DA DELL’UTRI CON FURORE – LA FORMIDABILE ASCESA DELL’IMMOBILIARISTA SALVATORE LEGGIERO, L'ACCHIAPPATUTTO DEI PALAZZI DI PREGIO NEL CENTRO DI FIRENZE – NAPOLETANO, CINQUANT’ANNI, DAL 2009 HA COMINCIATO A INVESTIRE MASSICCIAMENTE NEL MATTONE FIORENTINO – I SUOI INIZI ALLA CORTE DI DELL’UTRI

Sul sito internet della sua holding si legge che “la prospettiva di investimento sul territorio è di circa 300 milioni di euro”. I primi passi, Leggiero li ha mossi in Publitalia, dalla quale è uscito nel 1994. Prima di scoprire l’immobiliare, si è occupato di scuole private, call center, comunicazione e telemarketing…

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Davide Vecchi per il “Fatto Quotidiano

 

SALVATORE LEGGIERO SALVATORE LEGGIERO

Palazzi nobiliari, residenze storiche, alberghi di lusso, ristoranti unici. Tutti prestigiosi, tutti in pieno centro a Firenze, tutti nell’area che circonda gli Uffizi: via della Pergola, Palazzo Remedi, Corso Tintori, Borgo Pinti, via della Chiesa, via Ricasoli, via dei Cerretani, alle spalle del Battistero.

 

E molti altri. Sette condomini, una trentina di appartamenti, un albergo e un paio di ristoranti tra cui Alfredo sull’Arno, l’unico con terrazza affacciata sul Ponte Vecchio.

 

UN PATRIMONIO difficilmente quantificabile, creato dal nulla in poco più di cinque anni, dal 2009 a oggi, da Salvatore Leggiero. Immobili intestati e gestiti da otto diverse società, srl a responsabilità limitata, tutte riconducibili all’imprenditore.

 

Come persona fisica, quindi a suo nome, ha registrato solo la proprietà di due abitazioni. La casa acquistata nel 2009 e in cui tuttora vive in via Ghibellina, alle spalle di Santa Croce, e l’appartamento in Borgo Sanfrediano di cui si è però liberato vendendolo a Sveva Nardella, sorella di Dario, l’allora vice di Matteo Renzi e oggi sindaco di Firenze.

 

Il 2009 è, fra l’altro, l’anno in cui acquista attraverso la Amore e Psiche Holding – una delle sue società – i palazzi confinanti con il giardino di Nidiaci poi chiuso dal Comune e in parte ceduto a Leggiero nonostante Renzi prima e Nardella poi avessero garantito ai residenti della zona che sarebbero ricorsi anche all’esproprio del giardino se Leggiero non avesse restituito l’area a Palazzo Vecchio. Oggi ci sono quattro condomini di pregio che l’imprenditore sta vendendo. Mancano solo i garage interrati che dovrebbero essere realizzati al posto del giardino: la giunta Nardella ha tolto ogni vincolo lo scorso aprile.

Salvatore Leggiero Salvatore Leggiero

 

Nato a Napoli nel giugno 1965, Leggiero inizia a lavorare negli anni delle scuole superiori: aiuto elettricista e venditore di enciclopedie porta a porta. Poi scopre l’universo della pubblicità. A fine anni 80 entra in Sbe e poi in Publitalia guidata da Marcello Dell’Utri con cui crea un profondo legame professionale e personale. Nel 1993, anno in cui l’ex senatore crea i circoli di Forza Italia, Leggiero è uno dei collaboratori di Dell’Utri.

 

Durante le perquisizioni dell’inchiesta della Procura di Torino che poi porterà per la prima volta in carcere il braccio destro di Silvio Berlusconi per i fondi neri di Publitalia, la Guardia di finanza sequestra la rubrica telefonica del cofondatore di Forza Italia in cui compare il numero di Leggiero: abitazione e auto. I cellulari ancora non esistevano.

renzi nardella pittibimbo 5 renzi nardella pittibimbo 5

 

ANNI DOPO, nei tabulati telefonici allegati nell’inchiesta per mafia della Procura di Palermo avviata nel 1996 a carico di Dell’Utri, invece, si trovano diverse telefonate tra i due. I rapporti non si sono mai allentati tanto che nel 2014, a seguito della condanna definitiva del cofondatore di Forza Italia a sette anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, Leggiero ha partecipato alla pubblicazione sul Corriere della Sera della pagina in sostegno dell’ex senatore organizzata da Miranda Ratti, moglie di Dell’Utri.

 

Le loro strade professionali si sono però divise nel 1994 quando Leggiero decide di diventare imprenditore. Crea Grandi Scuole, che poi vende a Cepu; poi apre un call center, fa comunicazione, telemarketing, poi fonda la Hrd con Roberto Re per la formazione finanziaria e, infine, nel 2009, scopre il mattone. Compra tutti gli appartamenti di pregio che riesce a trovare nel centro di Firenze. Per lo più da enti.

 

dell utri libri antichi dell utri libri antichi

Il palazzo che ospitava l’Inps, per dire, oggi è suo. Il bellissimo palazzo di via Vecchietti 13, alle spalle del Duomo, un tempo di proprietà di Bnp Paribas lo ha acquistato Leggiero nel 2011: quattro piani per oltre 2500 metri quadrati che nel 2012 era entrato nelle mire prima di Abercrombie e poi di Apple per aprire un loro store.

 

Rinunciarono entrambi e Leggiero trasformò lo stabile in appartamenti. Soltanto otto. Ne ha venduti sei. Ne restano ancora oggi due: attici, uno da 290 mq con sei camere e altrettanti bagni più 52 mq di terrazzo; l’altro da da 190 mq più 32 esterni. Trattative riservatissime ma in zona i prezzi possono raggiungere anche i 12 mila al metro quadro.

 

Nel 2013 acquista, tra l’altro, un pacchetto di immobili da Generali e l’hotel Annalena, davanti ai giardini di Boboli. Impossibile stilare l’intero elenco. E la campagna acquisti non è finita. “La nostra effettiva prospettiva di investimento sul territorio è di circa 300 milioni di euro”, scrive Leggiero sul sito della sua holding, specificando che “al momento sono a disposizione un numero limitato di proprietà prestigiose sul mercato di Firenze che rappresentano un’opportunità di investimento unica. I venditori sono entità istituzionali”, specifica.

 

dell utri in belluscone dell utri in belluscone

FINORA è riuscito a fare degli ottimi affari. In via della Chiesa ha acquistato tre condomini – destinati all’asta perché pignorati da Equitalia – per poco più di un milione di euro, rivendendoli, dopo la ristrutturazione, a un prezzo compreso tra i 6 e gli 8 mila euro al metro. Complessivamente si tratta di appartamenti per oltre duemila metri. L’ennesimo affare. Per Leggiero. Che ha ormai superato l’amico Marcello e sembra essere soltanto all’inizio della sua carriera da immobiliarista. d.vecchi@ilfattoquotidiano.it

 

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