del Mariani in quanto volevano colpire la sinistra».


IL CLAN D'ALEMA
Lazzarini, il re delle assicurazioni che ospitava l'ex ministro Burlando...
Genovese come Mariani, Franco Lazzarini, 59 anni, è il broker assicurativo (executive chairman di Ital Brokers, che gestisce un portafogli di oltre 750 milioni di euro) che nel 2007 è finito al centro delle cronache per aver condiviso casa, auto e passatempi con il governatore della Liguria, Claudio Burlando, accusato di averlo favorito in appalti pubblici. «Sospetti assurdi. Io, poi, sono socialista» replicò lui. Manager dal passato come calciatore professionista (negli anni Settanta, nelle fila della Sampdoria) e un presente fatto di buone amicizie politiche.
Oltre a Burlando, soprattutto l'ex presidente dei Ds Massimo D'Alema. Centocinquanta dipendenti, sede in una splendida villa genovese in uno dei quartieri più eleganti della città, Albaro, uffici sparsi in tutta Italia, la Ital Brokers dall'81 ha via via scalato il vertice del business assicurativo, conquistando clienti come Alitalia, Finmeccanica e anche la Camera dei Deputati.
De Santis, l'azionista delle sale Bingo al timone della barca di Massimo...
Leccese, 53 anni. Negli anni '80 ha militato nel Pci leccese, ma balza agli onori delle cronache nel 1997 quando assieme a Vincenzo Morichini risulta tra i comproprietari di Ikarus, il baltic viareggino che sarà acquistato dall'appassionato di vela Massimo D'Alema alla fine di quell'anno. Nel 2000 De Santis ritorna sotto i riflettori come socio della London Court una merchant bank che insieme con la Chance Mode di Luciano Consoli è azionista di Formula Bingo, la società che in quell'anno voleva partecipare alla gara per la gestione delle sale dedicate alla tombola inglese.
Dopo le dimissioni di D'Alema da premier di De Santis si perdono un po' le tracce anche se ha fatto parte di vari consigli di amministrazione. Come quello della fallita Festival Crociere, di Marina Blu, società che gestisce la darsena di Rimini, e di Avelar Energy, la società per le fonti alternative del magnate russo Vekselberg, titolare del gruppo Renova che due anni fa ha acquistato Marina Blu.
Mariani, il comunista della Liguria sempre al vertice dei porti «rossi»...
Dirigente del Pci ligure negli anni '80, nella seconda metà degli anni '90 è stato responsabile trasporti del Pds-Ds, poi nel 2000 è stato collaboratore del ministro dei Trasporti Pier Luigi Bersani. Ha in seguito assunto la direzione nazionale dell'Ancip, l'associazione delle compagnie portuali. Nella sua casa genovese ha ospitato un ricevimento per i candidati del centrosinistra alle amministrative 2002. È stato presidente di Intempo, società di lavoro interinale al servizio dei principali porti italiani.

Alla fine del 2005 è stato nominato commissario dell'Autorità portuale di Bari, dal 2006 ne è presidente. Ha assunto per qualche tempo pure la presidenza di Bari Porto Mediterraneo (Bpm), la società che gestisce il terminal passeggeri. L'apertura di un'inchiesta della procura di Bari sulla natura dei rapporti tra Autorità e Bpm lo ha indotto a rescindere il contratto tra i due enti. Il ministro Matteoli ha commissariato l'Autorità portuale, ma il Tar ha accolto il ricorso di Mariani.
Morichini, agente di professione fondatore dell'Assonautica romana...
Folignate. Titolare di un'agenzia assicurativa. Come De Santis balza anche lui alle cronache per la nota cessione di Ikarus. Ma il suo ramo è quello assicurativo: agente, nel 1994 viene nominato dal presidente Ina Lorenzo Pallesi amministratore del consorzio delle agenzie Ina-Assitalia di Roma. In un periodo di sostanziale vuoto di potere politico la gestione del gigante assicurativo vicino alla Dc viene spostata un po' più a sinistra: tra i soci di un'agenzia romana entra anche l'imprenditore di area dalemiana Pino Marzo.
Nel 1998 Morichini termina il proprio incarico e diventa titolare di una nuova agenzia Ina-Assitalia, l'Agf di Fiumicino che dirige ancor oggi e che fornisce servizi a buona parte del litorale e della periferia ovest della Capitale. La passione per le barche non è morta. A fine 2007 Morichini con la sua agenzia è tra i fondatori dell'Assonautica romana, associazione per lo sviluppo della nautica collegata alla Camera di Commercio di Roma.

 

 

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