BRACCIA RUBATE ALL’AGRICOLE – I CONSIGLIERI DI BANCO BPM SONO IN PRESSING SULL’AD, GIUSEPPE CASTAGNA: CHIEDONO ALL’AMMINISTRATORE DELEGATO DI “VALUTARE TUTTE LE OPZIONI STRATEGICHE E INDUSTRIALI”, SENZA FERMARSI ALL’OFFERTA DI MPS. TRADOTTO: SPINGONO CASTAGNA AD APPROFONDIRE UNA POTENZIALE FUSIONE CON LE ATTIVITÀ ITALIANE DI CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM CON IL 29,3% - L'AGRICOLE, CHE NON HA CHIESTO ALLA BCE DI POTER SUPERARE IL 30% DEL BANCO, HA RIVENDICATO IL “DIRITTO” DI ESPRIMERE IL PROPRIO PARERE SU OGNI OPERAZIONE. ANCHE IN ASSENZA DI PREMIO, CON L'OFFERTA DI MPS I FRANCESI DIVENTEREBBERO SOCI DEL NUOVO MAXI-GRUPPO CON QUASI L'11%...
Estratto dell’articolo di Michele Chicco per “La Stampa”
l consiglio di Banco Bpm del 15 settembre potrebbe fare un primo approfondimento sulla potenziale fusione con le attività italiane di Crédit Agricole. Alcuni consiglieri, nelle riunioni di agosto, avrebbero invitato l'amministratore delegato, Giuseppe Castagna, a valutare tutte le opzioni strategiche e industriali che può cogliere l'ex Popolare Milano, senza fermarsi all'analisi dell'offerta di Monte dei Paschi che è piombata su Piazza Meda a ridosso di Ferragosto.
Fonti qualificate riferiscono che alcuni componenti del consiglio avrebbero chiesto all'ad di studiare le varie possibilità in campo, partendo proprio dall'ipotesi di un'operazione con la Banque Verte che è il primo azionista di Bpm con il 29,3% delle azioni. Da Piazza Meda trapela, invece, che non verrà presentata in consiglio alcuna analisi che non sia quella relativa all'offerta pubblica di Mps.
Il giudizio finale sulla proposta del Monte non arriverà la prossima settimana, ma le stesse fonti qualificate non nascondono la «sorpresa» dell'intero consiglio che non si aspettava da Siena un'offerta non sollecitata né tanto meno concordata.
Solo fino a pochi giorni prima, viene ricordato, c'erano stati i colloqui tra Luigi Lovaglio e Giuseppe Castagna per intavolare una fusione amichevole, poi saltata anche per la freddezza di Crédit Agricole.
I quattro consiglieri del board di Bpm indicati dall'azionista francese, viene raccontato, in questi mesi si sono mostrati sempre coerenti con le dichiarazioni pubbliche dei manager della Banque Verte che non fanno mistero di preferire una fusione tra Bpm e Agricole Italia rispetto a ogni altro scenario prospettato dal risiko.
«I quattro consiglieri sono stati silenti quando a giugno è stata approvata la lettera indirizzata a Monte dei Paschi per una fusione consensuale; hanno invece espresso le loro opinioni quando è stato il momento di ritirare il progetto e il giorno della prima valutazione dell'offerta senese».
In quell'occasione il consiglio si è mostrato gelido verso l'acquisizione e ha posto l'accento anche sull'assenza di un premio previsto per i soci del Banco che potrebbero aderire alla proposta di Lovaglio. L'offerta valorizza Bpm poco più di 25 miliardi e ha l'obiettivo di creare il secondo polo bancario italiano per crediti alla clientela grazie all'integrazione del Monte con Bpm e Banca Generali (sulla quale è stata lanciata da Mps una seconda offerta).
L'Agricole, che non ha chiesto alla Bce di poter superare il 30% del Banco, nelle scorse settimane ha però rivendicato il «diritto» di esprimere il proprio parere su ogni operazione che riguarda Banco Bpm «in termini di interesse strategico, rischio di esecuzione e capacità di creare valore a lungo termine per tutti gli azionisti». Anche in assenza di premio, con l'offerta di Mps per i francesi ci sarebbe la possibilità di spiccare nel libro soci del nuovo gruppo con quasi l'11% delle azioni. […]
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CREDIT AGRICOLE
giampiero maioli
SEDE DI BANCO BPM A PIAZZA MEDA - MILANO
Giuseppe Castagna - PRIMA DELLA SCALA 2024




