I COSTRUTTORI FANNO A CHI CE L’HA PIÙ GROSSO (IL MATTONE) – LO SCAZZO A DISTANZA TRA CALTAGIRONE E SALINI CONTINUA: DOPO L’ARTICOLO KILLER DI GENNAIO CONTRO “WEBUILD”, SUL “MESSAGGERO”, DUE GIORNI FA, SUL “CORRIERE”, UNA PAGINATA CELEBRAVA “EVOLUTIO”, LA MOSTRA ORGANIZZATA DAL COLOSSO DELLE INFRASTRUTTURE DI SALINI. OGGI, SUL "CORRIERE" E ALTRI QUOTIDIANI ("SOLE 24 ORE" E OVVIAMENTE "MESSAGGERO"), È COMPARSA UN’INSERZIONE DI “ETERIA”: “ORGOGLIOSI DI AVER REALIZZATO L’ARENA DI MILANO IN TEMPI RECORD”. DIETRO “ETERIA”, CHE COSTRUIRÀ ANCHE LO STADIO DELLA ROMA, C’È CALTAGIRONE (LA SOCIETÀ UNISCE LA “VIANINI” DELL’OTTUAGENARIO IMPRENDITORE CON IL PALLINO DELLA FINANZA E “ITINERA” DEL GRUPPO GAVIO…) – DOPO LO SCAZZO SULLA METRO DEL COLOSSEO DI ROMA, MEGLIO AUTOELOGIARSI PREVENTIVAMENTE…
DAGOSPIA DEL 16 GENNAIO 2026 - PRESTO, METTETEVI AL SICURO: VOLANO MATTONI TRA I COSTRUTTORI! – FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE SGUINZAGLIA LA "PENNA ALL'ARRABBIATA" DI MARIO AJELLO PER UNA “CARACTHER ASSASSINATION” DI PIETRO SALINI, L’AMMINISTRATORE DELEGATO DI “WEBUILD” - UN ARTICOLO AL FIELE SUL “MESSAGGERO” (INTITOLATO "L'OMETTO CHE SI METTE AL CENTRO DI TUTTO") IN CUI SALINI VIENE STRAPAZZATO E DEFINITO “FANTUTTONE” E “O' SPIGHETTO” – LA "COLPA" DI "SALINI IL COMPLEMENTARE" SAREBBE QUELLA DI ESSERSI PRESO IL MERITO DELLA REALIZZAZIONE DELL’ARCHEOSTAZIONE DELLA METRO “COLOSSEO”, TOGLIENDO LA CORONA A “CALTA”, CHE PURE LAVORA ALLE STAZIONI ROMANE CON LA SUA “VIANINI” – EVAPORATI I SOGNI DI GLORIA SU GENERALI, ALL'82ENNE CALTAGIRONE (GIA' FURIOSO PER ESSERE STATO INTERCETTATO DUE VOLTE, DAI PM E DA MISTERIOSI FIGURI CON PARAGON) DEVONO ESSERE SALTATI GLI OTOLITI: SOGNAVA L'EGEMONIA FINANZIARIA E INVECE HA SPESO MILIARDI PER MPS-MEDIOBANCA SENZA AVER PORTATO A CASA LO SCALPO DEL "LEONE DI TRIESTE" (URGONO DOSI DI BROMURO PER DISTENDERE I NERVI) - CORTOCIRCUITO FINALE: IERI SUL "MESSAGGERO" CAMPEGGIAVA UNA PUBBLICITÀ DI WEBUILD PROPRIO SULL'ARCHEOSTAZIONE DELLA METRO...
A MILANO LA MOSTRA «EVOLUTIO», VIAGGIO NELLE INFRASTRUTTURE CHE HANNO FATTO L’ITALIA
Estratto dell'articolo di Andrea Fanti per il “Corriere della Sera”
PUBBLICITA DI ETERIA SU CORRIERE DELLA SERA E SOLE 24 ORE
Si è inaugurata ieri al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia «Leonardo da Vinci» di Milano la mostra evento Evolutio. L’Italia del progresso , un racconto che prende l’avvio da un articolato progetto culturale di Webuild, tra i più importanti global player nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali.
