DIETRO LA PROPAGANDA MELONIANA, CI SONO I NUMERI REALI. E SONO IMPIETOSI – L’ISTAT HA RIVISTO AL RIBASSO LA CRESCITA DEL PIL NEL 2025 (+0,5%), HA CERTIFICATO L’AUMENTO DELLA PRESSIONE FISCALE (ARRIVATA AL 42,4%) E IL DEFICIT OLTRE IL 3%, CHE NON PERMETTE ALL’ITALIA DI USCIRE DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE UE. UN BEL PROBLEMA, PERCHÉ NON CONSENTE AL NOSTRO PAESE DI OTTENERE I PRESTITI AGEVOLATI EUROPEI “SAFE” PER LA DIFESA – GIORGETTI SI APPELLA AL “COLPO DI CODA DEL SUPERBONUS” E SPERA NELLE STATISTICHE CHE EUROSTAT PUBBLICHERÀ IL PROSSIMO 22 APRILE…
Estratto dell’articolo di Rosaria Amato per “la Repubblica”
Pil in rialzo dello 0,5%, pressione fiscale al 43,1% e deficit al 3,1%, qualche decimale di troppo per permettere all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione europea per deficit eccessivo. I dati Istat su Pil e indebitamento «sono la Caporetto del governo», afferma l'ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
Il Mef ribatte che non è ancora detta l'ultima parola: «È un dato provvisorio, prima delle comunicazioni che l'Italia farà all'Ue. - dice il ministro Giancarlo Giorgetti - Cercheremo di capire le valutazioni Istat. Peccato per il colpo di coda del Superbonus condomini, causa principale del dato di oggi».
«Per una volta, guardatevi allo specchio e smettetela di cercare scuse puerili, avete portato il Paese sull'orlo del baratro», obietta il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli.
[...] ci sono due variabili che potrebbero avere un impatto sulla misurazione dell'indebitamento. Si tratta, spiega l'Istat, della stima del Superbonus 2025 (e in particolare dell'ultimo periodo, che si conclude il 15 marzo 2026) e della valutazione contabile dei conti Pnrr, in particolare dei prestiti e dei contributi a fondo perduto.
GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE
Per quanto riguarda il Superbonus, potrebbero esserci delle integrazioni rispetto alle stime, sulla base delle informazioni messe a disposizione dall'Agenzia delle Entrate.
E per il Pnrr invece più che i dati in sé a variare potrebbero essere le modalità di registrazione, che i Paesi membri dell'Unione stanno concordando in questi giorni. Sulla base degli ultimi dati e delle ultime indicazioni, l'Istat potrebbe rivedere le stime pubblicate ieri, per poi comunicarle a Eurostat il 31 marzo.
Eurostat pubblicherà le statistiche validate il 22 aprile e poi, spiega un portavoce, la Commissione Ue «valuterà la situazione del disavanzo dell'Italia nell'ambito del pacchetto di primavera del semestre europeo 2026, sulla base dei dati di consuntivo 2025».
La mancata uscita dalla procedura d'infrazione Ue peraltro non permetterebbe all'Italia di ottenere i prestiti agevolati Safe per la difesa: solo i Paesi i cui conti pubblici non sono "attenzionati" possono attivare la clausola di salvaguardia prevista dal Patto di stabilità per escludere la spesa militare aggiuntiva dai calcoli per il rispetto dei vincoli Ue.
A deludere non è solo il disavanzo, ma anche la pressione fiscale, in aumento rispetto al 42,4%, nonostante il taglio del cuneo varato con l'ultima legge di Bilancio, ma anche «rispetto al livello del 2022 (41,7%), quando si è insediato il governo Meloni», ricorda il responsabile Economia del Pd Antonio Misiani, [...]
Livelli da record assoluto - ribadisce il il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone - a dispetto degli slogan sulla riduzione delle tasse con cui il centrodestra ci ha martellato per anni». [...]




