FERMI AL CASELLO – ANDRÀ PER LE LUNGHE PER LA PARTITA CHE SI STA GIOCANDO A BRUXELLES SULL’APPROVAZIONE DEL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO DI AUTOSTRADE PER L’ITALIA – DOPO MOLTI TIRA E MOLLA TRA IL MINISTERO DEI TRASPORTI E GLI AZIONISTI DI ASPI, OVVERO CDP, MACQUARIE E BLACKSTONE, ERA STATO TROVATO UN ACCORDO PER UN PIANO CON 29,8 MILIARDI DI INVESTIMENTI E UN AUMENTO DEI PEDAGGI DEL 2,06% ANNUO VINCOLATO A UNA PROROGA DELLA CONCESSIONE DI 10 ANNI, FINO AL 2048 – MA LA COMMISSIONE UE È SCETTICA PROPRIO SU QUEST’ULTIMO PUNTO – UN NUOVO GUAIO PER SALVINI, CHE CREA TENSIONI ANCHE CON L’ATTUALE AD DI ASPI, ARRIGO GIANA…
Estratto dell’articolo di Nicola Carosielli per “Milano Finanza”
Si prospettano i tempi supplementari per la partita che si sta giocando a Bruxelles sull’approvazione del Piano Economico Finanziario (Pef) di Autostrade per l’Italia (Aspi). E il fischio finale potrebbe non arrivare a stretto giro.
Dopo una serie di tira e molla tra Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (Mit) e gli azionisti di Aspi racchiusi in Holding Reti Autostradali, ovvero Cdp, Macquarie e Blackstone, a marzo, come rivelato da MF-Milano Finanza, era stato trovato un accordo e presentato un piano che prevede 29,8 miliardi di investimenti […] e un aumento dei pedaggi del 2,06% annuo che sarebbe vincolato, però, a una proroga del termine della concessione di 10 anni, quindi fino al 2048.
[…] il Mit ha acconsentito a sondare la Commissione Europea, notificando la richiesta di proroga a Bruxelles per sondare se la strada fosse percorribile. Eppure, il Pef è ormai in Commissione Ue da oltre un mese e mezzo, fermo in una sorta di limbo che rischia di complicare non poco strategie e investimenti necessari al sistema Paese.
Tanto che, secondo quanto rivelato a Milano Finanza da alcune fonti, il Mit non starebbe ancora riuscendo ad avere un dialogo con la direzione generale della Commissione Europea e non vi sarebbe fissato alcun meeting nelle prossime settimane.
[…]
Le reali motivazioni di tale stallo sono difficili da ricostruire con estrema precisione, ma tantissimi esperti del settore non hanno dubbi nel ritenere che da Bruxelles proprio non siano disposti ad accettare una proroga così lunga della concessione e che quindi, in un certo senso, stiano facendo muro.
La posizione di Bruxelles nel ritenere non accettabile una proroga di 10 anni, per certi versi, appare comprensibile. Se non altro per coerenza con quanto disposto recentemente dalla Corte di Giustizia Ue in accordo anche con la DG Grow, che ha bocciato l’uso della prelazione nelle concessioni pubbliche, bloccando di fatto lo strumento della proroga.
Tema che ha impattato, per esempio, sulla concessione della A22, gestita dalla Autobrennero Spa in regime di proroga sin dal 2014 (con utili incassati complessivamente per oltre 800 milioni), ma la cui gara per la concessione è stata ora riavviata ed è entrata nel vivo.
autostrade per l'italia - aspi
La domanda che si stanno facendo sul mercato è anche un’altra: questa sorta di ostruzionismo europeo potrebbe avere effetti sulla governance di Aspi? I temi, apparentemente, non appaiono collegati, ma la domanda potrebbe non essere del tutto peregrina se si dà credito alle voci che circolano a Roma.
Il Mit guidato dal ministro Matteo Salvini chiede ad Autostrade per l’Italia nuovi investimenti, sempre mantenendo un occhio attento sul potenziale aumento dei pedaggi. Ma d’altra parte, non è possibile fare nuovi investimenti senza il Pef aggiornato.
È il classico esempio del cane che si morde la coda. Capita, però, in un momento in cui il vicepremier sembra essere molto preso dalle dinamiche interne al suo partito, che deve studiare il rilancio e prepararsi alla battaglia politica con l’ex Vannacci.
La situazione interna alla Lega, sembra abbia reso Salvini più sensibile del solito sull’esito della trattativa con Bruxelles, con la quale il leader della Lega non è mai stato tenero, tanto da riverberarsi nei rapporti con l’attuale ad di Aspi, Arrigo Giana, voluto un anno fa proprio da Salvini. Ma questi bracci di ferro con l’Ue non si risolvono con strappi ma maneggiando con cura le carte e le norme comunitarie.
Addirittura, c’è chi sarebbe pronto a scommettere che il fronte politico stia valutando se proporre agli azionisti un nuovo ingresso per rafforzare la governance di Aspi. L’idea, ovviamente ancora sulla carta, sarebbe quella di proporre al consiglio un manager che possa andare a rinforzare ulteriormente la governance del gruppo.
Tuttavia, come fanno notare a Milano Finanza alcuni osservatori, una proposta del genere potrebbe essere recepita dai soci come un tentativo di depotenziare l’amministratore delegato, che invece è un manager apprezzato anche dai fondi azionisti. Per cui è difficile che gli azionisti di Holding Reti Autostradali possano avvalorare tale scelta politica, che peraltro non risolverebbe il nodo del blocco del Pef. [...]
ARRIGO GIANA
MATTEO SALVINI AL VOLANTE
AUMENTO DEI PEDAGGI AUTOSTRADALI DAL 2026 - LA STAMPA




