l’ultima battaglia del cainano - \"Io non mi dimetto, tanto meno perché lo chiede lui. Se Fini vuole, stacchi pure la spina, si assuma la responsabilità. Se ne è capace. I suoi non lo seguono nemmeno se azzarda un sostegno esterno, figurarsi nello strappo. Venderò cara la pelle\" - gian-elisabetto: \"il cammino è ormai segnato. Vanno consumati tutti i passaggi, ma non è escluso che la crisi si apra prima del previsto\" (domenica prossima alla convention di perugia?)...

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1- DOMENICA LA CONVENTION DI PERUGIA \"SARÀ IL VIA AL NUOVO CENTRODESTRA\"
La Repubblica
- Il 6 e il 7 novembre Gianfranco Fini lancerà a Perugia \"ll manifesto politico programmatico di Futuro e Libertà\", la sua nuova creatura politica. Un documento che, secondo il presidente della Camera e i suoi collaboratori, sarà incentrato sulle idee portanti di nazione, legalità e lavoro. «Vi aspettiamo a Perugia - ha detto Adolfo Urso ai militanti - dove saremo migliaia e migliaia per un grande inizio: non una nuova An ma un grande progetto di centrodestra propulsivo per l´Italia, per portarla fuori dalla tempesta».

FiniFini - BerlusconiGiancarloGiancarlo Lanna e Adolfo Urso

2- \"VENDERÒ CARA LA PELLE\"
Carmelo Lopapa per La Repubblica

«Io non mi dimetto, tanto meno perché lo chiede lui. Se Fini vuole, stacchi pure la spina, si assuma la responsabilità. Se ne è capace. I suoi non lo seguono nemmeno se azzarda un sostegno esterno, figurarsi nello strappo».

I pochi parlamentari e collaboratori con i quali il presidente del Consiglio si intrattiene al telefono, durante il pomeriggio di riposo ad Arcore, raccontano di un Berlusconi ripresosi dopo l´abbattimento di due giorni fa, «intenzionato a combattere», comunque a vendere cara la pelle. «Anzi, se davvero Gianfranco va fino in fondo, è anche meglio. Sapremo a chi dare la colpa».

berlusconi_fedeberlusconi_fede - ruby

E a sortire l´effetto rivitalizzante, sono state proprio le esternazioni mattutine dell´acerrimo avversario Gianfranco Fini. L´annuncio delle «interdizioni» alle leggi ad personam ma ancor più la richiesta del «passo indietro» rivolta al premier, se i sospetti sulla sua condotta nello scandalo Ruby trovassero conferma.

«Non ho nulla di cui vergognarmi, rifarei tutto, ho solo aiutato una persona in difficoltà e soprattutto non ho esercitato alcuna pressione sui poliziotti» va ripetendo invece il Cavaliere. Serafico, lo ha ribadito anche sabato notte, quando ha cenato al ristorante milanese \"Giannino\" dopo aver assistito alla partita Milan-Juve a San Siro. Con lui, Adriano Galliani, Emilio Fede, una decina di commensali. «Continuerà a fare la sua vita, ad invitare ospiti a casa sua e a organizzare feste se gli va di farlo» racconterà dopo il direttore del Tg4.

BerlusconiBerlusconi Fini Mi Cacci

Berlusconi spera ancora di superare indenne anche questo scandalo. Il fatto è che l´avvertimento lanciato ieri da Gianfranco Fini, sembra essere solo il primo passo di un cammino che potrebbe anche subire un´accelerazione nelle prossime ore. Alla convention di Perugia che nel prossimo week end segnerà la nascita di Futuro e libertà, il leader del nuovo movimento consumerà un ulteriore strappo.

Ma prima di «staccare la spina», come dai banchi dell´opposizione sperano che faccia, il presidente della Camera attende che si consumino alcuni passaggi. Non intende bruciare le tappe, né tanto meno bruciarsi in una vicenda delicatissima. «Ma il cammino è ormai segnato - spiega Fini ai fedelissimi in attesa di disposizioni e in allerta nonostante il giorno festivo - Vanno consumati tutti i passaggi, ma non è escluso che la crisi si apra prima del previsto».

DuelloDuello Fini Berlusconi

Una delle tappe attesa sarà l´eventuale chiarimento del ministro degli Interni Maroni in aula. Il capo del Viminale potrebbe riferire a Montecitorio anche in settimana, forse mercoledì, sulla faccenda della minorenne marocchina. E il premier Berlusconi è quasi tentato dal dare il via libera, non fosse altro per approfittare di una Camera deserta, causa stop dei lavori d´aula, e tentare di chiudere lì la faccenda.

BOcchinoBOcchino e Granata

Quel che è certo, è che dentro Futuro e libertà salgono di ora in ora le quotazioni del partito del «blitz», dei dirigenti convinti davvero che sia giunto il momento di staccare la spina all´esecutivo approfittando del Rubygate e della posizione sempre più «compromessa» del premier. L´eco internazionale che lo scandalo sta provocando, viene considerato nell´entourage finiano un particolare da tenere in alta considerazione. Il presidente della Camera via ha fatto anche riferimento nell´intervento pubblico di ieri mattina.

FABIOFABIO GRANATA

È vero che le «colombe» del partito, i moderati restii ad uno strappo immediato con Berlusconi, sono insorte contro quel Fabio Granata che ha iniziato a far circolare l´ipotesi del sostegno esterno. Ma è anche vero che il deputato siciliano ha molti avversari dentro Fli e viene considerato una sorta di pasdaran e che un invito a fare un passo avanti viene rivolto a Fini con insistenza, in queste ore, anche dal braccio destro Italo Bocchino.

FINI-BERLUSCONIFINI-BERLUSCONI cinque-punti

Glielo ha ripetuto anche in pubblico, ieri mattina, battagliero e in maniche di camicia: «C´è qualcuno che si aspetta un sussulto di orgoglio e di dignità, gli italiani aspettano un segnale e sanno che solo tu, Gianfranco, puoi offrire un´alternativa».

D´altronde, la base del partito è su questa linea, bastava chiedere ai militanti affollavano il cinema. «Siamo stanchi di essere sudditi, di candidate elette sol perché sanno ballare il bunga bunga» sintetizza l´umore dei suoi Potito Salatto, dirigente romano di Generazione Italia.

Il clima è quello lì, la t-shirt col Fini stilizzato alla Andy Warhol che punta il dito e la scritta «Che fai? Mi cacci?» va a ruba. E mentre i militanti sciamano anche un finiano moderato come Nino Lo Presti ammette che «se Bocchino gli ha rivolto quell´invito è perché ci siamo, il tempo di staccare la spina è arrivato prima del previsto e, ironia della sorta, non per colpa nostra».

 

 

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