FRATELLI COLTELLI – LUCA E PAOLA DEL VECCHIO, INSIEME AL FRATELLO CLEMENTE, NON VOGLIONO FARE SCONTI A LEONARDO MARIA: LA RICHIESTA DI PAGAMENTO DELLE PENALI DA 500 MILIONI DI EURO, PER IL MANCATO ACQUISTO DELLE LORO QUOTE DI DELFIN, È L’ANTIPASTO DELLA LINEA RIGIDA CHE INTENDONO INTRAPRENDERE. L’OBIETTIVO FINALE POTREBBE ESSERE COSTRINGERE IL FRATELLO A VENDERE IL SUO 12,5% DI DELFIN A UN PREZZO MOLTO PIÙ BASSO DI QUELLO DI 5 MILIARDI DEFINITO A FEBBRAIO SCORSO. I TRE SANNO CHE LMDV È IL FAMIGLIARE CHE STA MAGGIORMENTE SOFFRENDO LA CARENZA DI LIQUIDITÀ: LEONARDINO TENTA DI MINIMIZZARE MA CONFERMA DI ESSERE ESPOSTO PER 950 MILIONI – L’IPOTESI DI UN ARBITRATO INTERNAZIONALE E LA DIFFICILE STRADA PER UN ACCORDO…
ARBITRATO SULLA PENALE DI LMDV
Estratto dell’articolo di Andrea Deugeni per “MF”
L IMPERO DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO
Leonardo Maria Del Vecchio si prepara ad aprire il dossier sulle penali da 500 milioni di euro da pagare ai fratelli Luca e Paola per il mancato acquisto delle loro due quote del 12,5% di Delfin. Dopo l’esercizio della prelazione, i contratti erano stati firmati a marzo e scaduti il 30 giugno.
[…] Entro fine settembre […] si aprirà un arbitrato internazionale che dovrebbe impegnare i tre fratelli per circa 18 mesi. Sempre che, come pare probabile, non si accordino prima.
Al netto di richieste di dilazione o di eventuali cessioni di asset (come alcuni palazzi posseduti da Del Vecchio jr), l'estinzione della penale dovrebbe venir ricompresa nel piano di compensazione degli accordi che gli otto soci tenteranno nei prossimi mesi per ridefinire in primis la politica dei dividendi e la distribuzione delle miliardarie partecipazioni finanziarie non strategiche extra-EssilorLuxottica (per entrambe serve la maggioranza qualificata dei sei/ottavi).
E poi la modifica della governance con il cambio dello statuto. Le regole societarie stabilite dal fondatore di Luxottica hanno reso di fatto la holding un trust in cui i consiglieri hanno mandato a vita. Per cambiare lo statuto serve l’unanimità dei soci-eredi.
A cominciare da Leonardo Maria, la maggioranza degli azionisti chiede un maggiore coinvolgimento nella gestione della holding.
Nel frattempo Leonardo jr si prepara ad affrontare con le banche il tema del suo indebitamento, che non preoccupa né lui né i suoi manager. Il family office Lmdv Capital, con partecipazioni per circa 450 milioni, ha smentito l’importo di 1,3 miliardi di debito circolato finora e ha precisato che va distinta l’esposizione personale da quella delle società operative.
Del Vecchio jr dispone di affidamenti per circa 500 milioni, soprattutto con Unicredit; aggiungendo la linea di CA Indosuez e altre posizioni garantite, il totale indicato è di circa 950 milioni. Restano fuori crediti di firma e apporti di co-investitori, che Lmdv non considera debito. Il family office ha precisato inoltre che al momento non risultano posizioni scadute. A fronte di un patrimonio stimato in 6 miliardi, i 500 milioni personali valgono meno del 10% degli attivi. Dunque non si porrebbero problemi di sostenibilità. […]
Il 22 settembre il giudice lussemburghese deciderà sulla proroga della prelazione sul 12,5% in tasca a Leonardo Maria richiesta da Claudio, Luca e Clemente, che potrebbe rinviare l’operazione a marzo 2027.
DEL VECCHIO RASSICURA SUI DEBITI SU DELFIN C'È IL MURO DEI FRATELLI
Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”
[…] secondo i legali di Lmdv c'è spazio per un arbitrato e il tentativo del quartogenito di Del Vecchio ora sarebbe quello di ricomprenderle in una trattativa più ampia che possa avvicinare le posizioni degli eredi sul cambiamento dello statuto sociale di Delfin che rende molto rigida la governance.
