I FRANCESI ESCONO DALLA PORTA E RIENTRANO DALLA FINESTRA – IL CONSIGLIO DI BANCO BPM APPROVA ALL’UNANIMITÀ LA LISTA DEL CDA USCENTE, CHE CONFERMA MASSIMO TONONI COME PRESIDENTE E GIUSEPPE CASTAGNA COME CEO – NELL’ELENCO NON CI SONO NOMI RICONDUCIBILI AI FRANCESI DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMI AZIONISTI CON IL 20,1% DEL CAPITALE DELL’EX POPOLARE DI MILANO. IL GRUPPO TRANSALPINO POTRÀ ORA PRESENTARE UNA LISTA DI MINORANZA, CHE POTREBBE COMPRENDERE DAI TRE AI SEI NOMI. MA OCCHIO ALL’ANTITRUST…
Estratto dell’articolo di Giovanni Pons per “la Repubblica”
Il consiglio del Banco Bpm ha approvato all'unanimità la lista del cda uscente per il rinnovo dei vertici previsto per il 16 aprile. All'interno della lista che conta 20 nomi spicca la riconferma del presidente Massimo Tononi e del ceo Giuseppe Castagna. Oltre a loro, altri sei consiglieri oggi in carica sono stati ricandidati, tra cui l'attuale vicepresidente Maurizio Comolli, a cui si aggiunge una rosa di nomi nuovi che comprende il cfo del gruppo Campari Francesco Mele. E poi Alberto Oliveti, presidente dell'Enpam ed esponente del patto delle casse di previdenza.
GIUSEPPE CASTAGNA MASSIMO TONONI
Molte le donne in lista: Marina Mantelli, Manuela Soffientini, Luigia Tauro, Costanza Torricelli, Giovanna Zanotti, Silvia Stefini, Cecilia Rossignoli, Elisa Corghi, Teresa Naddeo, Milena Motta. Nel nuovo cda da 15 componenti le consigliere dovranno essere almeno sei e spetterà alla lista del cda compensare le eventuali mancanze sacrificando alcuni nomi dei colleghi uomini.
In seguito alla presentazione della lista del cda Tononi ha parlato di candidature «di indubbio valore, indipendenti e autorevoli», all'interno del primo caso di applicazione della legge Capitali che, con le sue complessità, ha reso accidentato il varo della lista. Mentre il ceo Castagna ha detto che la rosa «conferma il nostro modello di successo di public company, capace di tutelare gli interessi di tutti gli azionisti». E a suo favore parlano le importanti soddisfazioni date ai soci in questi anni, con una capitalizzazione di Borsa decuplicata a 20 miliardi e oltre tre miliardi di dividendi negli ultimi due esercizi.
HUGUES BRASSEUR - AD DI CREDIT AGRICOLE
Nella lista del cda, però, non compaiono nomi che possono essere riconducibili né ai francesi del Crédit Agricole, che possiede il 20,1% del capitale, né del fondo Leone & Partners, che da molti anni ha in portafoglio il 5%.
I francesi, con ogni probabilità, presenteranno la loro lista di minoranza entro il 23 marzo, lista che potrebbe comprendere dai tre ai sei nomi, tra cui una o due donne.
Ma sarà interessante vedere se i profili selezionati da Agricole verranno dall'interno della banca o se pescheranno al di fuori per non far pesare un'eccessiva presa sulla banca. Il faro dell'Antitrust è già acceso e se l'influenza dominante concessa a livello contabile si estenderà anche a livello di governance, un intervento dell'authority sarà inevitabile. Inoltre bisognerà vedere se altri investitori istituzionali francesi, come Bnp Paribas, Amundi, Caisse des Dépôts, che potrebbero avere azioni Banco Bpm in portafoglio, voteranno la lista di Agricole.
I voti della Leone & Partners dovrebbero invece confluire sulla lista di minoranza che presenterà Assogestioni per conto di alcuni fondi italiani. Una lista che potrebbe comprendere tre nomi tra cui una donna. Se l'insieme delle liste di minoranza raccoglieranno più del 35% dei voti presenti in assemblea, a loro spetteranno sei poltrone e alla lista del cda ne rimarranno nove. […]
giampiero maioli credit agricole
CREDIT AGRICOLE
CREDIT AGRICOLE

