GENISH DO BRASIL: SE IN ITALIA IL FONDO ELLIOTT CHIEDE LA TESTA DI SEI CONSIGLIERI DI TIM, IN BRASILE A PARTI INVERTITE L’AMMINISTRATORE DELEGATO AMOS GENISH MANDA A CASA SEI MEMBRI DEL CDA DELLA CONTROLLATA CARIOCA, PREPARANDO IL TERRENO PER UNA SUA PERSONALISSIMA EXIT STRATEGY QUALORA LA BATTAGLIA CON ELLIOTT LO VEDESSE SOCCOMBERE

-

Condividi questo articolo


 

AMOS GENISH AMOS GENISH

DAGOREPORT

 

"Fai agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso": è questa la versione del detto di Confucio secondo l'amministratore delegato di Tim Amos Genish.

 

Mentre in Italia il fondo Elliott chiede infatti la testa di sei consiglieri di Tim, in Brasile a parti invertite Genish manda a casa sei membri del cda della controllata carioca, Tim Brasil, preparando il terreno, dicono i soliti beninformati, per una sua personalissima exit strategy qualora la battaglia con Elliott lo vedesse soccombere.

tim brasil tim brasil

 

Il capitano dell'artiglieria israeliana ha infatti puntato gli obici, preso la mira e fatto saltare i manager nominati dalla precedente gestione solo lo scorso anno e, per completare l'opera, anche il presidente, con una manovra spregiudicata proprio "à la Elliott". Se consideriamo che l'amministratore di Tim Brasil De Angelis ha già dichiarato che tornerà in Italia a fine mandato a luglio, il quadro è completo.

 

Genish ha piazzato uomini di sua provata fede come il suo ormai plenipotenziario tricolore Agostino Nuzzolo. Nei corridoi della bella sede di Barra a Rio de Janeiro si dice che, fino a qualche ora prima, lo stesso Genish volesse entrare in cda, salvo poi ritenere che forse avrebbe scoperto le carte troppo presto. Nuovo presidente sarà quella vecchia volpe delle telecomunicazioni brasiliane Joao Cox, vecchio amico di Genish, guarda caso maestro di fusioni e acquisizioni.

paul singer fondo elliott paul singer fondo elliott AGOSTINO NUZZOLO AGOSTINO NUZZOLO STEFANO DE ANGELIS STEFANO DE ANGELIS AMOS GENISH1 AMOS GENISH1

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT - SULLA SCENA POLITICA, FITTA DI SCAPPATI DI CASA, MANCAVANO SOLO LORO: FASCINA E GALLIANI - L’ANTICO “CONDOR” DEL CAVALIERE È DIVENTATO LO CHAPERON POLITICO DELLA “VEDOVA INCONSOLABILE”, CON IL CONTORNO DEI SECOLARI AMICI DELLA BUONANIMA DI SILVIO, CONFALONIERI E DELL’UTRI - IN OGNI USCITA PUBBLICA, I DUE SONO INSEPARABILI. DEL RESTO, SI CONOSCONO, E BENE. LA SCALATA DELLA “MARIA GODETTI” CALABRO-NAPOLETANA ALL’INTERNO DELL’INNER CIRCLE BERLUSCONIANO AVVENNE GRAZIE A GALLIANI, ALL’EPOCA BOSS DEL MILAN - ORA È CHIARO CHE A TAJANI HA SEMPRE FREGATO POCO DI COSA COMBINA IL DUPLEX FASCINA-GALLIANI. FINO ALLO SCORSA SETTIMANA ALLORCHÉ È ESPLOSA FORZA ITALIA AL COMUNE DI MILANO, DIETRO LA QUALE CI SAREBBERO LE UNGHIE DELLA FASCINA, CHE HA MANTENUTO UN OTTIMO RAPPORTO CON MARINA, VEDI IL DUELLO CONTINUO CON IL FRATELLO PIER SILVIO CHE VUOLE FAR SLOGGIARE LA “VEDOVA INCONSOLABILE” DALLA COSTOSISSIMA MAGIONE DI ARCORE - VIDEO