Ma non sarà facile. I figli più piccoli di Leonardo Del Vecchio, Luca e Clemente di 25 e 22, hanno stretto fin dall'inizio un'alleanza molto forte con la sorella più grande Paola, 65 anni, figlia del primo matrimonio del fondatore di Luxottica con Luciana Nervo.
E da quattro anni a questa parte, cioè dalla scomparsa dell'imprenditore, sono riusciti a imporre la loro linea. Vale a dire blocco dei "legati" a favore del presidente e ad di EssilorLuxottica Francesco Milleri e di Nicoletta Zampillo (madre di Lmdv e di Rocco Basilico) e, soprattutto, stop alla distribuzione dei dividendi superiori al minimo del 10% dell'utile netto di Delfin.
leonardo maria del vecchio laurea honoris causa tor vergata
Ora, dopo il fallito tentativo di Lmdv di acquistare le partecipazioni di Luca e Paola, i tre potrebbero intraprendere una strategia ancora più cinica e non coincidente con quella del fratello. Come dimostra la richiesta di pagamento delle penali da 500 milioni.
La loro idea, secondo quanto risulta a Repubblica, sarebbe quella di continuare sulla linea della stretta sulla liquidità per costringere il fratello a vendere il suo 12,5% di Delfin a un prezzo molto più basso di quello di 5 miliardi definito a febbraio scorso.
D'altronde i tre sanno benissimo che Lmdv è il famigliare che sta maggiormente soffrendo la carenza di liquidità da loro imposta. Grazie al fatto che era sostenuto da Francesco Milleri e che ricopriva un ruolo manageriale di primo piano, Lmdv è stato l'unico tra gli otto famigliari a poter attingere liquidità dal sistema bancario in questi quattro anni. Per somme molto importanti.
Pur senza poter utilizzare come garanzia le azioni Delfin in quanto vincolate per statuto, l'esposizione personale di Lmdv con Unicredit è lievitata a circa 500 milioni, come confermato dallo stesso in una nota per la stampa emessa ieri per chiarire le indiscrezioni che si rincorrono da settimane sui giornali.
Altri 350 milioni sono stati erogati da Indosuez (gruppo Crédit Agricole) alla società Lmdv Capital a fronte del suo portafoglio partecipazioni che dovrebbe valere circa 500 milioni ma che necessita di continue iniezioni di capitale per svilupparsi. E poi Lmdv è riuscito ad attivare leasing e mutui per 120-150 milioni utilizzati per acquistare barche, prima un Mangusta 100 piedi e poi un Admiral da 72 metri.
I PRINCIPALI INVESTIMENTI DELLA HOLDING DELFIN
Inoltre c'è tutta una galassia di crediti di firma e di investimenti con società finanziarie non bancarie su cui non sono mai stati forniti dati ufficiali ma che potrebbero aver aumentato non poco l'esposizione. Lmdv ha comunque tenuto a precisare che «alla data odierna non risulta alcuna posizione scaduta e non onorata, in nessuno dei due perimetri (personale e di Lmdv capital, ndr.). Tutte le obbligazioni sono state adempiute alle scadenze contrattuali».
In ogni caso senza dividendi importanti in entrata e con ulteriori obblighi come le penali e l'esercizio della prelazione sullo 0,4% di Delfin in mano a Basilico che vale 149 milioni, la situazione di Lmdv in prospettiva potrebbe inasprirsi.
DELFIN - DIVISIONE QUOTE E STRUTTURA EREDITARIA
E fare il gioco di Luca, Clemente e Paola che non sembrano intenzionati a cambiare la loro posizione ostruzionistica. L'unico terreno comune tra i fratelli, a questo punto, potrebbe essere l'ostilità verso Milleri, visto da una parte dei famigliari come accentratore di troppo potere fin dall'apertura della successione, quando si fece nominare presidente di Delfin.
In una intervista al settimanale Chi Lmdv ha spiegato così la sua recente rinuncia ai ruoli operativi in Essilux: «L'azienda ha sempre creduto in me e continua a credere in me, sono andato via perché non posso essere a capo di strategie che non condivido. L'ho fatto perché nella mia visione il cuore è Agordo, le persone, le generazioni, lì ho visto nascere il successo». […] Ma per cambiare i vertici del colosso degli occhiali occorre prima riformare lo statuto di Delfin che esclude i soci-famigliari da qualsiasi decisione. E per riformarlo occorre l'unanimità degli otto soci. Così decise Leonardo Del Vecchio prima di morire e su questo punto le discussioni si sono sempre arenate.



