DERIVATI AVARIATI – ORA LA PAURA è L’EFFETTO “CATENA DI SANT’ANTONIO”: A GARANZIA DEI BOND LOMBARDI CI SONO TITOLI DI LAZIO, SICILIA, GRECIA, TELECOM ED ENEL – STESSA COSA PER PUGLIA E LIGURIA – GLI ESPERTI: ERA MEGLIO INVESTIRE IN TITOLI DI STATO…

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Morya Longo per "Il Sole 24 Ore"

Se per ipotesi remota la Sicilia, il Lazio oppure Telecom Italia finissero in bancarotta, a pagarne le conseguenze sarebbe la Regione Lombardia. Altro che federalismo. Il sistema delle emissioni obbligazionarie delle Regioni, con derivati annessi, ha in realtà creato una gigantesca Catena di Sant'Antonio: il rischio di uno si trasmette a tutti.

Roberto FormigoniRoberto Formigoni

Dietro le quinte di un'emissione obbligazionaria effettuata dalla Lombardia nel 2002 con la consulenza di Ubs e Merrill Lynch, è accaduto proprio questo: per effetto di un fondo attraverso cui le due banche hanno investito i denari della Lombardia, i destini della Regione si sono infatti legati con un doppio nodo proprio a quelli della Sicilia e del Lazio. Ma anche a quelli di Telecom Italia, dell'Enel e della Repubblica greca.

«Il Sole-24 Ore» è in grado di documentarlo. Carte alla mano. Ed è in grado di raccontare come le banche internazionali abbiano creato una rete che, attraverso i cosiddetti "sinking fund", lega tanti Enti locali italiani l'uno all'altro. La fotografia che emerge è quasi paradossale: una gigantesca ragnatela finanziaria ha riunito un'Italia che, per volontà politica, dovrebbe invece diventare sempre più federale.

Una ragnatela costruita soprattutto nell'interesse delle stesse banche, che molto spesso hanno messo nel " sinking fund" di ogni Regione le obbligazioni che loro stesse avevano curato per altri Enti locali. Insomma: una girandola di bond, di commissioni e di operazioni finanziarie. Altro che federalismo: un Catena di Sant'Antonio.

Il Pirellone-bond
Per ripercorrere la storia di questa connection tra Nord e Sud basta seguire l'iter di una di queste emissioni obbligazionarie. È l'autunno del 2002 quando la Regione Lombardia, già guidata da Roberto Formigoni, emette un bond da un miliardo di dollari con scadenza nel lontano 2032. Ad aiutare il Pirellone ci sono Ubs e Merrill Lynch. La legge nel 2002 consente a un Ente locale di indebitarsi a così lunga scadenza, ma - per evitaredi lasciare sulle spalle delle generazioni future l'onere di un così oneroso rimborso - impone che venga creato un cosiddetto piano di ammortamento.

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In pratica la Regione deve costruire un grosso "salvadanaio" dove mettere, nell'arco dei 30 anni, tutti i soldi necessari per far fronte al rimborso finale. Qui viene il primo punto. Il "salvadanaio" non lo crea la Regione investendo direttamente i soldi in titoli di Stato. Sarebbe troppo semplice. E, si potrebbe malignare, sarebbe poco remunerativo per le banche.

No: il "salvadanaio" lo creano le banche stesse. Per questo la Lombardia ha stipulato due contratti derivati con le stesse Ubs e Merrill Lynch: la Regione si è impegnata a versare loro i soldi, secondo un piano di ammortamento prestabilito, e le due banche glieli restituiranno nel 2032. Già qui c'è una prima curiosità: il piano di ammortamento prevede che la Lombardia paghi quasi tutto nei primi anni. Già nel 2008, cioè sei anni dopo l'emissione obbligazionaria, la Regione aveva rimborsato più di metà del bond.

E ad aprile 2017 - prevede il piano di ammortamento - la Lombardia avrà consegnato 934 milioni di euro alle banche, cioè il 90% dell'importo totale. Già questo fa storcere il naso a più di un addetto ai lavori: che senso ha indebitarsi a 30 anni, se poi in 15 anni si restituisce praticamente tutto l'importo alle banche? Dalla Regione spiegano però che quel piano di ammortamento serviva per replicare le scadenze dei mutui precedenti.

Il «sinking fund»
Ma il punto è soprattutto un altro. Ubs e Merrill Lynch tutti quei soldi versati dalla Lombardia con così largo anticipo li hanno messi in un fondo (chiamato sinking fund, cioè letteralmente «fondo che va a fondo») e li hanno investiti in varie obbligazioni. L'aspetto sorprendente è che il sinking fund ha una sorta di "doppia personalità": dato che deve garantire alla Regione solo la restituzione di un miliardo nel 2032, tutto il rendimento aggiuntivo lo incassano le banche.

Insomma: il rischio che il fondo faccia investimenti sbagliati e che qualche bond vada in default è tutto della Lombardia, ma il guadagno è tutto di Ubs e Merrill Lynch. A pensarci bene, è un meccanismo geniale: le banche hanno rendimenti senza rischi (pur ricompensando la Regione nei prezzi dei derivati) mentre la Lombardia ha rischi senza rendimenti.

