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PRONTI, SI SBANCA! – ALLA PROPOSTA DI BANCO BPM PER UNA FUSIONE CON MONTE DEI PASCHI DI SIENA RISPONDE SUBITO INTESA SANPAOLO, CHE HA CONVOCATO UN CDA STRAORDINARIO E PREPARA UNA CONTROFFERTA: LA BANCA GUIDATA DA CARLO MESSINA SI MUOVERA’ IN TANDEM CON BPER, CON L'AVALLO DI UNIPOL, PRESIEDUTA DA CARLO CIMBRI, CHE HA ASSOLDATO ALBERTO NAGEL COME ADVISOR – INTESA RILEVEREBBE LA CONTROLLATA MEDIOBANCA, E DI CONSEGUENZA IL SUO 13% DI GENERALI, VERO OBIETTIVO DI MESSINA. MENTRE BPER ACQUISIREBBE LE ATTIVITÀ BANCARIE DI MPS – DIETRO ALLA MOSSA DI INTESA C’E’ L’INPUT DI GIORGIA MELONI, CHE NON INTENDE LASCIARE GENERALI IN MANO ALLA LEGA?

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SI RIPARTE CON IL RISIKO BANCARIO! BANCO BPM HA PROPOSTO A MPS DI DISCUTERE UNA FUSIONE...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Articolo di Silvia Sciorilli Borrelli, Simon Foye Lee Harris per www.ft.com

 

CARLO MESSINA

Intesa Sanpaolo sta preparando un'offerta congiunta con BPER per Monte dei Paschi di Siena, poche ore dopo che la rivale Banco BPM ha scritto al consiglio di amministrazione di MPS proponendo un'operazione di fusione da 50 miliardi di euro per creare un nuovo "campione nazionale" nel settore bancario italiano.

 

Secondo cinque fonti a conoscenza delle trattative, BPER, il quinto istituto di credito italiano per dimensioni, acquisirebbe le attività bancarie di MPS, mentre Intesa, la maggiore banca del Paese, rileverebbe la sua controllata Mediobanca, recentemente acquisita, e di conseguenza la sua partecipazione del 13% nella compagnia assicurativa Generali. Intesa sta attualmente tenendo una riunione del consiglio di amministrazione per definire i dettagli dell'offerta congiunta con BPER, che potrebbe essere formalizzata già domenica sera, secondo tre delle fonti.

 

giuseppe castagna banco bpm

Intesa e BPER non hanno risposto alle numerose richieste di commento. MPS ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcuna presunta offerta congiunta da parte di Intesa e BPER. Le tre persone a conoscenza della questione hanno affermato che, sebbene l'esito della riunione del consiglio di amministrazione di domenica fosse incerto, sia Intesa che BPER stavano monitorando MPS nelle ultime settimane.

 

Un'offerta da parte di Intesa e BPER creerebbe una competizione diretta con Banco BPM, che domenica aveva comunicato a MPS il proprio interesse a valutare una fusione. BPM, con sede a Milano, ha dichiarato che il suo consiglio di amministrazione aveva "approvato all'unanimità" l'iniziativa di contattare MPS per esprimere interesse ad "avviare discussioni volte a valutare e concordare una potenziale fusione negoziata tra i due istituti". BPM ha affermato che una fusione con MPS, la banca più antica del mondo, "creerebbe un nuovo campione nazionale".

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

La fusione prevista darebbe vita a un gruppo combinato con una capitalizzazione di mercato superiore a 50 miliardi di euro, ha dichiarato BPM, e potrebbe offrire alla banca maggiori opzioni strategiche, anche in merito alla potenziale cessione della partecipazione di MPS in Generali.

 

BPM non ha reso noti i termini finanziari della sua proposta. MPS ha dichiarato di aver ricevuto la proposta di BPM e di volerla valutare. Venerdì, alla chiusura delle contrattazioni a Milano, BPM aveva una capitalizzazione di mercato di 20,3 miliardi di euro, mentre MPS era valutata a 27,3 miliardi di euro.

 

Luigi Lovaglio

Funzionari italiani hanno dichiarato al Financial Times che l'offerta di BPM è osteggiata da alcuni settori dell'establishment del Paese e che il governo italiano probabilmente nutre delle riserve, poiché il maggiore azionista di BPM è il francese Crédit Agricole.

 

Il gruppo francese finirebbe per avere il controllo indiretto del 13% di Generali, un importante investitore in obbligazioni italiane, hanno affermato i funzionari; una posizione che il governo di Giorgia Meloni non vede di buon occhio. Roma si è già espressa in passato contro un'eventuale fusione tra le divisioni di gestione patrimoniale di Generali e il gruppo francese Natixis.

 

carlo cimbri foto lapresse

La proposta di BPM e i piani rivali di Intesa rappresentano gli ultimi tentativi di consolidamento del frammentato sistema bancario italiano e giungono dopo l'acquisizione, avvenuta lo scorso anno, di Mediobanca, con sede a Milano, da parte di MPS, in un'operazione da 17 miliardi di euro che ha scosso il settore.

