MO’ SO’ CAZZI PER IL BANANA: ARRIVA LO SQUALO SUL DT - LA COMMISSIONE EUROPEA STA PER DARE A SKY L’ok PER OPERARE NEL 2010 SUL DIGITALE TERRESTRE – QUESTA INDISCREZIONE STA MANDANDO IN TILT PALAZZO CHIGI, RAI E MEDIASET - ORA LA BATTAGLIA SI SPOSTA IN COMMISSIONE, DOVE L’ITALIA È DEBOLE - C’È IL RISCHIO CHE MURDOCH FACCIA IN TEMPO ANCHE A PARTECIPARE ALLA FUTURA GARA PER L’ASSEGNAZIONE DEI SEI MULTIPLEX …

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Roberto Sommella per \"Milano Finanza\"

La Commissione europea si appresta a dare a Sky il via libera per operare nel 2010 sulla piattaforma digitale terrestre. La notizia, che \"MF-Milano Finanza\" è in grado di anticipare, sta già suscitando un piccolo terremoto in Italia dove sono in allerta i piani alti di Palazzo Chigi, la Rai e Mediaset, pronti ad andare sulle barricate.

SilvioSilvio berlusconi

La conferma, indiretta, di una scelta così clamorosa (si veda \"MF-Milano Finanza\" del 18 febbraio scorso) giunge dal fatto che nei giorni scorsi gli uffici del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, hanno comunicato formalmente alle autorità italiane l\'avvenuta notifica da parte di News Corp «di una formale richiesta di revisione degli impegni» assunti nel 2002 dal colosso guidato da Rupert Murdoch al momento in cui gli fu permesso di operare come monopolista sulla piattaforma satellitare.

MURDOCHMURDOCH

Queste condizioni però, a detta degli uomini di News Corp, sarebbero diventate troppo pesanti e punitive in presenza, riferiscono alcune autorevoli fonti della Commissione, «di un cambiamento quantitativo del mercato televisivo italiano». In pratica Sky sostiene che, pur essendo monopolista al 98% sulla piattaforma satellitare, il veto imposto da Bruxelles a operare sul digitale terrestre (13 milioni di decoder già installati in Italia e 23 milioni a fine 2011) non prima del 2012 sarebbe da considerarsi superato.

TomTom Mockridge

La Direzione generale concorrenza dell\'Ue, guidata da Alexander Italianer, dopo aver avviato nei giorni scorsi una procedura di interservice consultation con tutti gli altri membri del governo europeo, si è chiusa nel più rigoroso riserbo per valutare la richiesta. Il brutto, per Mediaset e per la Rai, dove pare ci sia grande agitazione, è che gli uomini di Almunia hanno comunicato all\'Italia che non procederanno ad alcuna consultazione pubblica con le parti interessate, cioè tutte le aziende, grandi e piccole, che operano nel settore in Italia. Decideranno in solitudine.

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E sembra proprio per il sì. Per questo nella giornata di martedì 3 marzo una delegazione ad altissimo livello, guidata dal viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, si è recata a Bruxelles per un vertice esclusivo con Almunia. Da cui, appunto, non sarebbero giunte rassicurazioni. Anzi.

mediasetmediaset a cologno monzese

Chi ha potuto conoscere gli umori degli italiani, riferisce di un pessimismo che non lascia presagire nulla di buono. In più, secondo quanto si apprende da altre fonti, il colosso guidato in Italia da Tom Mockridge, con un via libera celere da parte della Ue (forse anche in soli tre mesi) potrebbe partecipare alla futura gara per l\'assegnazione dei sei multiplex digitale, tre destinati ai nuovi entranti, due ai preesistenti e uno agli operatori telefonici in tecnologia Dvbh.

Come si vede uno scenario esplosivo, se si pensa che già oggi Sky Italia fattura quasi come Mediaset. Un futuro che i piccoli operatori televisivi, aderenti alla Frt, non esitano a definire molto fosco. «Siamo assolutamente contrari all\'ingresso di Sky sul digitale», commenta il vicepresidente della Federazione tv locali, Maurizio Giunco, «l\'arrivo di Murdoch significherebbe sempre meno spazio per tutte le piccole televisioni e l\'avvento di un altro monopolista in un settore già saturo. In questo modo il futuro della televisione in Italia sarà solo a pagamento».

Ora l\'Italia ha un\'unica possibilità: intervenire a livello diplomatico sugli altri commissari europei per evitare che passi il parere dell\'Antitrust Ue. Un compito che molti osservatori giudicano difficile se non proibitivo.

 

 

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