NUOVI POVERI, BRIATORE (GLI TOGLIERANNO PURE LE BABBUCCE DA FINOCCHIO CHIC) - SCARONI A NEW YORK PER NON FARSI AZZOPPARE IL SUO CANE A SEI ZAMPE DA OBAMA - LA FORTUNA È CIECA MA ABETE & LO SCARPARO CI VEDONO BENISSIMO (SAFILO-MARCOLIN) - L'ASSE STANCA-FORMIGONI SOPRA I BOCCOLI DI LADY MORATTI - TODINI-SALINI FUSION - DOMENICA ALIERTA ERA A MILANO MA HA FATTO DI TUTTO PER NON FARLO SAPERE A BERNABÉ

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1 - SCARONI VA A WASHINGTON PER NON FARSI AZZOPPARE IL SUO CANE A SEI ZAMPE DA OBAMA
Le strade di New York sono piene di italiani.
In queste ore sono sbarcati nella Grande Mela personaggi della politica e dell'economia che si aggirano come scolaretti festosi nei ristoranti e negli alberghi che si trovano intorno al palazzo dell'Onu. Qui si apre la Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici per la quale era previsto ieri l'arrivo del gracile ministro Frattini trattenuto dai funerali per le vittime di Kabul.

Gianni CastellanetaGianni Castellaneta

La diplomazia italiana sarà comunque rappresentata dall'ambasciatore Castellaneta che ieri ha dato il suo addio con un pranzo al ristorante "Le Cirque" di Siro Maccioni. Questo locale è diventato la dependance di Lucio Caputo, il presidente del Gei (l'organismo che rappresenta gli imprenditori italiani in Usa), ed è qui che con un discorsetto in inglese piuttosto dimesso Castellaneta si è congedato dal suo incarico che scade alla fine del mese.

Ben più rilevante è ciò che avverrà oggi intorno alla Conferenza sul Clima alla quale partecipano l'industriale della pasta Guido Barilla, Fulvio Conti dell'Enel e Paoletto Scaroni che parlerà all'Onu alle 12 (ora americana) insieme ai grandi big dell'industria mondiale (tra questi i chairman di Alcoa, Philips, Tata e il primo ministro della Danimarca). Dopo il pranzo al quale parteciperà anche Al Gore, Paoletto tornerà nel cuore di Manhattan per una conferenza stampa nella sede dell'Eni.

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Al big del "cane a sei zampe" New York piace da morire; a giugno gli hanno assegnato un premio nei saloni del St Regis Hotel per essersi distinto nel contributo allo sviluppo sostenibile, ma quello di oggi con la stampa è un appuntamento non privo di rischi. È possibile infatti che qualche giornalista imprudente e impudente gli chieda notizie sulla diffidenza che l'Amministrazione Obama sta dimostrando nei confronti della politica energetica dell'Eni e del governo di papi-Silvio.

Nelle orecchie di Paoletto è ancora fresca l'intervista al "Corriere della Sera" del neo-ambasciatore a Roma, David Thorne, che ha presentato il suo biglietto da visita dicendo senza mezzi termini che la dipendenza energetica da una sola fonte come la Russia è un rischio per l'Europa e per l'Italia.

Il tema è molto delicato e alcuni analisti americani come Edward Morse, che è considerato il maggiore esperto mondiale di energia, non riescono a capire che cosa ci sia dietro l'attività lobbistica che ha portato l'Eni a sposare il gasdotto South Stream contro il progetto "Nabucco" sostenuto da Washington e da altri paesi europei.

FULVIO CONTI - Copyright PizziFULVIO CONTI - Copyright Pizzi

E lunedì sbarca anche il ministro dell'aeroporto di Albenga, Claudio Scajola, quando atterrerà negli Usa dove è prevista la firma di un accordo tecnologico e industriale. Prima di siglare il protocollo l'ineffabile politico ligure farà una sosta al palazzo Hearst di New York dove alle 19 l'Ice dell'amico Umberto Vattani ha preparato uno dei tanti incontri sul made in Italy (segue buffet).

2 - LA FORTUNA È CIECA MA ABETE CI VEDE BENISSIMO (OPERAZIONE SAFILO-MARCOLIN)
Luigino Abete ha ripreso a sudare.
Il banchiere romano che Renatino Brunetta non ha citato a Cortina ma sicuramente considera membro di diritto dell'élite montezemoliana e "golpista", è impegnato su due fronti. Il primo è quello interno alla banca dove oltre agli spifferi che danno l'amministratore delegato, Fabio Gallia, al posto di Corradino Passera in BancaIntesa, deve vedersela con la rivolta dei dirigenti.

