SIETE PRONTI A INCAZZARVI CON “LA PAGA DEI PADRONI” BY DRAGONI-MELETTI? - DA DOMANI IN LIBRERIA TUTTI I NUMERI DI QUANTO METTONO IN TASCA I ‘MAGNAGER’ - PROFUMO IN UN GIORNO QUANTO UN IMPIEGATO IN UN ANNO: 9 MILIONI e 426MILA EURO

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Introduzione al libro \"La paga dei padroni\", di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti, edito da Chiare Lettere e in libreria da domani.

AlessandroAlessandro Profumo

ISTRUZIONI PER L\'USO

Nove milioni e 426mila euro. È quanto la banca Unicredit ha dato come compenso per il 2007 all\'amministratore delegato Alessandro Profumo. Non sorprende che il cinquantunenne banchiere genovese sia stato il manager italiano più pagato dell\'anno. In poco tempo ha fatto del vecchio Credito Italiano una delle più forti e innovative banche d\'Europa e si è conquistato sul campo una eccellente reputazione professionale. Profumo ha guadagnato oltre 25mila euro al giorno.

Secondo l\'Ires, il centro studi della Cgil, nel 2007 i lavoratori dipendenti italiani hanno percepito in media 24.890 euro lordi. Dunque il numero uno dell\'Unicredit ha incassato ogni giorno quanto un lavoratore medio in un anno. Un normale operaio o impiegato, per mettere insieme quanto Profumo in dodici mesi, dovrebbe lavorare 365 anni. In altri termini, una dinastia di lavoratori medi impiegherebbe almeno dieci generazioni a pareggiare il conto.

Nel 2007 i profitti del gruppo Unicredit sono cresciuti del 9 per cento, il dividendo distribuito agli azionisti dell\'8 per cento, mentre il valore di mercato delle azioni è sceso del 17 per cento. La retribuzione di Profumo è invece aumentata del 39 per cento. Per la Borsa di Milano il 2007 è stato negativo. L\'indice Mibtel, che misura il valore di mercato delle azioni quotate, ha perso il 7,8 per cento.

I cento manager più pagati hanno avuto invece, secondo la classifica pubblicata da «Il Sole 24 Ore», un aumento retributivo del 17 per cento sull\'anno precedente (circa otto volte l\'inflazione) e hanno messo insieme in tutto 403 milioni di euro, in media 4 milioni a testa. Anche nel 2006 i compensi dei cento manager più pagati erano cresciuti del 17 per cento rispetto all\'anno precedente.

Perché? Questo libro si propone di entrare in un mondo che solitamente predilige il segreto ed evita, per quanto possibile, di mostrare i suoi comportamenti ed esporli alla discussione. Un mondo che ama farsi scudo del latinorum della finanza, fatto di parole inglesi roboanti, di fronte alle quali è difficile non sentirsi inadeguati. Chi sgrana gli occhi davanti a espressioni come equity swap, stock option o due diligence fatica a sentirsi legittimato alla critica.

Chi resta interdetto di fronte al gergo bilancistico, e comincia a barcollare quando gli vengono snocciolati il margine operativo lordo, le parti correlate, l\'ammortamento e l\'immobilizzazione immateriale, o sigle come ebit, ebitda e roe, penserà che questa non è cosa per lui. Invece i concetti base della vita economica sono semplicissimi.

Quando qualcuno vende qualcosa a qualcun altro (un oggetto, un servizio o il proprio lavoro), ci sono tre possibilità: o fanno un buon affare entrambi, o uno rifila il bidone all\'altro, o tutti e due fanno una fesseria. I capitani d\'industria, comprensibilmente, accreditano sempre la prima ipotesi, salvo quando litigano e finiscono in tribunale, e allora confessano che si è verificata la seconda. La terza ipotesi è poi più frequente di quanto non si creda, e i due che hanno fatto la fesseria cercano il modo di farla pagare a qualcun altro. Tutto qui, e niente paura.

MatteoMatteo Arpe

Questo viaggio nel capitalismo italiano, raccontato attraverso le retribuzioni dei manager e dei loro «padroni», è basato su dati ufficiali e pubblici, analizzati secondo una logica puramente economica, relegando tra i sottintesi la convinzione che alla base di ogni fatto economico e sociale ci sia anche, sempre, una questione etica.

IPSE DIXIT

1 - \"Concordo con le critiche alle alte remunerazioni della classe dirigente. Io mi ritengo esente...\"
CESARE GERONZI, ex presidente di Capitalia, attuale presidente di Mediobanca.
Nel 2007 ha ricevuto un \"premio alla carriera\" di 20 milioni di euro.

