IN MOMENTI DI EMERGENZA, ANCHE IL NEMICO DIVENTA UN’OPPORTUNITÀ – LA CINA È PRONTA A RIAVVIARE GLI ACQUISTI DI GREGGIO E GAS NATURALE LIQUEFATTO DAGLI STATI UNITI: PER PECHINO SAREBBE UN MODO PER DIVERSIFICARE LA CATENA DI APPROVVIGIONAMENTO, COLPITA DALLE TURBOLENZE DELLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ – LA CINA È IL PIÙ GRANDE IMPORTATORE MONDIALE DI GREGGIO ED È COSTRETTA A RICORRERE PER IL 70% DEL SUO FABBISOGNO INTERNO. I SUOI PARTNER PRINCIPALI SONO ARABIA SAUDITA, RUSSIA E IRAN…
donald trump e xi jinping meme by edoardo baraldi
MEDIA, LA CINA PRONTA A RIAVVIARE ACQUISTI DI GREGGIO E GAS DAGLI USA
(ANSA) - La Cina sembra pronta a riavviare gli acquisti di greggio e gas naturale liquefatto (gnl) dagli Stati Uniti, parte degli sforzi di Pechino per diversificare la catena di approvvigionamento energetico a fronte delle turbolenze causate dalla chiusura de facto dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran.
Secondo quanto riferito dalla società di ricerca europea Kpler, ad aprile è prevista la movimentazione di quasi 600.000 barili al giorno di greggio americano su navi cisterna dirette in Cina.
Diverse unità sono attese presso il più grande terminal petrolifero degli Stati Uniti, situato nella città texana di Corpus Christi. Per il mese di marzo è invece programmato il carico di quasi 300.000 tonnellate metriche di gnl Usa diretto verso il Dragone. Tali risorse, ha riportato il Nikkei, potrebbero ancora essere poi dirottate verso il Giappone o la Corea del Sud.
Tuttavia, qualora l'approdo finale dovesse essere la Cina,segnerebbero la ripresa delle spedizioni statunitensi verso Pechino, la prima da febbraio del 2025, e di Gnl, la prima da dicembre del 2024. Un periodo che coincide approssimativamente con il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump e con la risposta della leadership mandarina alle politiche tariffarie di Trump.
In un rapporto pubblicato la scorsa settimana, Kpler ha osservato che la Cina mira ad assicurarsi un maggior numero di opzioni di approvvigionamento, suggerendo che il potenziale ritorno ai prodotti americani indichi un mutamento nella politica di sicurezza energetica, ora orientata a privilegiare la diversificazione rispetto alla posizione diplomatica ufficiale di Pechino.
La Cina, il più grande importatore mondiale di greggio, si affida agli acquisti esteri per soddisfare circa il 70% del suo fabbisogno interno., avendo come partner primari nel petrolio Arabia Saudita, Rurria e Iran. Con i prezzi dell'oro nero in forte ascesa a causa del conflitto in Medio Oriente, le forniture dagli Usa di energia, che Pechino aveva assoggettato a dazi aggiuntivi in ;;risposta alle tariffe imposte da Trump, potrebbero tornare a essere prese in considerazione.


