LA DIPLOMAZIA DEI CHIP - IL COLOSSO STATUNITENSE NVIDIA RIPRENDE LE VENDITE IN CINA DEI SUOI MICROPROCESSORI DOPO LO STOP DI TRUMP: BYTEDANCE, LA CASA MADRE DI TIKTOK, SPENDERÀ OLTRE 12 MILIARDI DI EURO PER ACQUISTARE I MICROCHIP DELL’AZIENDA DI JENSEN HUANG – PECHINO DEVE ANCORA DECIDERE SE CONSENTIRE LE IMPORTAZIONI: I FUNZIONARI COMUNISTI TEMONO CHE L'ACCESSO A CHIP STRANIERI AVANZATI POSSA RALLENTARE LO SVILUPPO DELL'INDUSTRIA NAZIONALE DEI SEMICONDUTTORI – PER “REUTERS” CI SAREBBE ALLO STUDIO UNA PROPOSTA CHE RICHIEDEREBBE ALLE SOCIETÀ CINESI DI…
Estratto dell’articolo di Gianluca Modolo per “la Repubblica”
Cento miliardi di yuan (12,2 miliardi di euro) nel 2026: […] È quanto prevede di spendere il colosso tecnologico cinese ByteDance (proprietaria, tra le altre cose, del social TikTok) per i chip di intelligenza artificiale di Nvidia, «se alla società statunitense sarà consentito vendere i suoi H200 in Cina», come riporta il South China Morning Post, giornale di Hong Kong. […]
A dicembre l'amministrazione Usa di Donald Trump ha dato il via libera alla vendita degli H200 alla Cina con una commissione del 25%, revocando il divieto della precedente amministrazione di Joe Biden sulle esportazioni di chip IA avanzati verso il Paese asiatico.
Tuttavia, il governo di Pechino sta ancora decidendo se consentire tali importazioni: […] i funzionari comunisti temono che l'accesso a chip stranieri avanzati possa rallentare lo sviluppo dell'industria nazionale dei semiconduttori.
XI JINPING - CHIP STATUNITENSI
Mentre i produttori di chip cinesi sono riusciti a realizzare prodotti che rivaleggiano con l'H20 in termini di prestazioni, non esistono ancora equivalenti "made in China" del più avanzato H200. Come riportava l'agenzia Reuters nelle scorse settimane, ci sarebbe allo studio una proposta che richiederebbe alle società cinesi di abbinare ogni acquisto di H200 a una certa percentuale di chip prodotti internamente.
[…] Nvidia spera di consegnare i suoi chip H200 ai clienti cinesi prima delle festività del Capodanno lunare, a metà febbraio. «I gruppi tecnologici cinesi hanno mostrato un forte interesse per il processore, il secondo chip IA più potente di Nvidia, anche se Pechino non ha ancora approvato alcun acquisto. Pechino ha cercato di trovare un equilibrio tra l'accelerazione dello sviluppo dell'IA e la promozione dell'adozione di chip nazionali», scrive ancora il quotidiano di Hong Kong.
Secondo i calcoli di Reuters, «le aziende tecnologiche cinesi hanno effettuato ordini per oltre 2 milioni di chip H200 per il 2026, mentre Nvidia attualmente dispone solo di 700mila unità in magazzino» e per tale ragione l'azienda statunitense «ha contattato la taiwanese Tsmc per aumentare la produzione».
Che il clima nel mondo del commercio dei chip sia notevolmente più disteso lo dimostra anche che nel frattempo gli Stati Uniti abbiamo dato alla Tsmc la licenza di inviare materiale dai propri stabilimenti Usa a quelli di Nanjing per consentire la piena operatività di tutti gli impianti