«La mostra non è tanto il raccontare sé stessi, l’infrastruttura, come si è costruita un’opera di ingegneria, come si è fatto questo o quello — spiega Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild —, ma evidenzia il segno che queste infrastrutture hanno lasciato nei territori dove sono state realizzate e alla fine la testimonianza dei benefici per il Paese».
[…] È un viaggio tra passato e presente, le 10 sale tematiche mettono in luce tematiche importanti, mostrando le soluzioni, spesso affascinanti, che si rivelano una immediata risposta per il miglioramento della società del momento. Sono 120 anni di costruzioni progettate per il futuro.
Ai primi del Novecento mentre i fratelli Wright realizzavano il primo volo con un aeromobile, la società italiana era principalmente agricola, l’analfabetismo dilagante e anche l’acqua era un problema. L’aspettativa di vita era modesta e il Paese era arretrato, l’acqua sembrava il primo importante tema da affrontare.
La rete ferroviaria è un tassello fondamentale dello sviluppo, possiamo apprezzare l’evoluzione di questa conquista con grandi schermi interattivi e vedere documenti fotografici veramente unici. […] Gli anni Venti si caratterizzano per gli impianti idroelettrici: impianto di Rovesca (Verbano-Cusio-Ossola), Diga di Cignana in Val d’Aosta e l’avvio lavori della Diga del Toggia (Verbano-Cusio-Ossola).
Negli anni Trenta le dighe di Mignano (Piacenza), di Malciaussia (Torino) e quella di Agaro (Verbano-Cusio-Ossola) in Italia si affiancano a grandi opere di bonifica e alla crescita dell’industria siderurgica, energetica e chimica. I Quaranta sono gli anni della ricostruzione, le linee ferroviarie, i ponti e le infrastrutture beneficiano
dell’ammodernamento necessario.
[…] Tra la metà degli anni Cinquanta e l’inizio dei Settanta la rete autostradale cresce in modo esponenziale: da meno di 300 chilometri si arriva a 4.300. Le reti di collegamento sono impulso di competitività industriale riconosciute anche all’estero.
Gli anni Ottanta vedono accanto alle dighe e altre opere monumentali la realizzazione della metropolitana di New York, ora la perizia ingegneristica si avvale di nuovi codici architettonici per realizzare infrastrutture più vicine al cittadino, il trasporto tiene conto anche della gradevolezza degli spostamenti.
Nella crescente competizione globale degli anni Novanta la ricerca e gli investimenti confermano le grandi capacità di realizzazione e i progetti sull’alta velocità sono la naturale evoluzione delle precedenti imprese. In fondo le infrastrutture sono il sistema nervoso di un Paese moderno.
Le vie di comunicazione, i trasporti, i ponti, le autostrade, i porti, gli aeroporti, gli stadi, i luoghi di cultura, i teatri, la produzione e distribuzione di energia sono i fattori fondamentali per il benessere delle persone in una società moderna, e questa iniziativa fa conoscere e apprezzare tutto questo.
Gli ultimi decenni si concentrano sulle metropoli, la mobilità, le strutture per la collettività. Prima di uscire ci si può cimentare nell’area sperimentando un cantiere virtuale: scegliere i macchinari, organizzare le operazioni, gestire la sicurezza e guidare in prima persona i mezzi di cantiere.
Sono strumenti progettati per la formazione del personale specializzato, Webuild investe costantemente nella sicurezza cifre importanti. Evolutio , infine, è anche un museo nativo digitale permanente che raccoglie oltre 400 progetti del gruppo, organizzati in hub tematici e raccontati attraverso immagini dell’archivio storico multimediale Webuild, un patrimonio culturale che conta più di 1,5 milioni tra foto e video. Uno spunto di dibattito è offerto dalla sezione «Non si farà mai», una frase spesso smentita dai fatti: riflette l’immobilità delle committenze e della politica, ma è comunque un invito a guardare lontano.





