RAMY CHE NON SI SPEZZANO - ''DA GRANDE VORREI FARE IL CARABINIERE''. E SALVINI VALUTA DARE LA CITTADINANZA ITALIANA A RAMY SHEHATA, IL 13ENNE CHE HA SALVATO I 53 A BORDO DEL BUS DI SAN DONATO MILANESE - IL RAGAZZO È NATO QUA, MA SICCOME NON ESISTE IUS SOLI, POTREBBE CHIEDERE LA CITTADINANZA SOLO DOPO I 18 ANNI. IL PADRE, OPERAIO EGIZIANO: ''È UN GRANDE EROE''

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RAMY, DA GRANDE VORREI FARE CARABINIERE

 (ANSA) - "Da grande vorrei fare il carabiniere". A dirlo all'ANSA è Ramy Shehata, il 13enne diventato per tutti un eroe dopo aver avuto il coraggio di chiamare il 112 assieme a un compagno dall'interno dell'autobus dirottato da Ousseynou Sy a Crema e bloccato sulla strada provinciale Paullese a San Donato Milanese.

 

ramy shehata ramy shehata

"Sono piccolo ma ho già in mente da tempo cosa vorrei fare da adulto - racconta Ramy - L'idea di fare il carabiniere ce l'ho da prima che succedesse tutto e questa vicenda ha rafforzato ancora di più il mio desiderio. In alternativa, se non dovessi farcela, mi piacerebbe fare il farmacista". Timido ed educato, Ramy non ha raccontato questo suo sogno neppure ai militari che lo hanno aiutato. "Avrei voluto dirlo ma nessuno me l'ha chiesto".

 

 

Da www.lastampa.it

 

La cittadinanza italiana? «Speriamo di averla. Per me il secondo Paese è l’Italia». Così Khalid Shehata, 50 anni, operaio egiziano, padre di Rami, il 13enne che con il suo telefonino, che ha fatto finta di consegnare all’attentatore Ousseynbou Sy, ha chiamato i soccorsi ieri mattina. Era uno dei ragazzini a bordo dell’autobus partito da Crema e dirottato. «È nato qua. Per me mio figlio è un grande eroe, ha salvato la vita di 53 persone. Io sono orgoglioso per lui, perché ha fatto benissimo. L’ho abbracciato appena l’ho visto». E il ragazzino, a chi gli chiedeva se si sente italiano, ha detto: «Sì, metà e metà».

 

rami rami

Rami e Adam: sono i due giovani eroi che, insieme ad altri compagni, hanno avuto il coraggio e la prontezza di sfidare l’autista che aveva sequestrato il loro scuolabus: hanno messo in salvo se stessi e gli altri compagni. Ora il Paese li elogia, ma non sono cittadini italiani. Pur essendo nati in Italia, poiché hanno genitori non italiani, devono aspettare il loro 18esimo anno di età per ottenere il riconoscimento ufficiale di cittadinanza. «Facciamo parte di questo Paese, lo sentiamo come nostro, ma non abbiamo potuto chiedere la cittadinanza ed è un prezzo che pagano anche i nostri figli», spiegano i genitori dei due ragazzi.

 

STUDENTI SEQUESTRATI BUS SAN DONATO MILANESE STUDENTI SEQUESTRATI BUS SAN DONATO MILANESE

Il padre di Adam, di origini marocchine, è in Italia dal 2002. «Non ho fatto domanda perché per un anno ho lasciato l’Italia e quindi la mia residenza non risulta continuativa: mi servirebbe un avvocato ma abbiamo sempre cercato di risparmiare». Il padre di Rami, egiziano, è arrivato in Italia invece nel 2001. «Non sono mai riuscito a mettere insieme le carte necessarie per fare la domanda, ma questo Paese lo sento come mio. Anche per questo sono così orgoglioso di mio figlio che lo ha difeso».

 

Di Maio ha proposto di dare a Rami la cittadinanza italiana per meriti speciali. «Stiamo facendo tutte le verifiche, valuteremo», ha risposto Salvini. Il ministero dell’Interno ora sta accertando la situazione del tredicenne. Il Viminale è pronto a farsi carico delle spese e a velocizzare al massimo le procedure per riconoscere la cittadinanza al piccolo eroe. L’auspicio è attribuire la cittadinanza a Rami e toglierla al conducente del bus autore del folle gesto.

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