LA JUVE ENTRA IN CHIESA – LA “GAZZETTA” DEFINISCE ‘LOW COST’ IL MERCATO BIANCONERO: PECCATO CHE L’OPERAZIONE PER L’ALA VIOLA PORTERÀ NELLE CASSE DELLA FIORENTINA 50 MILIONI, SE NON 60 AL REALIZZARSI DEI BONUS. L’AZZURRO ARRIVERA’ IN PRESTITO BIENNALE CON RISCATTO CONDIZIONATO A OBIETTIVI (SEMPLICI)…

-

Condividi questo articolo

Luca Bianchin e Carlo Laudisa per gazzetta.it

 

chiesa juventus chiesa juventus

La lunga marcia di Federico Chiesa vedrà oggi il traguardo, con l’annuncio proprio nell’ultimo giorno di mercato. La svolta è arrivata ieri pomeriggio con il sì di Douglas Costa al Bayern Monaco e di Mattia De Sciglio al Lione. Tutto in prestito. E anche l’imminente accordo per Chiesa tra Juventus e Fiorentina si poggia su questa formula, a dimostrazione che tutto in questo mercato avviene all’insegna del low cost.

 

L’esterno azzurro arriva in prestito biennale, con un pagamento immediato di 2 milioni per il 2020-21 e altri 8 milioni per il 2021-22. Nel 2022 la Juve avrà il diritto di riscattarlo con altri 40 milioni a cui vanno aggiunti bonus (facili) per ulteriori 10 milioni di euro.

 

A lasciare tranquillo Commisso è che la cessione diventerà obbligatoria nel momento in cui si verificherà solo una di queste tre condizioni. Prima: che la Juve arrivi tra le prime quattro in Serie A. Seconda: che Chiesa giochi il 60% delle gare stagionali (con presenze di almeno 30’). Terza: che Federico nel biennio segni 10 reti e faccia 10 assist. Tirando le somme, l’operazione nel 2022 porterà nelle casse viola 50 milioni, se non 60 al realizzarsi dei bonus.

chiesa chiesa

 

Il nuovo contratto di Chiesa invece dovrebbe essere nell’ordine dei 5 milioni netti: un bel salto rispetto agli attuali 1,8 garantiti a Federico dalla Fiorentina. E proprio quest’aspetto è al centro delle ultime battute della trattativa, sviluppate nella notte. Ora Fede è vincolato ai viola sino al 2022: è indispensabile che prolunghi sino al 2023 per cautelare la società toscana nella remota eventualità che i bianconeri non lo riscattino tra due anni. Chiesa chiede che i viola s’impegnino per i 5 milioni garantiti dai campioni d’Italia. Ma nessuno intende fare barricate, considerato che ormai tutti vogliono vedere il lieto fine di questa maratona.

 

Chiesa del resto ormai da tempo aveva deciso di mantenere il patto stretto un anno fa con la Juventus e Commisso ha gestito la difficile situazione all’insegna del buon senso. Un anno fa, appena arrivato, dichiarò Federico incedibile, facendo saltare le intese già abbozzate dalla Juventus con la gestione Della Valle. E la stessa Juve aveva accolto quel dietro front con disinvoltura, anche per le cessioni sfumate di Dybala e (soprattutto) Douglas Costa, stesso ruolo di Fede.

chiesa chiesa

 

Evidentemente il feeling con la famiglia Chiesa (papà Enrico ne gestisce la procura) è rimasto vivo in questi mesi. E gli effetti si sono notati in queste ultime, convulse, settimane. Vista dal versante del giocatore, il cambio di maglia è sempre stato dato per scontato. Piuttosto, il problema era mettere d’accordo i due club in un momento difficile per i conti di tutti, in particolare per i bianconeri.

