1- AVANTI MIEI PRODI! DOPO UN LUNGO SONNO IL GATTONE BOLOGNESE SI STA RISVEGLIANDO: FA LE PULCI ALLA MERKEL E SARKOZY, ATTACCA BERLUSCONI E GUARDA AL QUIRINALE - 2- E ADESSO COME LA METTIAMO CON QUEGLI APOLOGETI DI MARPIONNE, DA SCAJOLA A SACCONI PASSANDO PAOLO ROMANI E PER ECONOMISTI E GIORNALISTI, CHE HANNO SEMPRE GIURATO SUL PATRIOTTISMO DELL’IMPULLOVERATO E SUL SUO AMORE PER TORINO? - (IN ORIENTE MARPIONNE NON SI ORIENTA: IN CINA E IN INDIA IL SUO PROGETTO è FALLITO) - 3- JOHN WINTELER, IL PRESIDENTE DI FEDERTURISMO, SI È MESSO IN TESTA DI CONTRASTARE LA BRAMBILLA NELLA BATTAGLIA PER LE NOMINE NELL’ENIT, IL CARROZZONE PUBBLICO CHE DOVREBBE PROMUOVERE LA BELLA ITALIA: FUORI MATTEO MARZOTTO - 4- BERNABÈ TEME DI ESSERE FATTO FUORI DA BERLUSCONI E GERONZI? ED ECCO SUBITO UN ARTICOLO CHE BRUCIA I PRESUNTI CANDIDATI AL SUO POSTO (CAIO E GUBITOSI) -

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1 - UN GATTONE CHE NON SI SENTE CASTRATO GUARDA AL QUIRINALE.
Nella fauna politica c\'è un \"animale\" che somiglia a un gatto e dopo un lungo sonno si sta risvegliando.

ROMANOROMANO PRODI

È Romano Prodi, il Professore di Scandiano che nelle ultime settimane ha tirato fuori i baffi e ha rizzato la coda. Sono i segnali tipici dei felini che con il tatto riescono a orientarsi nel buio e a percepire attraverso i baffi le variazioni del tempo e gli ostacoli. Da quando ha visto avvitarsi Berlusconi tra le grazie e le disgrazie sessuali, le cellule del 71enne padre dell\'Ulivo hanno accentuato la sensibilità e le sue esternazioni si sono infittite con una sequenza non priva di significato.

AngeloAngelo Rovati e Romano Prodi

Questa sera alle 18,30 sarà a Milano nella sala Bauer della Società Umanitaria in via San Barnaba per la presentazione di un libro curato da don Virginio Colmegnia e Maria Grazia Guidi che ha per titolo \"Parole nuove per la politica\". Si tratta di un dizionario che vuole rimettere a posto i concetti di etica, democrazia, giustizia e legalità, temi sui quali il Professore non ha voglia di scherzare. Questo è soltanto l\'ultimo di una serie di interventi sempre più fitti che il gattone bolognese ha fatto nel mese da gennaio fino ad oggi.

CLIOCLIO E GIORGIO NAPOLITANO

Dopo aver rifiutato seccamente nel novembre scorso la richiesta di fare il sindaco di Bologna, Prodi è andato alla Bocconi per commemorare il suo amico Padoa Schioppa, ma prima si era fatto intervistare dal \"Riformista\" sulla patrimoniale e aveva bollato il federalismo fiscale come fantapolitica (\"non si capisce cosa sia\").

Da quando ha lasciato il governo Prodi ha fatto di tutto per ritagliarsi l\'immagine di uno studioso preoccupato soprattutto dei grandi temi di politica internazionale, gli stessi che tratta quando va all\'Harvard Institute e allo Stanford Research Institute dove ha l\'incarico di \"visiting professor\".

SarkozySarkozy e Merkel sul lungomare di Deauville

Ed è in quest\'ottica che ha continuato a esternare soprattutto dalle colonne del \"Messaggero\" che gli sono state messe a disposizione dal furbo direttore Roberto Napoletano. Così alla fine di gennaio ha scritto della rivolta egiziana, ma tre giorni dopo si è attaccato al telefono per una lunga conversazione con Moussa, il segretario della Lega Araba conosciuto durante l\'esperienza al Consiglio europeo di Bruxelles e che potrebbe prendere il posto di Mubarak.

Anche ieri il gattone dall\'aria paciosa ha teso i baffi ma questa volta l\'ha fatto in un modo particolarmente aggressivo perché sempre sul \"Messaggero\" ha scritto un duro articolo sull\'egemonia franco-tedesca che si è manifestata nell\'ultimo vertice europeo di Bruxelles. Dopo aver bollato la faccia feroce della massaia di Monaco Angela Merkel e di Sarkozy, il sonnacchioso professore ha miagolato per la prima volta in modo diretto e forte nei confronti del governo accusato di non aver fatto sentire la sua voce.

