IL DRAGONE VUOLE TENERE L’EUROPA AL GUINZAGLIO – A PECHINO È SCATTATO L’SOS PER PER IL PIANO INDUSTRIALE EUROPEO IN VIA DI APPROVAZIONE, CHE PUNTA A RAFFORZARE LA PRODUZIONE INTERNA SU SETTORI CHIAVE COME AUTOMOTIVE E TECNOLOGIA LEGATA ALLA TRANSIZIONE GREEN, RIDURRE LE DIPENDENZE ESTERNE ED EVITARE CHE IL CONTINENTE DIVENTI UN HUB DI ASSEMBLAGGIO – LA CINA ACCUSA BRUXELLES DI “INTRODURRE BARRIERE AGLI INVESTIMENTI STRANIERI E FORME DI DISCRIMINAZIONE POTENZIALMENTE IN CONTRASTO CON LE REGOLE DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE” E MINACCIA DI RICORRERE A “CONTROMISURE”
Estratto dell’articolo di Massimiliano Jattoni Dall’Asén per il “Corriere della Sera”
xi jinping e ursula von der leyen
Con parole insolitamente dirette, Pechino ha scelto di colpire frontalmente il piano industriale europeo, accusando Bruxelles di «introdurre barriere agli investimenti stranieri e forme di discriminazione potenzialmente in contrasto con le regole del commercio internazionale» e avvertendo che, se le misure saranno adottate, non esiterà a ricorrere a contromisure.
Nel mirino c’è l’Industrial Acceleration Act (Iaa) — ancora all’esame dei legislatori europei — con cui la Commissione punta a rafforzare la produzione interna nei settori chiave della transizione verde. Per il ministero del Commercio cinese dietro la spinta al «Made in Europe» si profilerebbe «una discriminazione sistemica» protezionista.
Industrial Acceleration Act - piano europeo per lo sviluppo industriale
[...] Bruxelles ha respinto ogni accusa, richiamando il principio di reciprocità e sottolineando le grandi difficoltà di accesso al mercato cinese per le imprese europee. La Ue difende una strategia pensata per rilanciare la base industriale dopo anni di delocalizzazioni e perdite occupazionali, soprattutto nell’automotive e nei comparti energivori.
La percentuale minima di componenti e valore economico (le cosiddette soglie di contenuto europeo) deve provenire dalla Ue perché un prodotto possa beneficiare di incentivi pubblici e accesso agli appalti (fino al 70% per i veicoli elettrici, 25% per alluminio e cemento). [...]
L’obiettivo di Bruxelles è sostenere l’occupazione, trattenere valore industriale, ridurre le dipendenze esterne ed evitare che il continente diventi un hub di assemblaggio.
Questo, in linea con il traguardo indicato dal commissario Stéphane Séjourné di riportare l’industria europea al 20% del Pil entro il 2035.
[...] la questione riguarda la direzione della globalizzazione: tra rafforzamento delle produzioni interne e restringimento degli spazi di accesso ai mercati. Il confronto tra Bruxelles e Pechino diventa così un banco di prova per l’equilibrio tra apertura e sicurezza economica.
antonio costa - xi jinping - ursula von der leyen
E mentre Pechino mantiene aperta la via del dialogo, pur non escludendo, come detto, contromisure, la Ue ribadisce la disponibilità al confronto, senza però arretrare sugli obiettivi. Il rischio, ora, è una dinamica di azioni e reazioni con effetti sui settori strategici: dall’automotive alle tecnologie pulite, fino ai materiali industriali.
Industrial Acceleration Act - piano europeo per lo sviluppo industriale
miniera di terre rare in cina