PAOLO SCARONI - copyright PizziPAOLO SCARONI - copyright Pizzi

La categoria è in fermento per il licenziamento di 5 manager che ha sollevato lo sdegno di DirCredito, l'associazione sindacale che rappresenta i professionisti della finanza. Già nel marzo scorso questa sigla si era incontrata nella sede di BNL con il responsabile delle relazioni industriali Roberto Quinale per contestare provvedimenti "persecutori" nei confronti di colleghi allontanati dalla banca con metodi giudicati sconcertanti e inaccettabili.

C'è però un'altra partita che fa inumidire la camicia di Luigino ed è ben più importante perché tocca il suo portafoglio, un oggetto che il 62enne ex-tipografo romano accarezza con voluttà.
Si tratta della scalata che il suo amico e scarparo marchigiano, Dieguito Della Valle (un altro innominato "golpista" agli occhi di Brunetta), sta conducendo dentro Safilo, la società degli occhiali fondata nel 1878 a Pieve di Cadore.

È notizia di oggi che il patron di Tod's ha acquistato con la sua holding "Della Valle Sapa", un 2% di Safilo dove i conti sono disastrosi per l'alto indebitamento (nel bilancio 2008 i finanziamenti delle banche a medio e lungo termine hanno superato i 461 milioni e a fine giugno i debiti erano di 592 milioni).

AMBASCIATORE DAVID THORNEAMBASCIATORE DAVID THORNE

Nel mondo della finanza è diffusa la convinzione che il 2% acquistato dallo scarparo marchigiano sia soltanto la prima mossa per arrivare a fondere Safilo con Marcolin, l'altra azienda degli occhiali che Dieguito e suo fratello Andrea controllano con il 40,4%.

Ebbene, dentro Marcolin non ci sono solo i due fratelli che vogliono liberarsi della squadra di calcio Fiorentina in polemica con il sindaco di Firenze, ma si ritrova come azionista anche Luigino Abete che tra gennaio e maggio di quest'anno ha portato la sua quota al 9,3%.
A Luigino si possono fare molte critiche, ma non gli manca la vista lunga.

3 - NUOVI POVERI, BRIATORE (GLI TOGLIERANNO PURE LE MUTANDE E LE BABBUCCE DA FINOCCHIO CHIC)
Per chi non lo sapesse Verzuolo è un piccolo comune in provincia di Cuneo che 59 anni fa ha dato i natali a Flavio Briatore, il manager decapitato da Renault per lo scandalo della Formula 1.

In queste ore gli abitanti di Verzuolo si fregano le mani per la gioia perché non è mai piaciuta la disinvoltura con cui il famoso concittadino si è mosso negli affari. Dopo il diploma da geometra, Briatore ha fatto vari mestieri tra cui l'istruttore di sci e il gestore di ristoranti. Il primo locale si chiamava "Tribula" che in dialetto piemontese significa "tribolazione" e infatti il ristorante chiuse per debiti.

umberto vattani - Copyright Pizziumberto vattani - Copyright Pizzi

Poi dopo aver venduto polizze assicurative in provincia, Flavio si buttò nella finanza con un costruttore locale, Attilio Dutto, che nel 1979 fu misteriosamente assassinato con una bomba nell'automobile. Dopo quella vicenda, l'uomo che "Repubblica" ha definito uno "spaccone", si trasferì a Milano dove fece il consulente della holding del costruttore di aeroplani Achille Caproni che fallì con un buco di 14 miliardi. Seguì la bancarotta che coinvolse clienti facoltosi (tra i quali Emilio Fede e il cantante Pupo), ma Briatore fece un solo giorno di carcere perché scelse come rifugio le isole Vergini.

La svolta avviene dopo un'amnistia e con la conoscenza di Luciano Benetton al quale l'intraprendente geometra di Verzuolo diede grandi soddisfazioni con i mondiali di Schumacher nel '94 e '95. Adesso nel piccolo comune della provincia di Cuneo dove i più anziani hanno appeso alle pareti le foto delle donne conquistate da Flavione, si chiedono quale danno economico subirà per le vicende di questi giorni.