PIERLUIGIPIERLUIGI BATTISTA E SIGNORA

\"Il presidente del Consiglio - scrive Prodi - è passato direttamente a trattare temi di politica interna senza esporre le posizioni e gli interessi del nostro Paese...tutti hanno il diritto e dovere di far sentire la propria voce. L\'Italia ha più di tutti questo dovere\", così scrive Prodi che aggiunge una stilettata finale: \"capisco come sia difficile far sentire il proprio peso a Bruxelles quando i pensieri e le preoccupazioni corrono fra Roma e Arcore\".

È la prima volta che Romano mena in testa a Berlusconi in maniera così precisa e non è un caso se sul sito internet che raccoglie la sua biografia e i suoi interventi, le parole \"i pensieri e le preoccupazioni\" rimandano al vertice di dicembre che si tenne a Bruxelles quando secondo il giornale inglese \"Mail on Sunday\" il Cavaliere avrebbe scarabocchiato disegnini di mutande femminili con grande imbarazzo degli altri premier.

marCHIONNEmarCHIONNE E ELKANN big

È probabile che questa sera a Milano Prodi continuerà a volare alto, ma i cinque sensi e, in particolare l\'olfatto e il tatto, si stanno risvegliando. Un\'altra dimostrazione arriva dalla lettera che ha scritto proprio oggi al \"Corriere della Sera\" in polemica con Pierluigi Battista in cui ricorda che alle primarie per la premiership raccolse 4,3 milioni di voti, un risultato che non si può mettere in dubbio.

Come ha detto nel suo ultimo libro il sommo regista Enrico Vanzina, \"pochi ricordano, pochissimi dimenticano\", uno di questi è il Professore di Scandiano. Un gattone che non si sente castrato e guarda al Quirinale.

MaurizioMaurizio Sacconi

2 - IN ORIENTE MARPIONNE NON SI ORIENTA - DI FRONTE A POLITICI COME SACCONI, PAOLO ROMANI E PRIMA ANCORA SCIABOLETTA SCAJOLA, UNO COME MARPIONNE NON HA PROBLEMI
Nell\'immensa letteratura che si è accumulata da quando Sergio il canadese è arrivato alla Fiat, è facile cogliere perle di entusiasmo che dopo l\'ultima sortita a San Francisco con l\'annuncio che la Fiat avrà la testa e il cuore a Detroit, suonano come autentiche cazzate.

RomaniRomani

Il discorso del figlio del carabiniere Concezio è di una chiarezza adamantina; d\'altra parte non poteva che finire così la lunga telenovela che lo ha portato a considerare con disprezzo lo zoo della politica italiana dove si agitano personaggi modesti da incartare con qualche giro di parole.

Uno di questi è il gracile ministro Sacconi, l\'ex-socialista cattolicheggiante che a dispetto del buonsenso continua a restare nella classifica alta dei governanti più graditi dagli italiani. Di fronte a politici come Sacconi, Paolo Romani e prima ancora Sciaboletta Scajola, uno come Marpionne non ha problemi; gli basta invocare il fantomatico piano Fabbrica Italia per dare a ogni suo atto un significato storico, e subito viene sommerso dagli applausi.

BerlusconiBerlusconi e Scajola

La stessa cosa farà probabilmente nei prossimi giorni quando si troverà a Palazzo Chigi e di fronte al Parlamento per spiegare la scelta di Detroit come sede legale e centro operativo della sua strategia. In questa occasione dovrà misurare bene le parole per non fare la gaffe commessa alla convention di San Francisco dei concessionari in cui - come scrive \"Repubblica\" - ha definito \"usurai\" i prestiti del governo americano.

Un\'altra gaffe dovrà rimediarla anche in nome e per conto del pallido John Elkann che farebbe bene a tacere. Poche settimane fa il giovane presidente della Fiat si era lasciato scappare di bocca che il Gruppo avrebbe potuto fare acquisizioni con la newco dove sono state riunite le attività industriali, e Marpionne dall\'America era corso a rimediare.

DETROITDETROIT

Sabato il giovinotto, che non vede l\'ora insieme alla Sacra Famiglia degli Agnelli di mollare l\'automobile e di tornare a Parigi per fare finanza, ha telefonato a quell\'anima incerta di Chiamparino per dirgli che la Fiat avrà quattro teste e una di queste sarà sicuramente a Torino.

Le quattro teste si riferiscono alla città sabauda, a Detroit, il Brasile e l\'Asia. Chiunque abbia seguito le vicende della Fiat di questi anni capisce che il povero Yaki ha disegnato un perimetro irreale perché se c\'è un punto di clamorosa debolezza nella strategia di Marpionne e della Fiat, questo è la totale assenza dal mercato cinese.

ratanratan tata

Vale la pena di ricordare che la Fiat è presente in Cina dal 1986, ma a distanza di tanti anni non è mai riuscita a vendere altro che i veicoli commerciali di Iveco e macchine movimento terra di New Holland. Ogni tentativo condotto per entrare nel più ricco mercato del mondo è fallito miseramente. Nel \'99 Fiat fece una joint venture che saltò nel 2007, poi nel 2008 iniziò una partnership con la Chery Automobile per produrre auto e propulsori, ma anche questo sbarco in grande stile non fece tremare aziende tedesche e francesi che hanno invaso il pianeta cinese.

