BIG PHARMA... NESSUN ACCORDO! - SALTA LA FUSIONE DA 400 MILIARDI DI DOLLARI TRA LA BRITANNICA ASTRAZENECA CON LA RIVALE USA, BRISTOL MYERS SQUIBB - LE DUE SOCIETA' ERANO A UN PASSO DALL'INTESA MA, IL 2 AGOSTO, IL "FINANCIAL TIMES" HA RIVELATO LA TRATTATIVA IN CORSO E, IL GIORNO DOPO, LE AZIONI ASTRAZENECA HANNO PERSO IL 9% IN BORSA - GLI INVESTITORI SI CHIEDEVANO PERCHÉ UNA SOCIETÀ IN FORTE CRESCITA COME ASTRAZENECA DOVESSE CARICARSI DEI PROBLEMI DI BRISTOL MYERS, ALLE PRESE CON LA SCADENZA DI UNA SERIE DI BREVETTI...
Estratto dell'articolo di Massimiliano Jattoni Dall'Asén per il "Corriere della Sera"
Pascal Soriot - ceo di astrazeneca
Una maxi operazione da quasi 400 miliardi di dollari, preparata per mesi, con le banche già al lavoro sul finanziamento e un possibile annuncio a metà agosto. Poi, nel giro di poche ore, tutto è saltato. A ricostruire il progetto con cui AstraZeneca puntava ad acquisire la statunitense Bristol Myers Squibb è il Financial Times, che già il 2 agosto scorso aveva rivelato i colloqui.
Le discussioni erano andate avanti per tutta la primavera e all’inizio di agosto avevano raggiunto una fase avanzata. Le parti si avvicinavano a un’intesa sul prezzo e grandi banche americane erano state coinvolte per finanziare la componente in contanti dell’offerta.
AstraZeneca al momento valeva circa 264 miliardi di dollari, contro i 133 miliardi di Bristol Myers. L’operazione avrebbe creato un gruppo con oltre 100 miliardi di ricavi annui.
Dietro l’operazione c’era Pascal Soriot, da quasi quindici anni alla guida di AstraZeneca, che in pubblico aveva più volte sostenuto di non avere bisogno di una grande acquisizione per raggiungere l’obiettivo degli 80 miliardi di ricavi entro il 2030.
A cambiare tutto è stata la fuga di notizie. Il 3 agosto AstraZeneca ha perso il 9% in Borsa, la peggiore seduta dal marzo 2020. Gli investitori si chiedevano perché una società in forte crescita dovesse caricarsi dei problemi di Bristol Myers, alle prese con un pesante patent cliff, ovvero la scadenza di una serie di brevetti: quasi la metà dei ricavi del gruppo americano è infatti esposta alla perdita dell’esclusiva già dal 2028. [...]
All’allarme dei mercati si era aggiunto poi quello di Londra. AstraZeneca è uno dei gioielli dell’industria britannica e il governo aveva costituito una squadra per seguire la vicenda, temendo che l’operazione spostasse ulteriormente il gruppo verso gli Stati Uniti.
Il 2 agosto Reuters aveva confermato i colloqui; il 5, citando una fonte senior, dava notizia dello stop. Come ha ricostruito il Financial Times , il consiglio di AstraZeneca, guidato da Michel Demaré, aveva deciso di interrompere le trattative già il 3 agosto, giorno in cui il titolo crollava in Borsa.


