SANTO PRODI ORA VUOLE COMPIERE UN MIRACOLO: SEGRETARIO GENERALE DELL’ONU - FIAT-CHRYSLER, IL PATTO DEI MORIBONDI - PROFUMO CEDE BANCHE Turchia-Ucraina? - SIETE PRONTI PER ”HOTEL CANCRO” DI SAVIANO, GOMORRA DEI RIFIUTI TOSSICI-KILLER?

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1 - L\'OBAMAMANIA ALLE VONGOLE
È la giornata di Obama, il giovane, bello e abbronzato che tra poche ore giurerà in Campidoglio davanti a milioni di americani infreddoliti.

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Alla cerimonia non partecipa alcun rappresentante del governo e delle più alte istituzioni italiane perché il cerimoniale non prevede questo obbligo, ma se per assurdo a Palazzo Chigi ci fosse stato Veltroni, gli aerei dell\'Alitalia per Washington si sarebbero riempiti. Non esultano nemmeno gli italiani d\'America e di Brooklyn che per la maggior parte hanno votato per il vecchio McCain.

L\'Associazione Italiani nel Mondo ha riempito in questi giorni le strade di Roma con un orrendo manifesto in cui si vede al centro il massiccio senatore Sergio De Gregorio insieme ad altri quattro rappresentanti dell\'Associazione, vestiti di nero come un\'istantanea del \"Padrino\". Il loro cuore batte a destra e nessuno riesce a smuoverli da una certa nostalgia per il Ventennio.

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Venerdì scorso a New York è stato organizzato un party al \"Cafè Milano\" di Franco Nuschese, ma l\'euforia era molto misurata. Più euforico è il tono del comunicato stampa che l\'azienda dell\'acqua minerale \"San Benedetto\" ha inviato ai giornali americani per dire che l\'Italia sarà presente alla cerimonia e lo storico marchio (fondato nel 1956) farà la sua figuretta insieme a un catering di Reggio Emilia.

Anche a Roma non sono previste manifestazioni particolari. Per sentire le opinioni sulle ricette di Obama bisogna andare alle 17,45 a Palazzo De Carolis dove la moretta di Mantova, Emma Marcegaglia, parteciperà a un dibattito in occasione dell\'uscita del n. 43 della rivista \"Aspenia\" alla quale collabora anche Lucia Annunziata.
 
2 - A BOLOGNA C\'E\' UN UOMO CHE HA UNA GRAN VOGLIA DI AMERICA.
È Romano Prodi, il 70enne Professore di Scandiano che domenica sera è stato elogiato da Giulietto Tremonti nel programma televisivo di Fabio Fazio. La sortita del genietto di Sondrio è stata accolta da Romano e dalla moglie Flavia con un respiro di soddisfazione e la \"Stampa\" di Torino dedica all\'ex-presidente del Consiglio, crocifisso da sette mesi di polemiche, un articolo di Fabio Martini (un giornalista da sempre attento al mondo prodiano) in cui l\'ex-premier nega categoricamente di voler rientrare nel circo equestre della politica italiana.

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\"Mi fanno santo, ma non torno\", così dichiara il Professore che rifiuta qualsiasi commento sulla vicenda Alitalia e annuncia che domenica partirà per il Messico, poi andrà a New York, mentre due giorni fa era al Cairo dove Mubarak ha voluto incontrarlo. Dal 12 settembre 2008 Prodi presiede il gruppo di lavoro Onu-Unione Africana sulle missioni di pace in Africa, ma non è l\'Africa di Veltroni quella che gli interessa bensì il continente che secondo la sua visione tra pochi anni avrà un ruolo decisivo nell\'equilibrio mondiale. Pensare in grande e super partes: è questo lo spirito che anima i movimenti del Professore che sottobanco sta dando una manina a Flavio Delbono, l\'economista candidato alle prossime amministrative di Bologna.

D\'altra parte anche i bambini delle scuole africane conoscono il carattere altero di quest\'uomo che dal \'99 al 2004 ha preferito andarsene dall\'Italia per guidare la Commissione europea di Bruxelles. Dopo quel passo indietro Prodi è tornato a Bologna e nel 2006 ha tentato il triplo salto mortale con un governo che ha risanato i conti pubblici, ma si è sfracellato per le divisioni della coalizione.

Questa volta il Professore di Scandiano non rifarà lo stesso errore, ma sta lavorando intensamente per la poltrona più ambiziosa dell\'Onu dove da gennaio di due anni fa siede il sudcoreano Ban Ki-moon, un personaggio dal profilo estremamente modesto.
Nell\'entourage di Prodi nessuno conferma questo progetto, nemmeno i desaparecidos Angelone Rovati e Alessandro Ovi che ritengono (erroneamente) di avere le chiavi del suo cervello, ma tutte le mosse del \"temporeggiatore\" bolognese portano a New York.
 
