STELLANTIS CADENTE – MIKE MANLEY, UNO DEI PIU’ STRETTI COLLABORATORI DI MARCHIONNE, LASCIA STELLANTIS DOVE ERA RESPONSABILE DELLE AMERICHE. ANDRÀ A GUIDARE AUTONATION (IL PIÙ GRANDE RIVENDITORE AUTOMOBILISTICO MONDIALE CON SEDE IN FLORIDA). JOHN ELKANN: È STATO FONDAMENTALE PER IL GRUPPO E PER IL LANCIO DI STELLANTIS - DAL MIRACOLO JEEP AL VERTICE FCA

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Teodoro Chiarelli per “la Stampa”

 

manley elkann manley elkann

Mike Manley lascia Stellantis dove era responsabile delle Americhe. Dal prossimo primo novembre, quello che è stato uno dei più stretti collaboratori in Fca di Sergio Marchionne, da lui stesso indicato come suo successore, sarà il nuovo amministratore delegato di AutoNation, il più grande rivenditore automobilistico mondiale con sede in Florida: un colosso da 14 milioni di vetture vendute l'anno.

 

Mark Stewart (chief operating officer, Nord America) e Antonio Filosa (chief operating officer, Sud America), membri del comitato esecutivo, d'ora in poi riporteranno direttamente all'amministratore delegato Carlos Tavares. Manley è stato invitato a entrare nel consiglio di amministrazione della Fondazione Stellantis, che si occupa dell'attività filantropica del gruppo.

 

mike manley mike manley

Manley, 57 anni compiuti lo scorso 6 marzo, ha lavorato per vent' anni nel gruppo dell'automotive, gestendo a fianco di Carlos Tavares il progetto di fusione fra Fca e Psa, da cui è nata Stellantis. «Lavorando a stretto contatto con Carlos, è stato determinante nella creazione e nel riuscito lancio di Stellantis - ha sottolineato il presidente John Elkann - Voglio ringraziare Mike per tutto quello che ha fatto con noi negli ultimi 20 anni. Gli anni passati alla guida di Jeep sono stati fondamentali per la trasformazione del brand e poi, in qualità di amministratore delegato di Fca, ha portato l'azienda a raggiungere risultati record in uno dei periodi più difficili della sua storia».

 

mike manley john elkann mike manley john elkann

Inglese di Edenbridge, una laurea in ingegneria alla Southbank University di Londra e un master in business, Manley è entrato nel gruppo Daimler Chryser nel 2000 ed è l'uomo del miracolo Jeep. Ha preso nel 2009 le redini del brand e lo ha portato a un vero exploit di vendite da 300 mila a 1,4 milioni in dieci anni. Successo bissato con il brand Ram. Il 21 luglio del 2018, quattro giorni prima della morte di Marchionne, ha assunto le redini del gruppo Fca. Subito nella mischia. Senza un attimo di respiro. Le spietate leggi del business, del resto, non potevano consentire pause neppure di fronte al dramma che si stava consumando all'Universitatsspital, l'ospedale universitario di Zurigo dove dal 26 giugno era ricoverato l'ad di Fca.

 

CARLOS TAVARES E MIKE MANLEY ANNUNCIANO LA FUSIONE TRA PSA E FCA CARLOS TAVARES E MIKE MANLEY ANNUNCIANO LA FUSIONE TRA PSA E FCA

Una sfida tremenda e un compito gravoso. Ma Manley, modi pacati e volto da attore alla Charles Bronson, ha saputo tenere la barra dritta, sempre supportato dall'azionista e presidente Elkann, fino alle nozze con Psa. In Stellantis, con l'indicazione di Tavares alla guida operativa del gruppo, gli era stata affidata la guida delle regioni americane. «Ho avuto la fortuna di conoscere Mike - racconta Tavares - prima come concorrente, poi come partner e collega nella creazione di Stellantis, ma soprattutto sempre come amico. Fin dai primi giorni delle nostre discussioni, abbiamo condiviso una visione, una convinzione e un impegno davvero comuni ed è su queste solide basi, costruite nel corso degli ultimi anni, che Stellantis ha realizzato i suoi primi risultati impressionanti. Quindi, seppur personalmente dispiaciuto di non avere più Mike come collega, sono anche lieto del suo nuovo ruolo di ceo e felice che si unisca al consiglio di amministrazione della Fondazione Stellantis». E il diretto interessato che dice? «Dopo 20 anni incredibili, stimolanti e divertenti, e con Stellantis che ha iniziato davvero forte sotto la guida di Carlos, è giunto il momento per me di iniziare un nuovo capitolo. Lavorare con Carlos per creare questa straordinaria azienda, con il supporto costante dei nostri azionisti, è stato un enorme privilegio sia dal punto di vista professionale che personale».

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