macron trump

LA FRANCIA TURBA I SONNI DEGLI AMERICANI – I GRANDI QUOTIDIANI STATUNITENSI DEDICANO FIOR DI ANALISI ALLA SITUAZIONE ECONOMICA DRAMMATICA DEL PAESE DI MACRON. E TE CREDO: I RENDIMENTI VOLANTI DEI TITOLI DI STATO DI PARIGI CONTRIBUISCONO A FAR SCHIZZARE IN ALTO QUELLI DEI TREASURY A STELLE E STRISCE. L’ATTENZIONE NON È DEL TUTTO DISINTERESSATA: TRA IL 3% E IL 4% DEL DEBITO FRANCESE È IN MANO DI INVESTITORI STATUNITENSI, IN PARTICOLARE DI FONDI PRIVATI – I TITOLAZZI DEL “WALL STREET JOURNAL”: “FRANCIA: IL ROGO DELLE SCIOCCHEZZE”: “IL SUO BILANCIO NON È IN PAREGGIO DAL 1974, I SUOI TASSI DI INTERESSE SONO PIÙ ALTI DI QUELLI DELLA GRECIA: COME IL DEBITO DELLA FRANCIA È DIVENTATO UNA BOMBA A OROLOGERIA”

Articolo di “Le Monde”, dalla rassegna stampa estera di “Epr comunicazione”

 

donald trump emmanuel macron alla reggia di versailles 1

Oltreoceano, la stampa mette in guardia dall’instabilità di bilancio e da un mercato del debito in tensione. Tra il 3% e il 4% di questo debito potrebbe essere nelle mani di investitori statunitensi, in particolare di fondi privati, scrive Le Monde.

 

In un panorama mediatico americano fortemente egocentrico, la Francia è spesso relegata alle rubriche dedicate al turismo o alla gastronomia. Ma negli ultimi giorni, l’Esagono è al centro dell’attenzione – o piuttosto al centro delle critiche – della stampa, preoccupata per la situazione di bilancio del Paese e per le tensioni sul mercato del debito, sullo sfondo di immagini di disordini urbani legati alle manifestazioni degli studenti delle scuole superiori.

 

francia - crisi economica

«Il suo bilancio non è in pareggio dal 1974, i suoi tassi di interesse sono più alti di quelli della Grecia: come il debito della Francia è diventato una bomba a orologeria», avvertiva un articolo del Wall Street Journal lunedì 5 ottobre.

 

Il quotidiano economico, secondo giornale del Paese per numero di abbonati dopo il New York Times, è di gran lunga il più aggressivo. Martedì ha ribadito la sua posizione con un editoriale intitolato «Francia: il rogo delle sciocchezze», in cui denuncia i leader politici «in fase di negazione» e un Paese in cui «la tassazione eccessiva, unita a un eccesso di regolamentazione endemico, soffoca la crescita economica».

 

L’agenzia di stampa finanziaria Bloomberg non è da meno. La Francia, ovvero l’archetipo dello Stato sociale che vive al di sopra delle proprie possibilità, secondo il mondo degli affari newyorkese, allergico alla spesa pubblica.

Emmanuel Macron - crisi politica in Francia

 

Neanche gli Stati Uniti sono risparmiati dall’impennata sui mercati obbligazionari. Il rendimento dei titoli del Tesoro a dieci anni, una sorta di barometro della finanza mondiale, è al massimo degli ultimi ventiquattro anni, al 5,35%, e il costo del credito, di cui gli americani sono dipendenti, ne risente fortemente. Ma Parigi, che prende in prestito a tassi più bassi (4,89% sui titoli a dieci anni), preoccupa maggiormente, per diversi motivi.

 

Innanzitutto, il Paese non registra la stessa crescita degli Stati Uniti, anzi (0,8% nel 2025, contro il 2,1% d’oltreoceano, un divario che dovrebbe ampliarsi ulteriormente nel 2026). La situazione della Francia viene inoltre sempre valutata rispetto a quella della Germania all’interno dell’eurozona.

 

francia - crisi economica

Berlino si finanzia al 3,47% a dieci anni, con un differenziale di tasso di 1,4 punti, che rappresenta il premio di rischio richiesto dagli investitori per acquistare il debito francese. Parigi, vincolata alle regole dell’unione monetaria, non dispone nemmeno degli stessi margini di manovra degli Stati Uniti, dove il «privilegio esorbitante» del dollaro, secondo la formula consacrata da Valéry Giscard d’Estaing negli anni ’60, allora ministro delle finanze, rimane una garanzia di stabilità.

 

«Punti di forza»

proteste in francia 4

«Le tensioni sui tassi sono globali a causa della crisi energetica. A ciò si aggiungono le esigenze di finanziamento dell’intelligenza artificiale, che entrano in competizione. In questo contesto, i mercati tendono a guardare ai paesi con una situazione di bilancio precaria, ed è il caso della Francia, che presenta una crescita debole, un deficit pubblico che non accenna a diminuire e una situazione politica molto incerta, con le prossime elezioni», riassume Alexandre Stott, economista presso Goldman Sachs. […]

 

L’attenzione rivolta alla Francia non è del tutto disinteressata. Secondo diverse stime, tra il 3% e il 4% del suo debito potrebbe essere nelle mani di investitori statunitensi, in particolare di fondi di investimento privati.

 

DATI SUL LA PRODUZIONE E SULLA CRISI ECONOMICA IN FRANCIA

Di conseguenza, la Francia deve fare in modo di rimanere attraente oltreoceano. Wall Street detta il ritmo al mondo finanziario e ospita le principali agenzie di rating. È forse per questo che il ministro dell’Economia francese, Roland Lescure, ha scelto il Wall Street Journal per inviare un messaggio ai mercati, martedì 6 ottobre? Ha assicurato che il bilancio per il 2027 sarebbe stato approvato «a qualunque costo». Un riferimento diretto all’articolo 49.3 della Costituzione, che consente di mettere in gioco la responsabilità del governo su un testo; spetterebbe all’opposizione di entrambi gli schieramenti all’Assemblea nazionale assumersi il rischio di rovesciarlo a sei mesi dalle elezioni presidenziali.

 

donald trump emmanuel macron alla reggia di versailles 2

Per il momento, le principali banche d’investimento statunitensi non invitano ad abbandonare la nave blu. «La Francia conserva importanti punti di forza, in particolare le dimensioni, la ricchezza e la diversificazione della sua economia, nonché la notevole capacità del suo vasto settore finanziario interno di finanziare il debito pubblico in caso di indebolimento della domanda da parte degli investitori stranieri», scrive Ulrike Hoffmann-Burchardi, direttrice degli investimenti della filiale statunitense di UBS, nella sua nota del 6 ottobre, che prevede anche un rialzo dell’euro rispetto al dollaro nei prossimi mesi.

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