CDP CONTINUA A SBATTERE LA “TESTA” CONTRO IL MURO – NONOSTANTE LE DUE SCONFITTE IN TRIBUNALE, CASSA DEPOSITI E PRESTITI PRESENTA UN TERZO RICORSO CONTRO EURONEXT, AL TRIBUNALE DI AMSTERDAM, CONTRO IL RINNOVO DI FABRIZIO TESTA COME AD DI BORSA ITALIANA, CHE AVREBBE VIOLATO I PATTI PARASOCIALI DEL 2020 – L’AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA CASSA, SCANNAPIECO, CHE NE FA UN PROBLEMA DI REGOLE E NON DI PERSONE (QUINDI NON CONTRO TESTA), EVOCA IL GOLDEN POWER DEL GOVERNO...
CDP SBATTE LA “TESTA” CONTRO IL MURO – L’ENNESIMA SCONFITTA DELLA “CASSA” CONTRO EURONEXT NON FERMA L’AD, DARIO SCANNAPIECO, CHE VUOLE PRESENTARE UNA TERZA CAUSA IN OLANDA CONTRO LA SOCIETÀ FRANCESE - IL DISSIDIO SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA COME AD DI EURONEXT NASCE DALLA TIGNA DI SCANNAPIECO, CHE, CHIAMANDO IN CAUSA I PATTI PARASOCIALI DEL 2020, CHIEDE DI PROCEDERE CON UNA ROTAZIONE TRA DIRIGENTI. È SOLO UNA SCUSA CHE NASCONDE LE MIRE DI “PA-FAZZO” CHIGI: LA “FIAMMA MAGICA, VIA CDP, SOGNA DI METTERE AL POSTO DI TESTA UNA PERSONA VICINA AI CAMERATI DI GOVERNO (L’EX DG DEL TESORO MARCELLO SALA, PROTAGONISTA, PUR SENZA ESSERE INDAGATO, DELL’INCHIESTA SUL CONCERTO?)
CDP, CAUSA IN OLANDA CONTRO EURONEXT “IL GOVERNO PUÒ USARE IL GOLDEN POWER”
Estratto dell’articolo di Claudia Luise per “La Stampa”
«Una conferma è sempre possibile, ma deve essere il risultato di una valutazione, non un automatismo». Dario Scannapieco, ad di Cassa depositi e prestiti, lo ribadisce davanti alla commissione banche del Senato.
Proprio da questa valutazione nasce la battaglia legale che ha portato Cdp a presentare un terzo ricorso contro Euronext al tribunale di Amsterdam sulla procedura di rinnovo dei vertici di Borsa Italiana e Mts, aprendo una nuova fase del confronto sulla governance delle infrastrutture di mercato.
Dario Scannapieco - il roadshow di Confindustria e Cassa Depositi e Prestiti a bari
«Esauriti i rimedi d'urgenza, abbiamo instaurato in Olanda un giudizio ordinario di merito, che è la sede propria per un accertamento pieno e definitivo. È lì che faremo valere le nostre ragioni, sostenute da due pareri legali, italiano e olandese, tra loro concordi», sottolinea Scannapieco, precisando che una decisione è attesa nell'arco di circa dodici mesi. La controllata Cdp Equity ha chiesto ai giudici olandesi «l'accertamento del diritto» relativo al meccanismo di nomina degli amministratori di Borsa Italiana e Mts.
Secondo la ricostruzione della Cassa, azionista di Euronext con una quota di circa l'8%, gli accordi sottoscritti in occasione dell'acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext prevedono che il rinnovo delle posizioni apicali sia preceduto da una procedura di selezione.
«Se le parti hanno concordato che l'asset è strategico e in conseguenza di questo hanno negoziato specifici impegni e garanzie di governance, va da sé che queste prerogative di governance devono sussistere e permanere nel tempo», osserva il chief legal officer di Cdp, Alessandro Tonetti, in Commissione. In caso di esito favorevole della controversia, aggiunge, Cdp potrà chiedere «un giudizio di ottemperanza per imporre ad Euronext la rimozione degli amministratori» confermati il 20 maggio: Fabrizio Testa come ad e Claudia Parzani come presidente.
Sulla vicenda si inserisce anche il tema del Golden power.
Tonetti, infatti, ricorda in commissione che Borsa Italiana rientra tra gli asset coperti dalla disciplina dei poteri speciali dello Stato. «Il Golden power è una prerogativa che spetta al governo, quindi sarà il governo a determinarsi.
Poiché l'asset rientra nell'ambito del Golden power, ovviamente il Governo, nel momento in cui l'ha esercitato in passato, potrebbe esercitarlo», spiega, aggiungendo però che «questo è quello che prevede la disciplina, poi altra cosa sono le valutazioni di opportunità e necessità che spettano all'autorità preposta». Il governo era già intervenuto con il Golden power quando Borsa fu acquisita da Euronext e ora Palazzo Chigi sta monitorando la situazione.
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La vicenda nasce dal rinnovo di Testa alla guida di Borsa Italiana e di Proni a capo di Mts. Euronext ha ritenuto che gli accordi del 2020 consentissero la riconferma degli amministratori uscenti senza l'avvio di una nuova procedura. Cdp sostiene invece che la procedura debba essere attivata a ogni rinnovo di mandato, così da consentire una valutazione comparativa delle candidature.
Sul piano giudiziario, Cdp ha già incassato due decisioni sfavorevoli. Sia il Tribunale di Amsterdam sia il Tribunale di Milano hanno respinto due ricorsi d'urgenza presentati per bloccare le nomine. [...]



