LA CINA NON CI STA SOLO VENDENDO PRODOTTI PATACCA: CI STA STRANGOLANDO – “LE MONDE”: “FACENDO CONCORRENZA ALLE NOSTRE AUTO, AI NEGOZI DI ABBIGLIAMENTO, AGLI ELETTRODOMESTICI, ALLE INDUSTRIE CHIMICHE E FARMACEUTICHE, QUESTA ONDATA DI PRODOTTI CINESI A PREZZI STRACCIATI ASFISSIA LE NOSTRE INDUSTRIE, MINACCIA I NOSTRI POSTI DI LAVORO E, DI RIFLESSO, PROSCIUGA I CONTRIBUTI SALARIALI E PATRONALI, PILASTRI DELLA NOSTRA PROTEZIONE SOCIALE” – “I NUMERI SONO ELOQUENTI. OGNI GIORNO, IL DEFICIT COMMERCIALE EUROPEO NEI CONFRONTI DELLA POTENZA ASIATICA CRESCE DI 1 MILIARDO DI EURO. UN FENOMENO ATTRIBUITO DAGLI EUROPEI AI MASSICCI SUSSIDI CONCESSI DALLE AUTORITÀ CINESI ALLE PROPRIE IMPRESE E ALLA SOTTOVALUTAZIONE DELIBERATA DELLO YUAN…”
Sintesi dell’articolo di “Le Monde” – dalla rassegna stampa estera di “Epr comunicazione”
xi jinping durante la videoconferenza con i leader europei
Il riequilibrio degli scambi tra Europa e Cina sarà al centro di un incontro di negoziazione dell’Europa con Pechino l’8 e il 9 ottobre. Ma sulla riunione aleggia già odore di guerra commerciale – scrive Le Monde
Le relazioni commerciali con la Cina e le azioni da intraprendere nei confronti di Pechino entreranno nella campagna per le elezioni presidenziali del 2027?
A prima vista non è detto, visto che i dibattiti economici si concentrano sul potere d’acquisto, i tagli al bilancio e la crescita dei tassi di interesse del debito pubblico.
antonio costa - xi jinping - ursula von der leyen
Tuttavia, la visita in Cina del commissario europeo al commercio, Maros Sefcovic, l'8 e il 9 ottobre, potrebbe cambiare le cose.
Le trattative previste in questa occasione, presentate da Bruxelles come l'ultima tappa di una lunga consultazione per riequilibrare gli scambi tra l'Unione Europea (UE) e la Cina, accendono i riflettori su un tema cruciale: la minaccia che le importazioni cinesi rappresentano per il finanziamento del nostro modello sociale, già indebolito dallo stato delle finanze pubbliche, dalla crescita debole e dall’ invecchiamento della popolazione.
UE STRITOLATA TRA USA E CINA - VIGNETTA BY ITALIA OGGI
Facendo concorrenza alle nostre auto, ai negozi di abbigliamento, agli elettrodomestici, ai pneumatici, alle industrie chimiche e farmaceutiche e domattina ai nostri aerei; indebolendo le ambizioni di reindustrializzazione, questa ondata di prodotti cinesi a prezzi stracciati asfissia le nostre industrie, minaccia i nostri posti di lavoro e, di riflesso, prosciuga i contributi salariali e patronali, pilastri della nostra protezione sociale. [...]
I numeri che illustrano la forza del schiacciasassi cinese sono eloquenti. Ogni giorno, il deficit commerciale europeo nei confronti della potenza asiatica cresce di 1 miliardo di euro, per il doppio effetto di un calo delle esportazioni europee in Cina e di un aumento delle importazioni dalla Cina nel Vecchio Continente.
DAZI UE SULLE AUTO ELETTRICHE CINESI
Un fenomeno attribuito dagli europei ai massicci sussidi concessi dalle autorità cinesi alle proprie imprese e alla sottovalutazione deliberata dello yuan, oltre che all’incapacità dell’UE di difendere il proprio mercato e costruire un ecosistema favorevole alla competitività e all'innovazione.
Arsenale di ritorsioni
Tuttavia, le cose iniziano a muoversi. Dopo decenni di apertura del mercato guidata solo dalla difesa del consumatore, Bruxelles cerca ora di proteggere i produttori. Negli ultimi mesi sono state erette diverse barriere protezionistiche, dalla tassa sul carbonio alle frontiere all’aumento dei dazi sull’acciaio e sulle auto elettriche, fino alla tassazione dei piccoli pacchi.
La Commissione Europea intende spingersi oltre, introducendo criteri di preferenza europea nell’assegnazione degli appalti pubblici e degli aiuti all’acquisto. Inoltre, si dice pronta, in caso di rifiuto di Pechino di ridefinire le regole commerciali, a utilizzare tutti “gli strumenti a sua disposizione”.
Una postura di confronto a cui Pechino ha subito risposto. Il governo di Xi Jinping ha già avvertito che reagirà con forza, forte di un arsenale di ritorsioni colossale, a partire dalla limitazione o dal divieto di esportazione delle terre rare — metalli strategici necessari per settori come l'energia, la difesa, l'intelligenza artificiale e lo spazio, di cui Pechino detiene il quasi-monopolio.
UNIONE EUROPEA E CINA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA
Come avvertimento, il ministero del Commercio cinese ha già annunciato l'apertura di un'indagine antidumping sulle importazioni di un prodotto chimico europeo a basso costo utilizzato nella fabbricazione di farmaci, facendo aleggiare un clima di guerra commerciale sulle trattative.
Un scenario che i Ventisette avranno difficoltà a evitare se vogliono davvero reindustrializzarsi.
L'Europa deve accettare, nel breve termine, di pagare il costo di un braccio di ferro con la Cina, in particolare in termini di aumento dei prezzi legato al rafforzamento delle barriere doganali.
In piena ripresa dell'inflazione, un confronto con Pechino non arrives nel momento migliore, soprattutto alla vigilia di una serie di scadenze elettorali nel 2027 in cui la difesa del costo della vita e del modello sociale sarà centrale.
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