IL GREGGIO DEVE ANCORA VENIRE – PER LA PRIMA VOLTA IN 50 ANNI, IL G7 HA RIUNITO I MINISTRI DELLE FINANZE, DELL'ENERGIA E I GOVERNATORI DELLE BANCHE CENTRALI DELLE SETTE PIÙ GRANDI ECONOMIE. OBIETTIVO: METTERE A PUNTO CONTROMOSSE PER LA CRISI ENERGETICA SCATENATA DALLA GUERRA NEL GOLFO – LE BANCHE CENTRALI SI DICONO “IMPEGNATE A MANTENERE LA STABILITÀ DEI PREZZI”: OVVERO, UN AUMENTO PROLUNGATO DELL'INFLAZIONE PORTERÀ A UNA STRETTA MONETARIA ATTRAVERSO UN INNALZAMENTO DEI TASSI – LA COMMISSIONE UE PUNTA A INCENTIVARE L'USO DI BIOCARBURANTI. UNA MOSSA CHE VA NELLA DIREZIONE OPPOSTA AL TAGLIO DELLE ACCISE SUI DIESEL E BENZINA DECISO DAL GOVERNO ITALIANO…
Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “La Stampa”
Per la prima volta nel giro di 50 anni, il G7 ha riunito attorno allo stesso tavolo i ministri delle Finanze, quelli dell'Energia e i governatori delle banche centrali delle sette più grandi economie. Lo ha voluto la presidenza di turno francese per definire le possibili contromosse utili ad affrontare gli impatti della crisi in Medio Oriente sui mercati energetici, sull'economia globale e sulla stabilità finanziaria.
Se il conflitto dovesse trasformarsi in una guerra regionale su vasta scala, secondo il cancelliere tedesco Friedrich Merz le conseguenze per l'Europa potrebbero essere «come quelle del Covid».
FRIEDRICH MERZ DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA
Le banche centrali si sono dette «fortemente impegnate a mantenere la stabilità dei prezzi»: stanno «monitorando da vicino» l'impatto dell'energia sui prezzi e hanno concordato che la politica monetaria «resta dipendente dai dati». Il che significa che un aumento prolungato dell'inflazione potrebbe portare a una stretta monetaria attraverso un aumento dei tassi. [...]
E si tengono pronti a «prendere tutte le misure necessarie» per «preservare la stabilità e la sicurezza dei mercati energetici» anche i ministri, che hanno sottolineato «l'importanza di un'azione internazionale coordinata per mitigare le ripercussioni e salvaguardare la stabilità macroeconomica».
GIANCARLO GIORGETTI E CHRISTINE LAGARDE
Dopo la decisione di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche, adottata all'inizio del mese, dal coordinamento del G7 è arrivato un chiaro invito «a tutti i Paesi ad astenersi dall'imporre restrizioni ingiustificate all'esportazione di idrocarburi e prodotti correlati».
All'incontro, che si è tenuto in videoconferenza, è intervenuto anche Giancarlo Giorgetti. Il ministro delle Finanze ha chiesto una risposta politica «rapida, coordinata e proporzionata», ma «tenendo ben presenti» gli insegnamenti tratti dalla crisi del 2022-2023.
Sottolineando la forte esposizione ai prezzi energetici dell'industria manifatturiera italiana, Giorgetti ha chiesto che le misure siano «mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso». [...]
GIORGIA MELONI - URSULA VON DER LEYEN
Sul fronte della riduzione della domanda, i ministri si sono invece limitati a «prendere atto» delle opzioni elencate dall'Agenzia internazionale dell'Energia per gestire la domanda e ridurre i consumi «a seconda delle circostanze di ciascun Paese». Nelle raccomandazioni figuravano, tra le altre cose, anche l'invito a lavorare da casa e a ridurre i limiti di velocità sulle autostrade di «almeno 10 chilometri orari».
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Oggi è invece in programma una riunione straordinaria dei ministri dell'Energia dell'Unione europea, durante le quali verranno discusse possibili misure per tagliare i consumi di idrocarburi, soprattutto di petrolio.
prezzo del petrolio e inflazione
Da parte della Commissione arriverà un incoraggiamento a promuovere iniziative per favorire i risparmi, in particolare nel settore dei trasporti, anche incentivando l'uso di biocarburanti. Un invito che sembra andare nella direzione opposta al taglio delle accise sui carburanti deciso dal governo italiano.
Giancarlo Giorgetti con il ministro delle finanze belga, Vincent Van Peteghem - foto lapresse