MATTEOMATTEO MARZOTTO

Marpionne è cosciente di questa debolezza e lo ha anche dichiarato con una punta di sconforto, ma il giovane Elkann insiste e, pensando forse a un vecchio accordo con il miliardario Ratan Tata, continua a parlare di quattro centri gestionali di cui uno in Asia. Basta leggere il \"Wall Street Journal\" di oggi per capire che il manager dal pullover sgualcito non è soddisfatto della partnership con Tata Motors e vuole cambiarla (\"dobbiamo ridimensionare questo accordo. Ci stiamo lavorando\").

In poche parole salta fuori che la strategia planetaria che sposterà a Detroit il centro delle attività italiane non è un quadrilatero come dice il giovane Yaki, ma un animale a tre teste più simile al cerbero della mitologia greca che a un progetto capace di coprire tutti i continenti.
Anche questo è un segno di un\'improvvisazione che si può capire all\'interno di una logica \"working progress\", ma non si può spacciare come un capolavoro.

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3- WINTELER, IL PRESIDENTE DI FEDERTURISMO, SI È MESSO IN TESTA DI CONTRASTARE LA BRAMBILLA NELLA BATTAGLIA PER LE NOMINE NELL\'ENIT, IL CARROZZONE PUBBLICO CHE DOVREBBE PROMUOVERE LA BELLA ITALIA: FUORI MATTEO MARZOTTO
La ministra del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, è sotto pressione.
Oltre a subire lo smacco dei giorni scorsi quando è stata sconfessata insieme alla Santadechè per mobilitare le piazza contro i magistrati, la 43enne rossa di Lecco deve guardarsi dagli attacchi di Confindustria.

Qui si sta agitando un uomo di nome Daniel John Winteler, il presidente di Federturismo, la Federazione che riunisce 88 operatori del settore e rappresenta 24 organizzazioni di categoria. Questo Winteler, laureato alla Bocconi e capo di Alpitour, la società del Gruppo Ifil, si è messo in testa di contrastare la Brambilla nella battaglia per le nomine nell\'Enit, il carrozzone pubblico che dovrebbe promuovere la bella Italia.

DanielDaniel John Winteler di Federturismo

Da anni si discute sull\'utilità di questo ente al quale Giulietto Tremonti ha tagliato i viveri prevedendo nella Finanziaria 10 milioni per quest\'anno e 15 per il 2012, una cifra che non potrebbe servire nemmeno a pagare gli stipendi. Alla presidenza dell\'Enit in questo momento c\'è Matteo Marzotto, il 43enne figlio del conte Umberto e di Marta che dopo il disastro nella società dello stilista Valentino nel 2008 è stato scelto dalla Brambilla per vendere nel mondo le bellezze italiche.

Mancano ancora parecchi mesi al rinnovo delle cariche nell\'Enit (previste a giugno) e quindi la posizione di Winteler e di Federturismo hanno il sapore di un avviso ai naviganti per garantire trasparenza rispetto alla nomina di Marzotto di tre anni fa. Va anche detto che lo statuto dell\'Enit all\'articolo 7 prevede che a designare i vertici sia il ministro del Turismo previa consultazione con la Conferenza delle Regioni. Tutto questo non sembra frenare l\'ansia del bocconiano Winteler che, a nome della categoria aderente a Confindustria, ha già sparato parecchi missili nei confronti della rossa Brambilla.

FRANCOFRANCO BERNABE

È evidente che qualcosa bolle in pentola e che si sta scaldando a bordo campo un nome nuovo per mandare a casa il figlio dell\'inquieta Marta Marzotto.

4- BERNABÈ TEME DI ESSERE FATTO FUORI DA BERLUSCONI E GERONZI? ED ECCO SUBITO UN ARTICOLO CHE BRUCIA I PRESUNTI CANDIDATI AL SUO POSTO, CAIO E GUBITOSI
Avviso ai naviganti: \"Si avvisano i signori naviganti che questa mattina Franchino Bernabè ha letto e riletto più volte l\'articolo di Pons-Pons su \"Affari&Finanza\" dove si legge che Berlusconi e Geronzi puntano a mandarlo a casa.

Al suo posto sarebbero in pista Francesco Caio e Luigi Gubitosi. Dopo aver letto per la quinta volta l\'articolo Franchino ha tirato un sospiro di sollievo perché tra le righe ci sono apprezzamenti sperticati alla sua gestione dai quali si capisce che le voci su Caio e Gubitosi sono state messe in giro per bruciarli\".

 

 

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