 

Allo stesso tempo, il governo italiano persegue l'obiettivo di creare un "terzo pilastro" nel settore bancario, in grado di sfidare UniCredit e Intesa, i due colossi del settore. UniCredit, guidata dal veterano delle fusioni e acquisizioni Andrea Orcel, ha abbandonato lo scorso anno l'offerta di acquisizione di BPM a seguito dell'opposizione del governo. Secondo recenti indiscrezioni dei media italiani, anche altri istituti di credito italiani potrebbero essere interessati all'acquisizione di MPS.

GENERALI

 

I banchieri milanesi hanno affermato che MPS è chiaramente un obiettivo per i concorrenti. La sua attività, che include la proprietà di Mediobanca e la partecipazione in Generali, la rende un asset appetibile.

 

L'acquisizione di Mediobanca da parte di MPS, conclusasi lo scorso settembre, ha colto di sorpresa l'establishment bancario del Paese. Mediobanca è stata a lungo considerata un simbolo dell'influenza imprenditoriale del Nord Italia e un importante attore a livello nazionale, mentre la più piccola banca commerciale toscana era stata per decenni considerata la pecora nera del sistema bancario italiano.

 

BANCO BPM PROPONE A MPS LA FUSIONE PER IL TERZO POLO. SI MUOVE ANCHE INTESA

Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per www.repubblica.it

 

giuseppe castagna - banco bpm

Si scatena nuovamente il risiko bancario italiano. Con una riunione del cda di domenica 7 giugno Banco Bpm ha proposto a Banca Monte dei Paschi di Siena di discutere e concordare un'operazione di aggregazione.

 

Una fusione alla pari finalizzata alla creazione di un nuovo gruppo bancario e finanziario di riferimento in Italia, secondo operatore nazionale per dimensioni ma dietro a Intesa Sanpaolo e Unicredit che ha anche una grossa fetta di attività all’estero.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

Una mossa che alcune fonti finanziarie hanno definito difensiva rispetto a un’altra operazione che potrebbe arrivare a breve sul tavolo di Siena e che coinvolgerebbe anche Generali.

 

Nel pomeriggio di domenica si sono infatti intensificate le voci di una riunione del cda straordinario di Intesa Sanpaolo convocata entro la sera di domenica. E la banca guidata da Carlo Messina potrebbe muoversi in tandem con la Bper per una controfferta su Mps, con l’avallo di Unipol, presieduta da Carlo Cimbri, che ha assoldato Alberto Nagel come advisor.

 

[…]

 

CARLO MESSINA

In Borsa Banco Bpm capitalizza poco più di 20 miliardi mentre Mps supera i 27 miliardi, quindi una fusione alla pari privilegerebbe la banca milanese.

 

Inoltre il primo azionista dopo la fusione sarebbe la banca francese Crédit Agricole, che oggi possiede quasi il 23% di Banco Bpm e verrebbe diluita all’11,5%, comunque davanti a Delfin che ha il 17,5% di Mps (scenderebbe al 9%) e a Francesco Gaetano Caltagirone che possiede il 13,5% di Mps e scenderebbe al 6,75%.

 

Della reazione di Siena se ne saprà di più lunedì 8 quando è già in programma una riunione del cda per discutere della documentazione da inviare a Bce per le candidature a consiglieri di Brancadoro e Caltagirone, e che ora sarà integrato con la proposta arrivata da Milano.

 

CARLO CIMBRI

L'operazione che Banco Bpm propone a Monte dei Paschi di Siena si fonderebbe su un "chiaro razionale strategico" con un significativo potenziale sinergico a regime superiore a 1,1 miliardi euro al lordo delle imposte, di cui oltre 650 milioni di sinergie di costo e oltre 450 milioni di sinergie di ricavo, a loro volta generate per circa 250 milioni da maggiori ricavi sulle reti e circa 200 milioni dall'ottimizzazione delle fabbriche prodotto.

 

La capitalizzazione di Borsa stimata superiore a 50 miliardi di euro, con conseguente rafforzamento del posizionamento nel mercato dei capitali e ampliamento della base investitori.

 

ALBERTO NAGEL

[…]  Inoltre comportebbe una creazione di valore pari ad almeno 5,5 miliardi, valorizzando le sinergie al netto dei costi di integrazione, stimati in circa 1,1 miliardi al lordo delle imposte. A regime l'istituto vanterebbe una potenziale generazione di utile netto di 6 miliardi, con una crescita degli utili per azione a doppia cifra, a sostegno di una significativa capacità distributiva, superiore a quella oggi prevista nei due piani stand-alone, e di una forte generazione organica di capitale.

 

Il comunicato di Banco Bpm ricorda l'integrazione geografica che ne deriverebbe con una copertura completa su tutto il territorio nazionale, con una radicata presenza nelle regioni italiane a maggiore potenziale (in particolare, primo operatore per numero di filiali in Lombardia, Toscana e Veneto) e un rafforzamento del posizionamento competitivo anche in diverse regioni del centro e del sud Italia […]

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

giuseppe castagna - banco bpm

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