3 - \"HOTEL CANCRO\" DI SAVIANO OCCUPATO DALLA GOMORRA DEI RIFIUTI TOSSICI

Nella sua infinita miseria Dagospia qualche volta ci azzecca e mette brividi di verità tra le righe dei giornali.
Così è accaduto il 3 giugno dell\'anno scorso quando annunciò che lo scrittore Roberto Saviano stava raccogliendo i materiali per il libro che dovrebbe replicare il successo di Gomorra. In quell\'occasione la notizia era fondata sui movimenti dello scrittore napoletano nell\'Azienda Ospedaliera di Caserta dove è possibile raccogliere dati allucinanti sulle malattie tumorali e sui veleni da rifiuti tossici.

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Dopo la lettura di Dagospia la Mondadori, che con Gomorra ha fatto quattrini a palate, inviò una lettera sdegnata a firma del responsabile per la Narrativa, Antonio Franchini, in cui si negava tra l\'altro che il 30enne mancato premio Nobel, scrivesse i suoi libri e i suoi articoli con l\'aiuto di alcuni redattori della casa editrice.

Ciò che più conta in questo momento è comunque la notizia lanciata ieri da Dagospia del nuovo libro che si chiamerà \"Hotel Cancro\" dove il Truman Capote nostrano riverserà lo scandalo delle malattie provocate dai rifiuti della Campania.

Gli stessi rifiuti che sono destinati a sommergere Bassolino e la Iervolino, ma porteranno l\'uomo-simbolo dell\'anticamorra ai vertici delle classifiche.
 
4 - FIAT-CHRYSLER, PATTO TRA MORIBONDI
Troppo vistoso e precipitoso è stato l\'annuncio sparato dai giornali sul colpaccio di Sergio Marpionne con l\'americana Chrysler.

Per questa ragione si è mossa stamane all\'alba la Consob dove Lamberto Cardia e i commissari hanno rinunciato alla tazzina di caffè e ai commenti sportivi, per chiedere alla Fiat un comunicato e qualche precisazione.

È vero che nel maggio 2007 Marpionne, davanti agli studenti della Bocconi, faceva dichiarazioni trionfalistiche del tipo \"potremmo comprare Ford o General Motors\", ma quella era l\'età dell\'oro e delle vacche grasse in cui l\'azienda di Torino produceva 2,3 milioni di veicoli l\'anno contro i 630 al giorno di oggi.

Che il manager italo-canadese sia un uomo dalle decisioni veloci e i neuroni rutilanti, sono tutti d\'accordo, anche la Sacra Famiglia degli Agnelli che sta con il fiato sospeso per capire dove l\'azienda andrà a parare.

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Oggi a Parigi Sarkozy ha convocato gli stati generali dell\'automobile al quale sembra (così scrive il \"Corriere della Sera\") che abbia invitato anche Marpionne, deciso a declinare l\'invito. Il marito di Carla Bruni è un altro decisionista che oltre alle scarpe con i tacchi è dotato di una grinta notevole, ma ha fatto capire ai francesi di Peugeot-Citroen che non beccheranno un euro qualora intendessero smobilitare la loro presenza in Francia.

Forse è questa la ragione per cui il manager dal pullover sgualcito ha scelto la strada americana e ha aperto un dialogo con la disastrata Chrysler dal forte contenuto commerciale.

La storia si capovolge. Nel 2000 la General Motors firmò a Milano l\'acquisto del 20% di Fiat Auto e in cambio i torinesi entrarono con il 5,15% nel capitale dell\'azienda americana. La joint-venture fu salutata con enorme entusiasmo, ma tre anni dopo fu proprio Marpionne a chiudere la joint-venture portando al Lingotto 3mila miliardi di vecchie lire. Da quel successo è iniziata l\'irresistibile ascesa del manager italo-canadese al quale si deve la rinascita della Fiat prima del crollo dei mercati.

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Per lui che vive in Svizzera e ha il mondo come orizzonte, il governo italiano è un fantasma, incapace di affrontare il dramma di un\'azienda che dalle istituzioni può ricevere soltanto dosi massicce di cassintegrazione. Ciò che davvero è poco credibile è che Torino sia pronta ad acquistare il 35% di Chrysler perché anche se nell\'accordo non è previsto scambio di denaro, ma soltanto di tecnologie e di reti commerciali, solo un pazzo potrebbe diventare azionista di un\'azienda che sta sull\'orlo dell\'abisso.
Le prossime ore serviranno a capire che cosa c\'è di vero in questa avventura.
 
5 - PROFUMO CEDE le banche acquistate in Turchia e Ucraina?
Avviso ai naviganti: \"Si avvisano i signori naviganti che alle ore 10 i big delle banche italiane, guidati da Corrado Passera, Alessandro Profumo, Alberto Nagel, hanno varcato il portone della Banca d\'Italia per l\'incontro con Mario Draghi. Nel corso della riunione il Governatore distribuirà copia del suo discorso pronunciato venerdì sul tema \"Guido Carli innovatore\" e chiederà ad Alessandro Profumo se sono vere le voci secondo le quali Unicredit starebbe per cedere le sue partecipazioni nelle banche acquistate in Turchia e Ucraina\".

 

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