carlo messina giorgia meloni

SDENG! “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – IL NUMERO UNO DI INTESA SANPAOLO, CARLO MESSINA, INTERVIENE NEL BRACCIO DI FERRO TRA BANCHE E GOVERNO, CHE PRETENDE NELLA PROSSIMA MANOVRA ALTRI 5 MILIARDI DI EURO DI “CONTRIBUTO” DAGLI ISTITUTI DI CREDITO E ASSICURAZIONI. E LANCIA UN PIZZINO A GIORGIA MELONI: “L’ANNO SCORSO MI HA CHIAMATO LA PREMIER CHIEDENDOMI DI COLLABORARE A TROVARE UNA SOLUZIONE VOLONTARIA PER POTER CONTRIBUIRE. ABBIAMO  PROPOSTO DI FARE UN ACCORDO ANNUALE, DI RIVEDERLO OGNI ANNO, MA CI È CHIESTO DI FARLO TRIENNALE” – LA BORDATA A SALVINI E GIORGETTI: “SI PARLA MOLTO DEI 50 MILIARDI DI UTILI DEGLI ISTITUTI DI CREDITO, MA NON SI DICE CHE LO STATO INCASSERÀ 25 MILIARDI DI IMPOSTE” – LA PROPOSTA DI TAJANI: “UN CONTRIBUTO ANCHE DA CDP”

1. MANOVRA: MESSINA, HO CREDUTO A MELONI SU ACCORDO TRIENNALE CON BANCHE

Carlo Messina

(LaPresse) - "L'anno scorso, e non è un mistero, l'ha detto lei in un libro di Vespa, mi chiamato Giorgia Meloni chiedendomi di collaborare a trovare una soluzione volontaria per poter contribuire, ci siamo dedicati come banche a far questo con il governo e abbiamo raggiunto un accordo triennale volontario, e siglato dal vicepresidente Tajani, dal ministro Giogetti e dal viceministro Leo con il direttore generale dell'Abi e con il vicepresidente dell'Abi, in cui il contributo era triennale e questo sarebbe stato il contributo richiesto alle banche nei prossimi tre anni. Ci ha creduto, ho parlato con il presidente del Consiglio, certo che ci ho creduto, firmato davanti al ministro dell'Economia".

 

Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti

Così il Ceo di Intesa, Carlo Messina, al Forum di Coldiretti in corso a Roma. "Avevamo proposto di farlo annuale, di rivederlo ogni anno, ci è chiesto di farlo triennale - ha aggiunto Messina - perché così si sarebbe data stabilità al bilancio pubblico e stabilità anche alle banche che non avrebbero dovuto subire ogni anno questa campagna stampa in cui sembra che siamo dei profittatori di questo Paese. Da quel momento sono aumentati i titoli di Stato sottoscritti da parte delle banche, abbiamo sottoscritto molti più titoli di Stato".

 

2. MELONI: «AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO»

Estratto dell’articolo di Massimiliano Jattoni Dall’Asén per www.corriere.it

 

CARLO MESSINA - ANDREA ORCEL

«Avevamo un accordo triennale con il governo. Io ci ho creduto». Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, entra nel braccio di ferro tra banche e governo sulla prossima manovra e chiama direttamente in causa Giorgia Meloni. Lo fa ricordando un'intesa raggiunta appena un anno fa, che avrebbe dovuto garantire stabilità per tre anni, evitando nuove trattative a ogni legge di Bilancio. E che ora, con la richiesta di altri 5 miliardi di euro al settore finanziario, rischia di essere rimessa in discussione.

 

Intervenendo al Forum di Coldiretti a Roma, Messina ricostruisce la nascita di quell'accordo. «L'anno scorso, e non è un mistero, mi ha chiamato Giorgia Meloni», racconta, [...]

