VA’ A LAURÀ, NEGHER - NON DITE ALLA LEGA CHE GLI EXTRACOMUNITARI FANNO GIRARE (E TANTO) L’ECONOMIA - A MILANO LE IMPRESE GESTITE DA STRANIERI CRESCONO A RITMO DOPPIO RISPETTO A QUELLE TIRATE SU DAGLI ITALIANI E, SECONDO BANKITALIA, IL LORO LAVORO, IN TUTTO IL PAESE, VALE 35 MLD € L’ANNO (IL 3,2% DEL PIL) - GRAZIE AI FRUTTIVENDOLI EGIZIANI, MACELLAI CINESI E BARISTI MAROCCHINI SI RIMPINGUANO ANCHE LE CASSE DELL’INPS, PER GARANTIRE LA PENSIONE AGLI ITALIANI…

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Fabio Poletti per \"la Stampa\"

immigrati_vauroimmigrati_vauro immigratiimmigrati in fila per il lavoro

Silvio Berlusconi ha ragione ma sbaglia mira. Non è Giuliano Pisapia a volere una moschea in ogni quartiere di Milano. E\' il cardinale Dionigi Tettamanzi: lo ha detto il 6 dicembre del 2008 in occasione del discorso alla città per Sant\'Ambrogio: «C\'è bisogno di luoghi di preghiera in tutti i quartieri della città, specie per le persone che appartengono a religioni diverse da quella cristiana, in modo particolare all\'Islam».

Lo ha detto nel 2008 e lo ripete da allora, una convinzione che si è fatta ancora più forte dopo quella estemporanea preghiera in faccia al Duomo di un centinaio di musulmani, il 4 gennaio di due anni fa. Perché a Milano dove Umberto Bossi teme possa venire costruita la «più grande moschea di Europa», per ora di moschee non ce n\'è nemmeno una.

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I tre centri islamici più attivi - via Porpora, viale Jenner, via Quaranta - non sono luoghi di preghiera. I musulmani dopo essersi inginocchiati all\'Arena, al Palasharp, in qualche sottoscala, nella vicina moschea di Segrate sul confine tra Milano e la Milano 2 di Silvio Berlusconi, aspettano ancora di sapere dove possano riunirsi in santa pace per celebrare le loro funzioni.

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Nel programma di Giuliano Pisapia si parla della necessità di costruire «un grande centro di cultura islamica che comprenda, oltre alla moschea, spazi di incontro e di aggregazione». Un po\' più generico di quanto già deciso dalla Giunta di Letizia Moratti nel Piano di governo del territorio approvato di fresco. Che possa piacere o meno, la necessità di un centro religioso islamico sembra evidente.

IMMIGRATIIMMIGRATI LAMPEDUSA

Non fosse altro che a Milano e provincia ci sono 371 mila 670 extracomunitari censiti nel 2008 e oltre 40 mila clandestini. Quelli che spaventano di più non devono però essere i fedeli dell\'Islam. Ma quei 19 mila e 425 extracomunitari denunciati e 6 mila e 25 arrestati nel 2006 - l\'annus horribilis della criminalità a Milano - per rapine, furti in casa e stupri. Praticamente i due terzi dei responsabili di reati in città. Anche se allora questi numeri non sembravano preoccupare troppo il Prefetto Gian Valerio Lombardi: «Stiamo come in Europa, se non meglio».

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Perché se gli extracomunitari che delinquono sono tanti, quelli che fanno girare l\'economia anche in tempi di crisi sono molti di più. A Milano le imprese crescono al ritmo dell\'1,8% all\'anno. Quelle gestite da extracomunitari crescono del 3,2%, quasi del doppio. E tra le 17 mila aziende gestite da stranieri gli egiziani, presumibilmente musulmani, sono i più attivi con 4344 imprese, seguiti dai cinesi con 2675 e dai marocchini anche loro fedeli di Allah con 1438.

PreghieraPreghiera Musulmana Duomo

Dal 2000 a oggi le aziende di ristorazione etnica sono cresciute del 72% in tutta Italia, del 147% in Lombardia, secondo la Camera di Commercio a Milano. Tanto che in città il 20% dei ristoranti sono gestiti da stranieri, come il 43% delle gastronomie, il 34% dei punti vendita ambulanti, il 15,5% delle macellerie, il 10% dei bar. Il loro lavoro a livello nazionale - secondo Banca d\'Italia - vale 35 miliardi di euro l\'anno, il 3,2% del Pil.

Ma se gli extracomunitari producono tanto, non è detto che siano i primi a beneficiare del loro lavoro. Secondo l\'Istat il 42,3% degli immigrati svolge una mansione inferiore al loro grado di istruzione, guadagna il 24% in meno degli italiani che diventa il 30% se si calcolano le sole migranti donne. In compenso secondo l\'Istat dal 2009 a oggi l\'occupazione degli stranieri è aumentata di 183 mila unità ma «in più della metà dei casi in professioni non qualificate».

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Non solo il loro lavoro fa girare l\'economia ma rimpingua le casse dell\'Inps garantendo la pensione agli italiani. Gli extracomunitari in pensione erano in tutta Italia 96 mila nel 2007, destinati a diventare 252 mila nel 2015. Ma secondo la Caritas gli iscritti obbligatoriamente all\'Inps erano 1 milione e 400. Segno che molti di loro dopo aver versato i contributi non percepiranno la pensione, perché faranno ritorno nel loro Paese.

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L\'Inps ringrazia di certo. I pensionati italiani pure. Non si hanno invece conferme se, come sostiene l\'europarlamentare della Lega Mario Borghezio, «i fondamentalismi islamici, in primis Al Qaeda e lo stesso Al Zawahiri sarebbero felicissimi se Pisapia diventasse sindaco. E\' come se sul Duomo sventolasse la bandiera islamica».

 

 

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