LUIGI ABETE - copyright Pizzi LUIGI ABETE - copyright Pizzi

Ad aiutarli è un articolo del quotidiano "MF" che spiega come Briatore perderà lo stipendio da 1 milione di sterline che percepiva come team manager. Non percepirà alcuna forma di buonuscita e il quotidiano finanziario ipotizza che sia costretto anche a vendere la squadra di calcio inglese Queens Park Rangers che aveva rilevato insieme a Bernie Ecclestone (uno dei suoi carnefici) e ad Alejandro Agag, il genero dell'ex-premier spagnolo Aznar.

Della Valle con bella sciarpaDella Valle con bella sciarpa

E a Verzuolo scommettono che prima o poi dovrà disfarsi del "Billionaire" (la discoteca controllata attraverso la società lussemburghese Laridel) e dello yacht "Blue Force" di 60 metri dove ha impollinato Elisabetta Gregoraci.

4 - L'ASSE STANCA-FORMIGONI SOPRA I BOCCOLI DI LADY MORATTI
Lucio Stanca, il manager ex-Ibm che ha preso la guida dell'Expo di Milano, ha ingranato la marcia.
Nella bella sede di Palazzo Reale si muove con determinazione e sembra fregarsene altamente delle punture di spillo che ogni giorno l'edizione milanese di "Repubblica" gli riserva senza pietà.

L'ultima polemica riguarda il doppio incarico di parlamentare e di amministratore di una società pubblica come Expo 2015, ma il manager di Lucera sostiene che non esiste alcuna incompatibilità e che si tratta di una polemica pretestuosa. A strillare c'è anche Beppe Grillo che sul suo blog ha scritto: "fuori dal Parlamento lui e tutti i doppiolavoristi!", ma a sorpresa gli è arrivato l'appoggio di Davide Corritore, un esponente del Pd e vicepresidente del Consiglio comunale di Milano.

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Il problema di Stanca, che ha fatto asse con il ciellone Roberto Formigoni passando sulla testa di Letizia Moratti di Rivombrosa, è adesso quello di andare avanti con atti concreti e contenere le brame leghiste. Dopo la presentazione del masterplan dell'Expo avvenuta l'8 settembre, l'ex-ministro si è preoccupato di rafforzare il suo staff e ha proceduto a due nomine: la prima riguarda Laura La Marra, 37 anni, ex-Italease e Unicredit, che sarà la nuova responsabile dell'Internal Audit della società dell'Expo. La seconda nomina riguarda Stefano Gatti, un diplomatico romano che è stato Consigliere quando l'uomo IBM era ministro dell'Innovazione.

5 - TODINI-SALINI FUSION (RIPRODUZIONE RISERVATA)
Con grande rilievo e con l'avvertenza "riproduzione riservata", il quotidiano "Repubblica" conferma le anticipazioni di Dagospia sulla fusione tra l'azienda di Luisa Todini e il Gruppo Salini Costruzioni.

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È bello rileggere le stesse parole con le quali Dagospia 12 giorni fa ha raccontato l'incontro della giovane imprenditrice con Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli dove il sultano ha esercitato le sue arti di seduzione politica per convincerla a candidarsi nelle prossime elezioni regionali. Sembrava una notizia assurda perché il Gruppo Todini ha radici romane e l'eventuale nomina della 43enne Luisa avrebbe creato un mostruoso conflitto di interesse.

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In realtà papi-Silvio in quell'incontro ha sciolto i dubbi proponendole di fondere l'azienda di 2.60 dipendenti con quella di Pietro Salini che ha un portafoglio di lavori di 5,3 miliardi ed è un socio storico del "Canottieri Aniene".
Oggi arriva la conferma della trattativa in atto per creare un mega-gruppo e mettere in pista la bella Luisa, strafelice anche di non avere piuù sulle spalle una montagna di debiti (Riproduzione riservata)

6 - RINALDO IN CAMPO
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che Emma Marcegaglia sta completando le pulizie nel palazzo di Confindustria.

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Dopo l'eliminazione del capo Ufficio Studi e del direttore generale (il parroco di campagna Maurizio Beretta finito nel pallone), la signora di Mantova sta per nominare Rinaldo Arpisella come responsabile dell'ufficio stampa e pubbliche relazioni. Lo stesso ruolo che l'ex-giornalista ha svolto per anni nel Gruppo Marcegaglia".

 

 

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