Merrill Lynch Merrill Lynch

«Il Sole 24 Ore», con documenti ufficiali alla mano, è in grado di provare che le due banche hanno messo nel sinking fund della Lombardia tanti titoli che loro stesse avevano emesso per conto di altre Regioni o società. Ubs nel 1998 aveva per esempio curato un'emissione obbligazionaria per conto della Regione Lazio: un bond trentennale per 250 milioni di euro. Ebbene: 80 milioni di euro di quel bond sono stati messi pochi anni dopo dalla stessa Ubs nel sinking fund della Regione Lombardia. Idem per la Sicilia.

Nel 2000 la Regione aveva emesso un bond da oltre 2 miliardi di vecchie lire - con l'aiuto di Merrill Lynch - per finanziare «certi progetti infrastrutturali » e per coprire il disavanzo del 1999. E due anni dopo la stessa Merrill Lynch ha piazzato 45,5 milioni di quel bond nel sinking fund della Lombardia. Morale: senza neppure saperlo la Lombardia ha finanziato le infrastrutture siciliane e quelle del Lazio. Paradossi della finanza.

MECCANISMO SINKING FUNDMECCANISMO SINKING FUND

E di esempi ce ne sono molti altri. Warburg Dillon Read (poi diventato Ubs) nel 2002 aveva per esempio aiutato la Grecia a indebitarsi per 200 milioni di euro. Ebbene: Ubs stessa ha messo 115 di quei 200 milioni nel sinking fund della Lombardia. Merrill Lynch ci ha invece piazzato 34 milioni di obbligazioni del Land del Baden-Wuerttemberg: operazione, anch'essa, curata dalla stessa Merrill Lynch nel 1993.

Entrambe le banche hanno poi inserito nel fondo della Lombardia bond emessi da Telecom Italia di durata trentennale e titoli emessi dall'Enel. Queste fotografie risalgono a fine 2007, ma le fonti consultate dal «Sole-24 Ore» assicurano che nel frattempo poco è cambiato.

Bene inteso: nessuna legge è stata violata. Il problema è però che l'operazione appare fatta più nell'interesse delle banche che in quello della Lombardia: l'impressione è che Ubs e Merrill Lynch abbiano usato il sinking fund come una sorta di "discarica" per titoli che forse non erano riuscite a vendere a investitori veri. Non ci sono prove, ma il sospetto è legittimo. Contattate, le due banche, non hanno però voluto commentare.

Le altre Regioni
La vicenda lombarda è simile a quella di altre Regioni. Fonti consultate dal «Sole-24 Ore» rivelano per esempio che nel sinking fund della Puglia - creato dalla stessa Merrill Lynch nel 2003 -, sono inseribili i bond di diversi Comuni italiani (per esempio Firenze), di alcune Province (per esempio Roma) e di varie Regioni (per esempio Lazio). Ma, sempre secondo indiscrezioni, dentro si trovavano anche i titoli di Telecom Italia, poi eliminati. «Il Sole 24 Ore» ha contattato l'assessore Michele Pelillo, ma le telefonate non hanno avuto ritorno.

Anche il sinking fund della Liguria - riferiscono fonti bene informate - è pieno di bond di altri Enti locali. Insomma: senza che nessuno se ne accorgesse, tante banche hanno creato una rete inestricabile che ha legato i destini di Regioni, Province e Comuni. Se uno di questi Enti avesse problemi, le sue difficoltà si allargherebbero dunque a macchia d'olio in Italia. Se nessuno avesse problemi, invece, per le banche sarebbero lauti profitti.

I dubbi degli esperti
«Il Sole-24 Ore» - non potendo condividere le informazioni con Ubs e Merrill Lynch che si sono trincerate dietro un «no comment» - ha confrontato i documenti trovati con cinque diversi esperti: un banchiere e quattro consulenti. Tutti concordano nel dire che non ci sono particolari criticità e che nessuna legge sembra essere stata violata. Il condizionale è d'obbligo, perché sul bond della Lombardia sta indagando il Pm di Milano Alfredo Robledo e su quello della Puglia il Pm Francesco Bertone.

Ma tutti concordano anche nel dire che in alcuni casi tanti principi di sana ed etica gestione finanziaria sono stati quantomeno "schivati". C'è per esempio il tema del conflitto di interessi: se le banche mettono nel sinking fund di una Regione i bond che loro stesse hanno emesso per altre Regioni (pur scegliendoli all'internodi un paniere concordato), è ragionevole domandarsi nell'interesse di chi abbiano fatto questa scelta. Per loro ci sono infatti triplici guadagni: quelli per le due emissioni e quelli del sinking fund. E per la Regione?

C'è poi un rischio che alcuni definiscono «sistemico». È vero che gli Enti locali difficilmente vanno in default (anche se può capitare), ma è anche vero che se una Regione o un Comune dovesse avere problemi trascinerebbe nel baratro mezza Italia. Dalla Regione Lombardia spiegano che i titoli inseriti nel loro sinking fund sono tutti di elevato
standing. Certo: però il rischio rimane.

Non era meglio - dato che la Regione deve semplicemente garantire la salvaguardia del capitale e non speculare - investire solo in titoli di Stato europei? Insomma: l'impressione è che tutta questa operazione sia più razionale per le banche che per la Regione. Infine resta una domanda banale: perché mai li hanno chiamati (già nel 700) sinking fund, cioè letteralmente «fondi che vanno a fondo »? Una burla? Un caso? Oppure... un messaggio subliminale?

 

 

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