“I CINESI NON POSSONO PENSARE DI ESSERE PIÙ FURBI DEI NAPOLETANI. VOGLIONO HAMSIK? PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO” – DE LAURENTIIS PARLA DELLA CESSIONE DEL CENTROCAMPISTA SLOVACCO: “GIUSTO CHE VADA, AVEVAMO DETTO NO A MILAN E JUVE” – POI PUNGE I TIFOSI: “MI DISPIACE CHE PENSINO SOLO ALLO SCUDETTO. INTANTO, CONTINUEREMO A GIOCARCELA, LA JUVE È LASSÙ, MA NESSUNO PUÒ PREVEDERE COME ANDRÀ A FINIRE…”

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Mimmo Malfitano per la Gazzetta dello Sport

 

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Nel giorno in cui c' è da spiegare la cessione di Hamsik, De Laurentiis segna un punto importante, perché nel pomeriggio al Comune sigla la pace definitiva sullo stadio. Il presidente del Napoli ha firmato l' accordo che chiude la partita debiti-crediti tra club e Comune per il San Paolo fino al 2015-16.

 

 Il Napoli verserà poco più di un milione di euro fra il dare-avere pregresso. L' accordo sancisce una rinnovata serenità. Con l' amministrazione pubblica che ha consegnato a De Laurentiis la bozza della nuova convenzione per l' utilizzo dello stadio, che avrà durata decennale. Il nuovo accordo prevede un pagamento annuale di 850.000 euro da parte del Napoli, più una percentuale sulla pubblicità allo stadio.

 

HAMSIK Sullo slovacco il presidente ha prima fatto catenaccio, parlando sul contratto triennale per il ritiro a Dimaro, Val di Sole.. «Di Marek non parlo, lo farò a tempo debito, quando l' operazione sarà stata definita». Il punto riesce a tenerlo per quasi un' ora, poi cede: «In questo momento deve decidere lui.

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Ancelotti ha dato l' ok per la partenza. A centrocampo siamo ben coperti per sopperire alla sua cessione. Ma i cinesi non possono pensare di essere più furbi dei napoletani. Allora, dico: pagare moneta, vedere cammello». De Laurentiis è in attesa del bonifico di 15 milioni di euro per firmarne la cessione. A proposito del capitano il presidente ha aggiunto un particolare: «Nove anni fa me l' ha chiesto il Milan e ho detto no, 3-4 anni fa è accaduto lo stesso con la Juventus. Ora, conta la sua volontà. Se vuole andare non ci metteremo di traverso».

 

BILANCIO IN ROSSO De Laurentiis ha sottolineato la scarsa partecipazione del pubblico (contro la Samp meno di 20 mila persone sugli spalti), «Mi dispiace i tifosi pensino solo allo scudetto e non ad essere forti e rappresentare la città. Così si è tifosi del Napoli? Boh! Milan e Inter non brillano ma hanno lo stadio pieno anche per eventi meno importanti, incassano 5 milioni di euro in una sola partita e noi in tre gare non ci arriviamo. Da 3 anni chiudo in rosso il bilancio e la Filmauro invece è in attivo. Lo dico per zittire chi dice che guadagno col calcio e non più col cinema, invece ho tre mie produzioni americane, finanziate interamente».

 

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SAN PAOLO VUOTO Il vero problema per De Laurentiis è rappresentato dalla criminalità organizzata che condiziona il tifo. «Non manderei mai mio nipote allo stadio dove gli urlano '"quel posto è mio" e lo ottengono con la prepotenza. Il problema è che all' epoca il ministro Alfano, del governo Renzi, modificò la legge per i daspo anche per certi reati. Ci sono persone daspate che vengono lo stesso allo stadio, falsificando le generalità sui biglietti. Insomma, ci vorrebbero provvedimenti più severi per garantire una maggiore tranquillità al vero tifoso».

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COME REAL E BARCELLONA Sulle strategie societarie e sul progetto affidato a Carlo Ancelotti, il presidente s' è fatto garante. «Si doveva investire e l' abbiamo fatto. Da quanti anni ci teniamo campioni come Insigne, Mertens, Koulibaly, Albiol, Hamsik? Noi non viviamo di acquisizioni e rivendite immediate come fanno altri. Non è facile arrivare secondi. Il lavoro fatto fin qui deve essere rispettato, siamo in Europa da 9 anni consecutivi. Ci siamo inventati un allenatore come Sarri, che oggi è in Inghilterra. Prima c' era stato Benitez, ora Ancelotti: sono state scelte importanti, di cosa stiamo parlando? Ci stiamo comportando come Real e Barcellona. Purtroppo lo sport è così, si vince e non si vince».

 

FINO IN FONDO Il futuro, certo, ma De Laurentiis non perde di vista il presente. «Intanto, continueremo a giocarcela, la Juve è lassù, ma nessuno può prevedere come andrà a finire. Sono convinto che il prossimo campionato sarà molto più equilibrato con Inter e Milan in crescita».

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