FLASH! - A TORINO, PER IL DOPO PALENZONA ALLA PRESIDENZA DI CRT, SI STANNO SONDANDO LE ISTITUZIONI SUL NOME DI MICHELE VIETTI, MAGISTRATO EX-CSM, OGGI DISOCCUPATO. UN NOME CHE È GRADITO AL SINDACO DI TORINO, STEFANO LORUSSO, CHE NON HA MAI SOPPORTATO LA PRESENZA E SOPRATTUTTO LA DISUBBIDIENZA DI PALENZONA - A DAR VOCE ALLA CANDIDATURA DI VIETTI C'È LA DI LUI CONSORTE, CATERINA BIMA, CHE RICOPRE IL RUOLO DI VICE PRESIDENTE DI CRT ED È STATA TRA GLI OPPOSITORI DELLA GESTIONE PALENZONA...

DAGOREPORT - CONTINUA L’IMBROGLIO-SCHLEIN: ELLY RINCULA SUL NOME NEL SIMBOLO DANDO LA COLPA A BONACCINI (SIC!) E SI RIMANGIA ''CAPOLISTA OVUNQUE": LO SARA' SOLO AL CENTRO E NELLE ISOLE - ALLA DIREZIONE NAZIONALE DEL PD DI IERI LA SVALVOLATA MULTIGENDER HA PERSO LA MAGGIORANZA DEL PARTITO. I VENTI DI RIVOLTA INVESTONO TUTTE LE VARIE ANIME DEL PD - ELLY SI È RIMBOCCATA LA LAPIDE QUANDO HA DETTO: O IL MIO NOME NEL SIMBOLO O MI METTETE CAPOLISTA IN TUTTE LE CIRCOSCRIZIONI. DI TALE PROPOSTA, LA ZARINA DEL PD NE AVEVA PARLATO SOLO CON BONACCINI. IL PRESIDENTE DEL PD HA ACCONSENTITO IN CAMBIO DELLA CANDIDATURA NEL SUD DEL RAS DELLE PREFERENZE, RAFFAELE “LELLO” TOPO, FIGLIO DELL’AUTISTA DI GAVA, CHE OVVIAMENTE FA PARTE DELLA SUA CORRENTE (AH! I CACICCHI…) - ALLA FINE VICINO A SCHLEIN RESTANO SOLO IN DUE, IL MULTI-TRASFORMISTA ZINGAR-ELLY E FRANCESCO BOCCIA, IL VERO ARTEFICE DEL SISTEMA PUGLIA, GARANTE DI DECARO ED EMILIANO - ANCHE SE ALLE EUROPEE IL PD GALLEGGERA' AL 20%, SINESTR-ELLY DOVRA' FARE LE VALIGIE...

DAGOREPORT: 100 SCALFARI MENO UNO - NON È SOLTANTO TELE-MELONI A CENSURARE GLI SCRITTORI: C'E' ANCHE IL GRUPPO GEDI – IL LIBRO SUL CENTENARIO DI SCALFARI CURATO DA SIMONE VIOLA, NIPOTE DI EUGENIO, IN EDICOLA INSIEME A ‘’REPUBBLICA’’, SQUADERNA CENTO INTERVENTI DI ALTRETTANTI TESTIMONIAL, TRANNE QUELLO INNOCUO E DEL TUTTO PERSONALE DI GIOVANNI VALENTINI, EX DIRETTORE DELL’ESPRESSO - LE SUE CRITICHE, MANIFESTATE SUL "FATTO QUOTIDIANO" SULL’OPERAZIONE “STAMPUBBLICA” E POI NEL SUO LIBRO SULLA PRESA DI POSSESSO DEL GIORNALE DA PARTE DI ELKANN, GLI VALGONO L’OSTRACISMO E LA DAMNATIO MEMORIAE – IL TESTO CENSURATO…