LA CINA È PIÙ PICCINA – PER LA PRIMA VOLTA PECHINO AMMETTE UN RALLENTAMENTO DELLA SUA ECONOMIA! IL PREMIER LI QIANG ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL POPOLO HA DELINEATO AL RIBASSO GLI OBIETTIVI DI CRESCITA DEL PIL CINESE: PER IL 2026 LE PREVISIONI PARLANO DI UNA CRESCITA CHE TOCCHERÀ IL 4,5-5%, IL TRAGUARDO PIÙ BASSO DAL 1991 – LA COLPA? “I RISCHI GEOPOLITICI CONTINUANO AD AUMENTARE”. MA ANCHE I GUAI INTERNI, BOLLA IMMOBILIARE IN PRIMIS, CONTRIBUISCONO…
Estratto dell’articolo di Paolo Salom per il “Corriere della Sera”
Il Medio Oriente è in fiamme. Ma La Cina non cambia una virgola nella successione dei suoi appuntamenti politico-economici. ieri il premier Li Qiang ha pronunciato il discorso di apertura della sessione annuale dell’Assemblea nazionale del popolo, il parlamento.
Davanti a circa tremila delegati, Li ha definito «davvero straordinario» l’anno appena trascorso, soffermandosi sullo «sviluppo dinamico, guidato dall’innovazione e di alta qualità» raggiunto dalla Cina nonostante «l’aumento dei rischi geopolitici», «il rampante protezionismo» e «problemi vecchi e nuovi» in ambito domestico.
xi jinping e la crisi dell economia cinese
«Siamo consapevoli delle difficoltà e delle problematiche che dobbiamo affrontare», ha detto il premier, riferendosi in particolare allo squilibrio nazionale tra domanda e offerta, alla fragilità del settore immobiliare e alla «corruzione ancora frequente in certi settori».
Poi, e qui sta la grande novità macroeconomica, il primo ministro e uomo di fiducia del presidente Xi Jinping ha delineato al ribasso gli obbiettivi di crescita del Pil cinese, il secondo al mondo dopo quello Usa.
Dunque per il 2026 — anno inaugurale del quindicesimo piano quinquennale — le previsioni governative parlano di una crescita che toccherà il 4,5-5% (nel 2025 è stata del 5% ufficiale, 3,9% reale): comunque un traguardo che appare il più basso dal 1991, secondo alcuni analisti.
Nel suo discorso, Li ha riconosciuto apertamente le difficoltà che il Paese si trova ad affrontare in questa congiuntura (al netto della crisi petrolifera innescata dalla guerra in Medio Oriente).
«Pur riconoscendo i nostri risultati, siamo pienamente consapevoli delle difficoltà e delle sfide», ha detto il premier. «L’impatto dei cambiamenti nell’ambiente esterno si sta intensificando, i rischi geopolitici continuano ad aumentare, la dinamica dell’economia globale resta debole e multilateralismo e libero scambio sono sottoposti a forti pressioni».
Anche sul piano interno, ha aggiunto, «lo sviluppo e la trasformazione economica affrontano ancora molti problemi ereditati dal passato e nuove sfide». Secondo le stime degli economisti, la crescita reale della Cina nel 2026 dovrebbe attestarsi in media attorno al 4,5%.
NAVE CARGO A QINDAO, CINA
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