SOVRANISTI INTERCONTINENTALI - TRUMP ACCOGLIE ORBAN CON TUTTI GLI ONORI: ''È UN LEADER TOSTO E RISPETTATO'', E I DEMOCRATICI DI TUTTO IL MONDO TRASECOLANO - NEL 2016 IL FURBO VIKTOR FU IL PRIMO LEADER EUROPEO A SOSTENERE LA CANDIDATURA DEL PUZZONE ARANCIONE - NEL 1998, QUANDO ERA UN RIFORMATORE LAUREATOSI GRAZIE A SOROS, INCONTRO' CLINTON

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Anna Guaita per “il Messaggero

 

Nel 2016, Viktor Orban fu il primo leader europeo a sostenere con forza la candidatura di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. E la sera della vittoria dell' uomo d' affari newyorchese, gli fece una telefonata di congratulazioni che pare sia stata la più calorosa che Trump ha ricevuto. Fra Trump e Orban nacque un' immediata amicizia e solidarietà, legati come si sentivano dall' esperienza di essere stati le pecore nere, come Orban stesso diceva, durante gli anni della presidenza Obama.

VIKTOR ORBAN CON DONALD TRUMP

 

Trump ha comunque aspettato più di due anni prima di ricevere alla Casa Bianca l' amico, che ha ieri accolto salutandolo con calore davanti ai giornalisti: «Un leader tosto e rispettato, ha fatto la cosa giusta sull' immigrazione. È simile a me, forse un po' più controverso, ma ha fatto un ottimo lavoro e tiene il Paese al sicuro». Eppure Orban è arrivato con un certo ritardo, poiché, prima di lui Trump aveva già visto i leader degli altri tre Paesi che fanno parte del gruppo di Visegrad (Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia).

 

DIVERSE OPINIONI

Opinioni contrastanti spiegano gli indugi nell' aprire la porta a un sostenitore così fedele: c' è chi sostiene che Trump abbia voluto aspettare fino a pochi giorni prima delle elezioni europee, per dare all' amico un trampolino e un palcoscenico che lo aiuterà a portare alla vittoria le forze populiste ed euroscettiche. Un ritardo che in realtà è favore, insomma. Ma c' è anche chi vede nell' incontro di ieri pomeriggio nello Studio Ovale un passo difficile per Trump, volutamente rimandato.

 

Se il presidente Usa ha naturale simpatia e affinità ideologica per le posizioni anti-immigrazione e autoritarie di Orban, è anche vero che è profondamente urtato dall' apertura che il premier ungherese ha adottato nei confronti sia della Russia che della Cina. Il dipartimento di Stato si era anzi opposto a un incontro fra Trump e Orban nel passato, ed è diventato più morbido solo di recente con la direzione di Mike Pompeo.

VIKTOR ORBAN QUANDO ERA CONSIDERATO UN RIFORMATORE CON BILL CLINTON NEL 1998

 

 Allo stesso tempo i consiglieri di Trump hanno insistito perché si mettesse sul tavolo della conversazione la richiesta di una maggior collaborazione da parte dell' Ungheria sul fronte del commercio dell' elettronica avanzata con la Cina. Non è un caso che l' appuntamento sia avvenuto nel bel mezzo di un negoziato lungo già tre mesi e mezzo fra Washinton e Pechino, in cui i temi del furto del know how digitale da parte della Cina e il rischio di spionaggio nell' espansione della tecnologia cinese sono gli ostacoli più ardui da superare.

 

AMICIZIA E SINTONIA

Amicizia e sintonia ideologica, dunque, ma anche irritazione per la deriva filo-russa che l' Ungheria ha assunto sotto la guida di Orban. L' arrivo del premier ungherese è stato peraltro criticato fortemente da parte delle associazioni dei diritti civili, nonché dal partito democratico.

salvini orban

 

Ma anche alcuni leader repubblicani si sono uniti ai colleghi Dem per protestare: «L' Ungheria sta vivendo una corrosione della libertà, della legge e del governo» recitava una lettera firmata da senatori bipartisan, incluso fedeli di Trump, come Marco Rubio. Un gruppo di deputati democratici hanno chiesto a Trump di cancellare senz' altro l' appuntamento, ricordando come Orban abbia esteso un controllo autoritario sulla giustizia, l' informazione e le elezioni stesse.

 

Un fondo del Washington Post criticava il fatto che la visita «sarà vista come un endorsement a un leader che è riuscito a smantellare la democrazia nel suo Paese». Erano venti anni che Orban non veniva ricevuto alla Casa Bianca.

manifesti di orban contro soros e juncker 7

 

Nel 1998, appena eletto, e primo ministro di tendenze moderate e anti sovietiche, Orban fu ricevuto da Bill Clinton. Il giovane premier ungherese allora ringraziò il presidente americano per l' aiuto che gli dava nel sottrarre il suo Paese all' influenza del Cremlino. Venti anni più tardi, Orban è il leader del movimento di destra, nazionalista, sovranista, anti-immigrati, ed è di nuovo in ottimi rapporti con Mosca.

 

La Casa Bianca, che ha già ospitato altri leader di tendenze autoritarie, come l' egiziano Abdel Fattah al Sisi o il principe saudita Mohammed Bin Salman, ha insistito comunque che l' appuntamento doveva coprire importanti argomenti economici. Come Trump stesso ha sostenuto: «Dobbiamo parlare di commercio, e di vendita di armi».

orban