BYE BYE PIAZZA AFFARI! – È BOOM DI RITIRI DI SOCIETÀ DAL LISTINO DI MILANO: 11 IN SEI MESI. UNA “FUGA” CHE SI CONSUMA NEL MOMENTO IN CUI LA BORSA REGISTRA IL PRIMATO STORICO DI CAPITALIZZAZIONE, CON 1.209 MILIARDI DI EURO NEL PRIMO SEMESTRE DELL’ANNO E UN AUMENTO DEL VALORE PARI AL 12,3% RISPETTO A FINE 2025 – L'EURONEXT GROWTH MILAN, IL MERCATO PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, FA REGISTRARE IL RECORD DI DELISTING, CIOÈ L'USCITA DAL MERCATO AZIONARIO – DA NEWCLEO A BENDING SPOONS, GLI “UNICORNI” ITALIANI PREFERISCONO QUOTARSI AL NASDAQ
Estratto dell’articolo di Emanuele Bonini per “La Stampa”
Piazza Affari non è più la stessa: il numero delle società quotate è in calo. Quante escono dalla Borsa non sono sostituite da nuovi arrivi, per una «fuga» che si consuma nel momento in cui la Borsa Milano conosce il periodo di maggiore ricchezza e crescita.
È quanto emerge dal Bollettino statistico mercati e dal rapporto Capital markets in Italy pubblicati dalla Consob. L'aggiornamento relativo al primo semestre 2026 registra il record storico di capitalizzazione, con 1.209 miliardi di euro e un aumento del valore pari al 12,3% rispetto a fine 2025, mentre il Ftse Mib, l'indice azionario di riferimento è cresciuto del 15%, migliore performance tra le grandi Borse europee […]
piazza affari - borsa di milano - capitalizzazione e delisting nel 2026
A questa crescita si accompagna però una riduzione del numero di compagnie attive sul mercato finanziario. […]
In sostanza non ci sono nuove aziende che si quotano in borsa. Contestualmente l'Euronext Growth Milan (Egm), il mercato di crescita per le piccole e medie imprese, fa registrare il record storico di delisting netti, cioè le cancellazioni dalla lista e l'uscita dal mercato azionario.
C'è di più: chi si è quotato in Borsa di recente ha preferito altre piazze. Lo dimostrano Newcleo e Bending Spoons, rispettivamente società italiana attiva nello sviluppo del mini-reattori nucleari modulari di nuova generazione e azienda sviluppattrice di applicazioni per telefonia mobile: entrambe si sono quotate negli Stati Uniti, preferendo Nasdaq a Borsa Italiana.
Nel giro di sei mesi Milano ha perso un totale di 11 società: tre hanno abbandonato il mercato principale Exm e otto sono uscite dal mercato delle Pmi. L'andamento, spiega il rapporto Capital Markets in Italy, si inserisce in una «più ampia trasformazione dei mercati finanziari globali».
Quanto all'Italia, è vero, «le operazioni di delisting da parte dei private equity hanno visto un forte aumento», riconosce l'amministratore delegato di Intermonte, Guglielmo Manetti, ma c'è un problema di «narrativa sulla quotazione, troppo spesso percepita come approdo riservato alle grandi aziende», spiega. «Alle imprese - aggiunge - viene presentata spesso come alternativa secca tra la vendita a un partner industriale o l'ingresso di un fondo».
L'approdo sul mercato azionario «rappresenta invece una terza strada, che consente di accedere a capitali pazienti senza diluire il controllo familiare, di introdurre una disciplina gestionale che rafforza l'impresa dall'interno e di aprire le porte agli investitori internazionali». […]
Borsa Italiana ha un potenziale da sfruttare, perché, rileva Manetti, ci sono «quasi 5 milioni di Pmi non quotate, di cui tra 5.000 e 10.000 già potenzialmente idonee alla quotazione». Piccole e medie imprese che «generano il 63% del valore aggiunto nazionale e il 76% dell'occupazione», e dunque «un peso economico enorme, quasi del tutto assente dal listino». […]




