GRATICOLA SEMPRE PIÙ ARDENTE PER PROFUMO: ORA SAREBBE INTERVENUTO IL MINISTRO DELLA DIFESA GUERINI A CHIEDERGLI UN PASSO INDIETRO PER EVITARE LA CACCIATA DOMANI AL CDA DI LEONARDO - IL PD PERÒ NON VUOLE MOLLARE LA CASELLA: ESSENDO LUCIANO CARTA IN QUOTA 5 STELLE, L'AD LO VUOLE SCEGLIERE ZINGARETTI - I NOMI IN BALLO: GIORDO DA FINCANTIERI (MA ERA STATO PROPOSTO DA FRACCARO), MARIANI E CINGOLANI, CHE PERÒ È CONSIDERATO UOMO DI CONTE E PER QUESTO INDEBOLITO. COME SE PER GUIDARE UN'AZIENDA-CHIAVE SERVISSE LA SPILLETTA DI UN PARTITO…

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ALESSANDRO PROFUMO ALESSANDRO PROFUMO

DAGOREPORT

 

Graticola sempre più ardente per Alessandro Profumo. Come Dago-anticipato questa mattina, in queste ore l’amministratore delegato di Leonardo, condannato a 6 anni per aver falsificato il bilancio di Montepaschi, deve decidere se dimettersi o no.

 

Fino a ieri, l’ex Arrogance di Unicredit era determinato a non mollare la poltrona, poi sarebbe intervenuta una moral suasion da parte del ministro della Difesa Guerini. In soldoni, gli avrebbe detto: sarebbe opportuno un tuo passo indietro piuttosto che domani, quando si terrà il cda di Leonardo, tu venga cacciato.

sabina ratti alessandro profumo foto di bacco sabina ratti alessandro profumo foto di bacco

 

All’interno del Pd la situazione è malmostosa. Pur essendo completamente a digiuno di missili, aerei e radar, l’ex banchiere Profumo fu imposto dal suo vecchio amico Gentiloni a capo della nostra più importante azienda militare e poi, malgrado il processo MPS in corso, qualche mese fa è stato rinnovato. Infatti Profumo ora si appella al partito di Zinga: il mio padrone è il ministero del Tesoro ma da via XX Settembre Gualtieri non ha aperto la boccuccia.

 

Ci ha pensato allora il suo vice ministro Misiani, un ex Pci ortodosso alle regole, a rilasciare una secca e imbarazzante dichiarazione a favore di Profumo subito dopo la sentenza di condanna. Mossa fatta per arginare il malumore dei dirigenti del Mef capeggiati da Alessandro Rivera. Anche dal Colle, malgrado le illusioni di Profumo, silenzio di tomba.

roberto cingolani roberto cingolani

 

E dato che il presidente di Leonardo Luciano Carta è in quota Di Maio, Zinga non intende perdere un posto di potere nominando Giuseppe Giordo, attuale direttore generale della parte militare di Fincantieri, perché era un candidato in quota 5stelle (Fraccaro) all’epoca del contestato rinnovo di Profumo. Un altro nome gettonato è quello di Lorenzo Mariani. E alcuni pensano anche un ticket Giordo amministratore delegato e Mariani direttore generale.

 

LORENZO MARIANI MBDA LORENZO MARIANI MBDA

Da parte sua Conte ha lanciato il nome di Roberto Cingolani, oggi a capo delle tecnologie innovative di Leonardo, già direttore scientifico dell’Istituto italiano di tecnologia di Genova, un eccezionale professore di fisica privo però di meriti operativi nel campo della vendita di armamenti (come del resto il presidente Carta che viene dai servizi segreti).

 

Di Cingolani si parlò due anni per il ruolo di commissario per la ricostruzione del Ponte Morandi. Lo voleva fortissimamente Conte, piaceva ai 5Stelle, ma non era gradito a Salvini. Infine Conte lo infilò in qualche inutile task force di esperti per l'emergenza Covid-19. All’origine di tale rapporto, c’è il fatto che il milanese Cingolani ha passato la sua gioventù a Bari e ha insegnato all’Università del Salento, terra che Conte conosce molto bene. Ergo: subito bocciato da Di Maio e Zinga.

giordo giordo ALESSANDRO PROFUMO GIUSEPPE CONTE ALESSANDRO PROFUMO GIUSEPPE CONTE

 

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