BUON VIAGGIO UN CAZZO! – MENTRE È INIZIATO IL GRANDE ESODO ESTIVO, CON MILIONI DI ITALIANI IN AUTO, IL PREZZO DELLA BENZINA SFIORA I DUE EURO AL LITRO: IN CINQUE MESI È AUMENTATO DEL 19,6%. EPPURE L’ARMATA BRANCA-MELONI, TRA SCAZZI E VUOTI PROCLAMI, HA RINNOVATO IL TAGLIO DELLE ACCISE SOLAMENTE PER IL DIESEL, CHE HA SFONDATO ORMAI IL TETTO DEI DUE EURO AL DISTRIBUTORE – GLI AUTOTRASPORTATORI SONO INCAZZATI NERI CON IL GOVERNO: LA CGIA DI MESTRE HA CALCOLATO CHE UN PIENO DI GASOLIO PER UN TIR COSTA IN MEDIA 180 EURO IN PIÙ RISPETTO A PRIMA DELLO SCOPPIO DELLA GUERRA NEL GOLFO – SE LA SITUAZIONE NON DOVESSE MIGLIORARE, I RINCARI PER LE FAMIGLIE E LE IMPRESE ITALIANE COSTEREBBERO NELL’INTERO 2026 QUASI 29 MILIARDI DI SPESA ENERGETICA IN PIÙ…
Estratto dell’articolo di Fausta Chiesa per il “Corriere della Sera”
giancarlo giorgetti alla camera foto lapresse 10
Non c’è stato ieri, primo giorno del grande esodo estivo, l’atteso sorpasso dei due euro al litro della benzina. I prezzi al distributore — in base ai dati Mimit, il prezzo medio in modalità self service era pari a 1,998 euro per la benzina e 2,092 euro per il gasolio, su cui (soltanto per il diesel), martedì scorso 28 luglio è scattato il nuovo taglio delle accise da 17 centesimi.
La benzina — che in cinque mesi è salita del +19,6% e vale a dire 33 centesimi in più in base a calcoli della Cgia di Mestre — potrebbe superare la soglia psicologica dei due euro oggi. [...]
«I rincari dei prezzi alla pompa registrati in queste ultime settimane, purtroppo — scrive la Cgia di Mestre - non si stanno abbattendo solo su famiglie e pendolari, ma anche sui piccoli autotrasportatori». [...]
Dall’inizio del conflitto nel Golfo Persico il prezzo del diesel è salito del 20,9 per cento, ovvero 36 centesimi in più al litro e oggi fare il pieno per un autocarro sotto le 7,5 tonnellate costa 1.040 euro, 180 euro in più del 27 febbraio scorso, calcola sempre l’associazione che rappresenta gli artigiani, i lavoratori autonomi e le piccole e medie imprese.
E — sottolinea la Cgia — «il credito d’imposta da oltre 320 milioni introdotto per alleggerire la componente fiscale del diesel interessa solo il 22% circa dei mezzi pesanti circolanti».
Se la situazione non migliorasse, i rincari per le famiglie e le imprese italiane costerebbero nell’intero 2026 quasi 29 miliardi di spesa energetica in più. Il rincaro maggiore riguarderà benzina e diesel, con 13,6 miliardi (+20,4% rispetto al 2025), poi l’energia elettrica con 10,2 miliardi (+12,9%) e poi il gas con 5 miliardi (+14,6%).
adolfo urso matteo salvini e giancarlo giorgetti - foto lapresse
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BENZINA E CARO CARBURANTI - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI
