PERCHE’ L’ARRIVO DI MESSI SAREBBE UN AFFARE PER TUTTA LA SERIE A – DAGLI SPONSOR AI RICAVI TV, L’EFFETTO LEO AVREBBE RICADUTE PIU’ INCISIVE SUL NOSTRO CAMPIONATO CHE SULLA PREMIER – “SPINGEREBBE PIÙ L'INTER, CHE PARTE DA VALORI MOLTO PIÙ BASSI RISPETTO ALLE SQUADRE TOP, PIUTTOSTO CHE IL CITY” - L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA SONO I COSTI VERTIGINOSI DELL’INGAGGIO – IL PIANO DI SUNING: IL NODO CLAUSOLA E UN POOL DI SPONSOR PER IL SORPASSO AL CITY

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DANIELE SPARISCI per il Corriere della Sera

 

messi inter messi inter

La corsia preferenziale per Manchester sembra tracciata. Messi alla corte di Guardiola al City diventerebbe il pezzo più pregiato nella collezione dello sceicco Mansour. Eppure «l'effetto Leo» avrebbe ricadute molto più incisive sulla seria A che sulla Premier. A prescindere dal peso del mega ingaggio di 71 milioni (lordi) a stagione.

 

«Oltre al lato sportivo, Messi, come solo pochi altri al mondo fra i quali Mbappé, Neymar e Ronaldo, consente di capitalizzare sulla base di un pubblico globale sia sotto il profilo della comunicazione che sotto quello commerciale», spiega Andrea Sartori, responsabile mondiale della divisione sport di Kpmg.

 

«Per una società come l'Inter che parte da valori molto più bassi rispetto alle squadre top avrebbe una spinta ancora più forte». Per comprenderla, bisogna tornare all'eterno duello con CR7, a come ha modificato il perimetro economico della Juve: prima di lui i bianconeri incassavano 17 milioni dal main sponsor Jeep, adesso 42. Sullo stesso tenore la crescita del contratto con l'Adidas: da 23 a 51 milioni.

messi conte messi conte

 

 «L'Inter - aggiunge Sartori - adesso prende 10 milioni da Pirelli e 20 dalla Nike. Questo ci fa capire le potenzialità commerciali di un Messi nerazzurro». Importanti, ma non decisivi gli sviluppi del merchandising: sulla vendita delle magliette le squadre ricevono appena il 10% del totale. Ma è chiaro che a livello di immagine l'impatto sarebbe sempre gigantesco: «I benefici che un giocatore così potrebbe portare a un gruppo come Suning sarebbero riconosciuti anche al di fuori della squadra, non si vedrebbero solamente nei conti dell'Inter».

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C'è poi la voce social media: prima di Ronaldo la Juve aveva 50 milioni di seguaci su Facebook, Twitter, YouTube e Instagram, ora sono quasi raddoppiati (95). I bianconeri sono la quarta società più seguita in Europa, trascinati dal portoghese che ha il quadruplo dei follower. In questo derby di popolarità, Messi è indietro (non ha Twitter) a quota 256 milioni, ma ne ha comunque molti di più dei 34 milioni dell'Inter che pure è cresciuta moltissimo nell'era Suning anche sotto quest' aspetto.

 

ARTICOLO DI OLE' SUL FUTURO DI MESSI ARTICOLO DI OLE' SUL FUTURO DI MESSI

«Poi bisogna avere anche le capacità manageriali di attivare un traino così all'interno dei piani societari, ed è un processo complesso». Come è complicato in questo momento di stadi chiusi misurare i benefici sul botteghino. In epoca pre-Covid, nel 2018-19 secondo i dati di Kpmg, l'Inter incassava in media da ogni seggiolino a San Siro 25 euro, la Juve dallo Stadium circa 73 (prima di CR7 erano 50).

 

 Infine, i ricavi dalle tv: «Messi sarebbe un grande affare per tutte le squadre italiane: in una fase di rinegoziazione dei diritti (nel 2021 la nuova asta ndr ), il valore delle licenze all'estero aumenterebbe molto di più rispetto a un suo arrivo in Inghilterra dove i contratti sono già a livelli altissimi. Mentre la Spagna crollerebbe».

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L'altra faccia della medaglia sono i costi vertiginosi del monte ingaggi. «Nell'ultimo bilancio le spese per il personale dell'Inter erano di 191 milioni. L'ingaggio di Messi impatterebbe per il 30-35% del totale, una cifra enorme. Alla Juve il rapporto fra stipendi e ricavi è passato dal 61% al 71% con i costi cresciuti più velocemente dei ricavi in proposizione».

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