INTER, FUGA PER LO SCUDETTO – SCONCERTI: “CONTE FA FATICA DA 4 GIORNATE (PARMA, ATALANTA, TORINO E IERI BOLOGNA) MA AUMENTA SEMPRE IL SUO VANTAGGIO. NONOSTANTE LA CRISI SOCIETARIA, L'INTER HA RETTO INTORNO AL SUO TOTEM IN PANCHINA. IL CROLLO DELLA JUVE ERA NELL’ARIA. DOPO IL CASO McKENNIE-ARTHUR-DYBALA, AGNELLI DEVE RIFLETTERE BENE, LA RIPARTENZA NON PUÒ PARTIRE SOLO DALLA SQUADRA”- VIDEO

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Mario Sconcerti per il Corriere della Sera

 

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L'Inter continua la sua piccola oscurità. Fa fatica da quattro giornate (Parma, Atalanta, Torino e adesso Bologna), ma aumenta sempre il suo vantaggio su quelle che inseguono. Mi sembrano stanchi Barella e Hakimi, hanno meno pensiero, viene quindi a mancare gran parte della creatività in appoggio a Lukaku e Lautaro. Il Bologna aveva poco in attacco, ma ha avuto molti spazi.

 

È anche il peso di avere Eriksen in copertura, il cui eccesso non è in questo momento compensato né da Barella, né dagli esterni. È un'Inter che sembra aver capito di essere al traguardo e si sta gestendo. Forse ha ragione, gli avversari sono sfiniti. Al Milan nessuno pensa mai di rimproverare qualcosa. Sembra emerso da una rovina eterna, quando anche cade normalmente sembra un sollievo.

 

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La Juve è davanti a un crollo che era nell'aria ma che sta assumendo colori troppo intensi. C'è una deriva comune che riguarda tutto il suo mondo. La Juve ha tutto il diritto di perdere una stagione senza rendere conto a nessuno, ma è la somma della gestione che fa pensare. Dalla cacciata di Allegri e Sarri, tecnici comunque con lo scudetto in tasca, al caso Suarez, forse il più indicativo quanto a leggerezza di gestione, alla situazione economica, alla scelta di Pirlo e alle responsabilità inopportune che gli sono state date, fino al comportamento dei suoi giocatori più volte denunciati per violazioni delle leggi sul Covid.

 

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Quando tre giocatori decidono di violare le regole del Paese e direi, a questo punto, soprattutto della squadra, vuol dire che il senso della società sta venendo meno. Agnelli deve riflettere bene, la ripartenza non può partire solo dalla squadra. L'errore non è enorme ma è dovunque. I 9 scudetti hanno portato tanto e logorato tutto. Intanto l'Inter si avvia alla sua rincorsa definitiva. Se lo merita. La cosa sorprendente semmai è la facilità del cammino. Non ha un punteggio eccezionale, se anche la poniamo a 71 punti con il recupero, resterebbe il punteggio più basso degli ultimi 5 anni. Ma nonostante questo ha un vantaggio enorme.

 

L'Inter c'è stata, ha retto intorno al suo totem Conte, nonostante la crisi societaria per la quale adesso dobbiamo fare tutti il tifo perché qualcuno presti altri 250 milioni a un miliardario. Forse la vera domanda sarebbe un'altra: non se Suning ce la farà a pagare, ma cosa davvero converrebbe all'Inter. La risposta non la conosco, ma il soggetto non può essere l'interesse di Zhang. Il soggetto deve essere l'interesse dell'Inter.

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