2 - \"Abbiamo trovato il migliore amministratore possibile, l\'abbiamo spostato su Alitalia.\"
SILVIO BERLUSCONI, Porta a Porta, 11 gennaio 2006. Si riferisce a Giancarlo Cimoli, ex amministratore delegato Alitalia, la compagnia che nel 2006 registrerà perdite per 626 milioni di euro. Stipendio di Cimoli, anno 2006: 1 milione e mezzo di euro.

3 - \"Dimenticate l\'antica massima che nulla rende vincenti come il successo: oggi la regola prevalente per i top manager è che niente rende quanto un fallimento.\"
WARREN BUFFETT, riconosciuto nel 2008 dalla rivista Forbes come l\'uomo più ricco del mondo.

RosarioRosario Bifulco

4 - \"Impregilo muove nel mondo circa 19mila persone. Se ognuno riuscisse a risparmiare un solo euro al giorno, l\'azienda ne trarrebbe un beneficio di circa 4 milioni di euro all\'anno. Tutti possono evitare una telefonata o fare, in cantiere, qualche chilometro in meno con un mezzo.\"
PIER GIORGIO ROMITI, ex amministratore delegato di Impregilo, società che ha perso 88 milioni di euro nel 2004 e 358 milioni nel 2005. Nel 2004 Pier Giorgio Romiti ha totalizzato compensi per 2 milioni e mezzo di euro.

5 - \"Correte di più, stringete i denti, e allora dagli spalti vi applaudiranno, perché voi andrete e segnerete. Come fece Napoleone a Waterloo.\"
LUCA LUCIANI, direttore generale Telecom Italia. Era convinto che Napoleone a Waterloo avesse vinto. Stipendio 2007: 844 mila euro.

6 - \"In Italia l\'introito di una banca su ogni conto corrente è in media di 204 euro, contro 186 in Germania, 124 in Francia, 40 in Spagna. E contro una media europea di 133 euro. Solo in Lussemburgo le banche sono più care, 265 euro.\"

\"Nel 2005 il bilancio delle Ferrovie dello Stato ha dichiarato una perdita di 472 milioni di euro... La paga dell\'amministratore delegato Elio Catania è stata di un milione e 930mila euro, di cui 350mila per il raggiungimento degli obiettivi assegnati.\"

SOMMARIO

PierPier Giorgio Romiti

Istruzioni per l\'uso
Gli stipendi d\'oro nel Paese in recessione
L\'Italia dei padroni
Lavoratori improduttivi, impiegati fannulloni,
piccoli imprenditori evasori... E i manager?
PRIMA PARTE
Il potere senza denaro
Pirelli-Telecom: ritratto del capitalismo italiano
L\'ascesa di Tronchetti Provera e le buonuscite record di Buora
e Ruggiero
Cose di casa Agnelli
Romiti, Gabetti, Grande Stevens: la famiglia non si tocca.
La svolta di Marchionne
Come funziona il potere economico
Patti di sindacato e scatole cinesi: tecniche legalizzate di comando
Da Cuccia a Geronzi: il caso Mediobanca
Storie e retroscena del club più esclusivo d\'Italia
I banchieri, crocevia del capitalismo
Geronzi, Bazoli, Passera, Profumo, Arpe

SECONDA PARTE
Famiglie che contano, tra casi giudiziari e laute ricompense
Quel che resta del salotto buono
I Pesenti, i Ligresti, i Romiti, i De Benedetti

I nuovi arrivati
I Berlusconi, i Benetton, i Caltagirone
La bolla degli immobiliaristi
Puri Negri, Zunino e l\'appoggio delle banche
TERZA PARTE
I dipendenti d\'oro
Come nascono le buste paga da record
Gamberale e la società Autostrade, Lina e l\'Impregilo,
Bifulco e la Lottomatica
Quando lo stipendio lo decide il ministro
Scaroni e l\'Eni, Cimoli e l\'Alitalia, bCatania e le Ferrovie
dello Stato
Azionisti poveri, manager ricchi
Tatò, Conti e l\'Enel; Tabacchi, Vedovotto e la Safilo; Colaninno,
Sabelli e la Piaggio; i fratelli Moratti, la Saras e l\'Inter

EPILOGO
Questioni di stile
Dal caso di Luca Luciani alla vicenda Marcegaglia: voci
dalla blogosfera
Post scriptum
Andrea Pininfarina, un imprenditore

 

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