IL JET È EASY, IL MONOPOLIO è HARD – MILANO-ROMA A 60-100 EURO (ALTRO CHE ALITALIA: 350) - PARLA IL BOSS DI EASY JET: “CI SONO 150 SLOT A FIUMICINO CHE ALITALIA NON USA DALL’AUTUNNO SCORSO. Il salvataggio CURA Il sintomo, ma non la causa del male”…

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Annalisa Piras per \"L\'espresso\"

Possiamo offrire il Linate-Fiumicino a 60-100 euro invece dei 350 euro del biglietto Alitalia-Cai. Ma la compagnia di Roberto Colaninno sta seduta su 150 slot a Fiumicino che non usa dall\'autunno scorso. Secondo i regolamenti europei, se non li usa perché non ne ha la capacità, li deve restituire.

Ma questo non succede: perché? Lasciateci investire di più, e ci saranno vantaggi per tutti, soprattutto per i consumatori e per l\'economia italiana... EasyJet, la compagnia low-cost fondata nel 1995 dal greco cipriota Stelios Haji-Ioannou, non vede l\'ora di conquistare altro spazio nei cieli italiani.

E lancia una sfida alla nuova Alitalia. Il suo amministratore delegato, Andy Harrison, ha bisogno di 70 slot al giorno a Linate per arrivare ai 10 milioni di passeggeri in Italia, dove l\'anno scorso la sua compagnia, ormai la prima in Europa sulle tratte brevi , ha registrato un 75 per cento di crescita.

La crisi economica fa bene a Harrison, che è sicuro di non aver bisogno di allacciare le cinture per attraversare le attuali turbolenze dell\'economia mondiale (nonostante il fondatore Stelios abbia espresso pubblicamente perplessità sulla strategia di espansione in tempi di recessione): i ricavi totali di EasyJet sono cresciuti del 32 per cento, a 583 milioni di euro, nel trimestre concluso il 22 gennaio scorso (i profitti annuali, al settembre 2008, sono stati di 130 milioni di euro su 2 miliardi e mezzo di euro di fatturato), e Harrison è convinto di avere la formula giusta non solo per non precipitare, ma per volare sempre più in alto.

\"Stiamo conquistando rapidamente quote di mercato perché nelle crisi economiche c\'è un \'volo di massa verso la convenienza\', ed è lì che siamo i migliori\", afferma Harrison: \"I passeggeri in tutta Europa cercano in questo momento il miglior valore per i loro soldi, sia gli uomini d\'affari sia i vacanzieri, e quindi si orientano su EasyJet. In particolare, per le vacanze assistiamo a uno spostamento dai viaggi intercontinentali alle tratte corte . E noi offriamo ottimi affari in termini di tariffe e di rete nei principali aeroporti europei\".

EasyJet si sta rafforzando a Londra-Gatwick, Parigi, Madrid, soprattutto a Milano. Dopo l\'investimento di 600 milioni di euro nella sua base di Malpensa, Harrison vuole volare da Linate su Roma e Napoli, in una espansione che ha già portato la low cost inglese ad avere la metà dei passeggeri - un totale di 44 milioni negli ultimi 12 mesi - non britannici. Una manna che gli permette di compensare la crisi a casa e la perdita di valore della sterlina, con passeggeri europei e biglietti in euro.

\"Siamo la sola compagnia aerea veramente continentale, con 19 basi in Europa, equipaggi italiani da Milano, francesi da Parigi, spagnoli da Madrid, mentre per esempio Lufthansa resta solo tedesca, BA è solo inglese e Alitalia solo italiana. Noi siamo molto diversi da Ryanair, che si muove come una sorta di pirata: ha strategie molto aggressive che partono dall\'Irlanda, ma non crea basi e posti di lavoro locali come facciamo noi\".

Voi avete fatto base a Malpensa, dove avete investito massicciamente con 15 aerei e 800 dipendenti, mentre Ryanair ha declinato. Perché?
\"Perché crediamo molto in Malpensa e in Milano come centro economico internazionale. Non abbiamo avuto condizioni speciali esclusive. Mentre Ryanair pretendeva di averle\".

Il capo di Ryanair, O\'Leary, si è lamentato del vizio dei politici italiani di interferire con il mercato dell\'aviazione. Lei non teme la mancanza di libera concorrenza nella sfida con Alitalia?
\"Tutti capiscono la necessità per i politici italiani di cercare di salvare Alitalia e i suoi posti di lavoro. Ma la lezione di questa storia per i consumatori e i contribuenti italiani, secondo me, è che non si dovrebbe mai più permettere una tale dipendenza da una sola e inefficiente compagnia. Sovvenzionare compagnie aeree che non funzionano non porta nulla di buono.

AlitaliaAlitalia

Purtroppo una situazione di monopolio quale quella che la nuova Alitalia ha ancora su Linate-Fiumicino, o Linate-Napoli, rappresenta senza ombra di dubbio un grave danno per i consumatori. Credo che ora alcuni politici stiano incominciando a pensare che sarebbe stato bene dedicare almeno lo stesso tempo che si è dedicato a salvare Alitalia per creare una situazione di concorrenza sana.

Il salvataggio di Alitalia si rivolge al sintomo, ma non alla causa del male: aver permesso una posizione di monopolio assoluto a una sola compagnia su tratte di straordinaria importanza per il Paese. Il povero consumatore italiano si trova quindi a pagare tre volte: prima per delle tariffe non competitive, dopo per il salasso del salvataggio, e ora ancora per tariffe troppo alte sul Linate-Fiumicino, e sul Linate-Napoli\" .

Che cosa pensa della rivalità Malpensa-Linate e della chiusura di Ciampino?
\"Questa è un problema dei politici italiani e degli amministratori locali. Noi vogliamo volare da Linate, se ce lo permettono. Per quanto riguarda la possibilità di sostituire Ciampino con un nuovo aeroporto a Viterbo, posso solo dire che noi non voleremo mai a Viterbo: è semplicemente improponibile perché troppo lontano da Roma\".

AndyAndy Harrison di Easyjet

Per voi chi sarebbe stato il partner migliore di Alitalia: Air France o Lufthansa ?
\"Noi siamo contenti in qualsiasi situazione, purché sia di libera competizione. Abbiamo una base di costi inferiori perché operiamo con una flotta di velivoli che ha meno di tre anni, che si traduce in oneri di manutenzione e di carburante più bassi. E un danno minore all\'ambiente. Se l\'Europa facesse sul serio, dovrebbe incentivare il rinnovo delle flotte: un quarto degli aerei europei hanno più di dieci anni\".

Bruxelles potrebbe fare di più anche per rendere più aperta la competizione nei cieli europei?
\"C\'è chi ritiene che in questi tempi di crisi sia legittimo permettere agli Stati di intervenire di più. Invece, non c\'è nulla che aiuta l\'efficienza come la competizione. E il compito della Commissione e dei governi dovrebbe essere quello di favorire il mercato. Si ricorda quanto pagavamo i biglietti aerei prima della liberalizzazione dei cieli negli anni Novanta?\".

 

 

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