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

La trattativa, spiega Messina, si era conclusa con un'intesa triennale (da 10 miliardi complessivi) siglata con il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro Maurizio Leo, insieme ai rappresentanti dell'Abi. Un accordo che, secondo il banchiere, avrebbe dovuto definire il contributo richiesto agli istituti per i successivi tre anni.

 

Il passaggio più significativo riguarda proprio la durata dell'accordo. Messina rivela che le banche avrebbero preferito un'intesa annuale, da rivedere di volta in volta. Fu invece il governo, sostiene, a chiedere un impegno triennale, per assicurare maggiore prevedibilità sia al bilancio pubblico sia agli istituti di credito.

 

INTESA POUR HOMME

«Avevamo proposto di farlo solo annuale, ogni anno di rivederlo, e ci è stato chiesto di farlo triennale», spiega. Una scelta che avrebbe dovuto anche evitare alle banche di ritrovarsi ogni anno al centro di quella che Messina definisce una «campagna stampa in cui sembra che siamo dei profittatori di questo Paese».

 

Il problema è che nel Documento programmatico di bilancio per il 2027, trasmesso a Bruxelles, il governo ha previsto un nuovo contributo di circa 5 miliardi di euro dal settore finanziario, all'interno di una manovra complessiva da 23,5 miliardi.

 

Non è ancora chiaro come l'onere sarà ripartito tra banche, assicurazioni e altri operatori, né quali strumenti saranno utilizzati. Ma il settore bancario considera la richiesta aggiuntiva rispetto agli impegni già assunti lo scorso anno, quando era stata raggiunta un'intesa triennale per circa 10 miliardi. [...]

 

tassa sugli extraprofitti delle banche

Messina invita poi a guardare anche all'altro lato del bilancio delle banche: non soltanto ai profitti, ma alle imposte che il settore versa allo Stato. «Oggi si parla moltissimo degli utili delle banche», osserva, ricordando che i risultati attesi erano già prevedibili lo scorso anno. «Ma quello che non si dice è che a fronte dei 50 miliardi di utili lo Stato incasserà 25 miliardi di imposte».

 

Una cifra che, secondo il numero uno di Intesa Sanpaolo, dovrebbe entrare nel dibattito sul contributo richiesto agli istituti. «Quest'anno 25 miliardi di euro di spesa pubblica sarà finanziata dalle banche», sottolinea. Il messaggio è che, prima ancora di qualsiasi prelievo aggiuntivo, il settore contribuisce già in misura significativa alle entrate pubbliche. «Mi piacerebbe che quando si parla di utili si dicesse anche dei 25 miliardi».

 

3. BILANCIO, TAJANI: CONTRIBUTO DA TUTTO MONDO FINANZIARIO, VORREI ANCHE CDP

antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse

(GEA) -  Rispetto agli eventuali contributi del mondo finanziario alla manovra "per quanto mi riguarda, certamente non tassando i profitti, perché gli extraprofitti non esistono, quindi bisogna trovare un modo per far sì che ci sia un contributo , in un momento particolare, con una situazione che è cambiata a causa delle due guerre, con l'impennata del costo dei prodotti energetici, che, ripeto, non dipende dall'azione del Governo, non dipende dalla situazione italiana, è una situazione mondiale, e quindi bisogna intervenire in maniera straordinaria".

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell'evento Welfare Italia a Roma. "Il contributo del mondo finanziario è importante - ha precisato - ma dovrà essere frutto non di una tassazione sugli extraprofitti, ma di qualche cosa di diverso che non andrà a essere penalizzante. In più, collaborare per aiutare il Paese in questo momento con una visione non punitiva del sistema bancario, del sistema assicurativo e di altri settori imprenditoriali".

 

Tajani ha precisato che in questo senso "si sta lavorando su tutto il mondo finanziario, non soltanto banche e assicurazioni. Io vorrei che fossero coinvolte anche Cassa Depositi e Prestiti e altre realtà. Ripeto, sempre con un'ottica non punitiva e non colpendo i cosiddetti extraprofitti".

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse

 

 

 

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