liliana segre

“DARE DELLA NAZISTA UNA REDUCE DAI CAMPI DI STERMINIO È UNO SFREGIO ALLA VERITÀ” – IL GIP MILANESE HA ACCOLTO L’ISTANZA A PROSEGUIRE L’INCHIESTA SUGLI 86 “HATER” DI LILIANA SEGRE, ACCUSATI DI DIFFAMAZIONE AGGRAVATA DALL’ODIO RAZZIALE – ARCHIVIATA LA POSIZIONE DI 10 DI LORO, TRA CUI QUELLA DI CHEF RUBIO, PERCHÉ LE OFFESE SONO STATE CONSIDERATE “LIBERE OPINIONI POLITICHE” – NUOVI INSULTI CONTRO LA SENATRICE A VITA DOPO LA PARTECIPAZIONE, IL 25 APRILE, ALLA COMMEMORAZIONE DELLA LIBERAZIONE A PESARO…

Estratto dell’articolo di Ilaria Carra per "la Repubblica"

 

liliana segre

Altre sette persone a processo, sempre per diffamazione aggravata dall’odio razziale. Ma ci sono anche nove nuovi indagati per lo stesso reato e accertamenti per dare un nome a 86 autori di insulti via social «dal contenuto diffamatorio » nei confronti di Liliana Segre. […] il gip milanese Alberto Carboni, […] ha di fatto accolto l’istanza a proseguire con il procedimento avanzata da Segre tramite il suo avvocato, Vincenzo Saponara.

 

Perché dare della «nazista», argomenta il giudice, «a una reduce dai campi di sterminio è uno sfregio alla verità e la più infamante delle offese per la reputazione di chi ha speso la propria vita per testimoniare gli orrori del regime e per coltivare la memoria dell’Olocausto».

 

MURALES DI LILIANA SEGRE E SAMI MODIANO SFREGIATI A MILANO

Bersaglio di altri attacchi simili dopo la partecipazione, il 25 aprile, alla commemorazione della Liberazione a Pesaro, Segre è presa di mira da vari fronti. No vax, pro Pal, fazioni che disputano sull’invasione russa in Ucraina, insultatori pretestuosi. Oggetto dell’inchiesta è il fiume di odio dal 2022 alla fine della scorsa estate, diventato poi materia di querele in procura e ai carabinieri.

 

 Il pm Nicola Rossato aveva già mandato a processo 12 leoni da tastiera, chiedendo però di archiviare la posizione di 17 persone, perché le offese erano «libere opinioni politiche». Il senso: la critica politica non può essere un insulto. Un’interpretazione che il gip ha recepito solo nell’archiviare dieci posizioni, tra cui quella del più noto, Chef Rubio. Che aveva accusato Segre di aver «taciuto i crimini contro i palestinesi», con espressioni molto meno caute che, però, per il giudice «rappresentano una manifestazione argomentata del pensiero su un tema politicamente sensibile».

 

CARTELLO CONTRO LILIANA SEGRE AL CORTEO PRO PALESTINA DI MILANO

Frasi di dubbio gusto, discutibili, «oltremodo sgradevoli» ma non diffamatorie verso Segre, destinataria di solidarietà dall’arco politico. Ma per gli altri sette il giudice ha disposto la citazione diretta a giudizio. E nuove e più meticolose indagini su quasi un centinaio di account, tra cui quello di Nicola Barreca, segretario della Lega a Reggio Calabria fino al 2023, quando si è saputo del suo coinvolgimento nello spargere odio social contro la senatrice a vita. Il gip ha ordinato così al pm di richiedere l’acquisizione dei dati telematici dove non era stata fatta, accertamenti su fonti aperte e sui dati personali nei profili social. […]

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