SALUTATE IL CAPOLISTA (O FORSE NO?) – BERLUSCONI HA DECISO DI NON CANDIDARSI COME CAPOLISTA IN TUTTA ITALIA PER LE EUROPEE. IL MOTIVO È SEMPLICE, HA PAURA DI SALVINI – MEGLIO RINUNCIARE AGLI SCONTRI DIRETTI CHE RENDEREBBERO PLASTICA LA DIFFERENZA DI PESO ELETTORALE – SILVIONE VORREBBE FARE IL PONTIERE CON LA MERKEL, MA SALVINI VUOLE FARE TUTTO IN PRIMA PERSONA – LA PARITÀ DI GENERE INGUAIA I BIG DI “FARSA ITALIA”

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Marco Antonellis per Dagospia

 

berlusconi salvini berlusconi salvini

Silvio Berlusconi non sta passando un buon momento: Forza Italia sta vivendo una delle fasi peggiori della sua storia, dirigenti del calibro di Giovanni Toti minacciano di andarsene se il partito non si rinnoverà completamente ed ora ci si mette pure Matteo Renzi al quale, non più di qualche giorno fa, il Cavaliere di Arcore non aveva negato pubblici elogi.

SILVIO BERLUSCONI ANTONIO TAJANI SILVIO BERLUSCONI ANTONIO TAJANI

 

Oggi poi si è proposto "urbi et orbi" come pontiere tra i popolari della Merkel e i sovranisti di Matteo Salvini. Ma se avesse parlato prima con il Capitano avrebbe evitato una solenne figuraccia dato che "Matteo non ha nessuna intenzione di farsi rappresentare in Europa da Silvio Berlusconi. Le trattative, quali che siano, vuole dirigerle in prima persona" spiegano senza mezzi termini dall'inner circle salviniano.

 

angela merkel silvio berlusconi angela merkel silvio berlusconi

Insomma, Matteo Salvini farà da solo. Tanto più dopo i probabili risultati delle prossime europee: "Ma ce lo vedete il leader di un partito con quasi 30 seggi all'europarlamento farsi dettare la linea da chi a malapena ne avrà presi 8?".

 

E sempre a proposito di seggi, come già Dagoanticipato nelle scorse settimane, Silvio Berlusconi non starebbe più pensando di candidarsi capolista in tutta Italia. Il motivo è presto detto: non essendo riuscito ad ottenere dal Capitano leghista un "patto di desistenza", meglio rinunciare il più possibile agli scontri diretti che renderebbero plastica la differenza di peso elettorale tra i due. Per questo, nell'Italia centrale avanza in questi giorni il nome di Antonio Tajani, stimatissimo anche da Angela Merkel.

 

berlusconi salvini berlusconi salvini

C'è poi anche un'altra ragione che sta suscitando non pochi malumori all'interno di Forza Italia: se Berlusconi si fosse candidato capolista ovunque, per effetto della parità di genere prevista dalla legge elettorale in vigore per le elezioni europee, sarebbero state penalizzate le candidature maschili. La legge elettorale in vigore, infatti, impone l'obbligo dell'alternanza di sesso per i primi due nomi in lista.

 

Ma in questo modo gli uomini potrebbero essere candidabili solo a partire dalla terza posizione mettendo a repentaglio molti nomi eccellenti (che già avrebbero fatto avere le proprie rimostranze al Cavaliere). Partire dalla terza posizione in lista e sperare di essere eletti in un partito che se va bene otterrà 8 seggi è praticamente una sfida impossibile.

SALVINI BERLUSCONI SALVINI BERLUSCONI

 

Non per niente nel partito del Cav gli umori sono pessimi: "Avremo difficoltà a far votare i primi due candidati, figuriamoci il terzo", rivelano esponenti azzurri di alto rango. Insomma, molti big del partito se dovessero partire dalla terza posizione in lista rischierebbero di uscirne azzoppati e di chiudere anzitempo la propria carriera politica.

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