—   

Il penultimo giorno di mercato, come succede spesso, è stato decisivo. La Juventus in una domenica decisamente intensa ha chiuso le due operazioni a cui pensava da tempo: ha trovato l’accordo con il Lione per Mattia De Sciglio e più tardi, verso sera, con il Bayern Monaco per Douglas Costa. Comune la formula - prestito secco - e la situazione: gli affari non sono ufficiali ma gli accordi economici sono definiti. Entrambi tra un anno torneranno alla Juventus, rendendo così molto particolare il percorso di Douglas, al Bayern già nel biennio 2015-2017.

 

La doppia svolta così ha aperto la strada per Chiesa: risparmiare diversi milioni nella stagione 2020-21 per puntare all’ultimo acquisto di peso della sessione. Non è complicato vedere il lato positivo e il lato negativo per le casse della Juventus. Negativo: i prestiti dovrebbero essere entrambi gratuiti.

 

italia polonia chiesa italia polonia chiesa

La Juventus quindi non incasserà nulla da Lione e Bayern e questo per Douglas Costa - pagato 51 milioni tra prestito, riscatto e oneri, a bilancio con un carico residuo di 22 milioni - non era atteso. Positivo: la Juventus non pagherà il loro ingaggio, particolarmente pesante nel caso del brasiliano. DC11 e De Sciglio, in coppia, guadagnano una cifra vicina ai 10 milioni netti a stagione.

 

 

A tutto questo si deve aggiungere l’operazione Rugani, passato al Rennes due giorni fa in prestito per un anno, questa volta con il pagamento da parte dei francesi di un milione e mezzo. Il centrale in questa stagione avrebbe guadagnato circa 3 milioni netti, che ovviamente la Juventus non dovrà pagare. Per il 2020-21, insomma, la spesa per Chiesa è ampiamente coperta dai risparmi del triplo prestito. Diversi i ragionamenti sui bilanci successivi: tra un anno (e, ancora di più, tra due), la Juventus dovrà fronteggiare una spesa maggiore per Chiesa e allo stesso tempo prendere una nuova decisione su Rugani (in scadenza nel 2024), De Sciglio (2022) e Douglas Costa (2022). Non uno scenario agevole.

italia spagna chiesa italia spagna chiesa italia spagna chiesa 1 italia spagna chiesa 1

 

chiesa chiesa

 

Condividi questo articolo

media e tv

IL CINEMA DEI GIUSTI – “BALLO BALLO” È IMPERDIBILE PER TUTTI I FAN DI RAFFAELLA CARRÀ, ED È PIÙ SOFISTICATO DI QUEL CHE APPARE. CURIOSAMENTE SEMBRA SPESSO UNO DEI NOSTRI GLORIOSI MUSICARELLI, PIUTTOSTO CHE UN’OPERAZIONE ALLA “YESTERDAY” O ALLA “ACROSS THE UNIVERSE”. E, DEVO DIRE, CHIUSI IN CASA, ANGOSCIATI FRA CRISI DI GOVERNO AL BUIO, PANDEMIA E VACCINI CHE SALTANO, UN PO’ DI “A FAR L’AMORE”, “TUCA TUCA” & CO. NON PUÒ CHE FARCI DEL BENE – VIDEO   

politica

business

cronache

sport

cafonal

DINO VIOLA PER SEMPRE – 30 ANNI FA SE NE ANDAVA IL PRESIDENTE CHE HA FATTO GRANDE LA ROMA” (COPYRIGHT BRUNO CONTI) – CAGNUCCI: ("IL ROMANISTA"): “CI SONO UOMINI CHE VOTANO L'INTERA VITA A UNA CAUSA, VIOLA L'HA DEDICATA AL CLUB GIALLOROSSO. CI HA LITIGATO ANCHE, CI HA SOFFERTO. L'ACQUISTO DI MANFREDONIA FU UNA FERITA. COSÌ COME LE CESSIONI DI DI BARTOLOMEI, CEREZO, ANCELOTTI E LA QUERELLE LEGALE CON FALCAO. NON SOPPORTAVA CHE LA ROMA LA CHIAMASSERO ROMETTA…” – ECCO CHI C’ERA ALLA MESSA IN COMMEMORAZIONE DI VIOLA- FOTO+VIDEO

viaggi

salute