L’ENI ALLUNGA LO ZAMPONE ALLA MELONI – IL COLOSSO GUIDATO DA DESCALZI ESTENDE FINO A FINE ANNO IL TETTO AL PREZZO DI DIESEL E BENZINA ALLA POMPA, “PER ANDARE INCONTRO AI BISOGNI DEI NOSTRI CLIENTI”: “OGNI MESE VALUTIAMO L’ANDAMENTO DEI PREZZI. A INIZIO OTTOBRE ABBIAMO FISSATO UN CAP A 2,25 EURO AL LITRO PER IL DIESEL, MA I NOSTRI PREZZI SONO STATI INFERIORI, A 2,19” – UNA MANNA DAL CIELO PER IL GOVERNO, IN UNA FASE RESA ANCORA PIÙ COMPLESSA DALLE PROTESTE DEGLI AUTOTRASPORTATORI – DA MARZO A DICEMBRE, LA SCELTA DI CONTENERE I LISTINI DEI CARBURANTI COSTERA’ ALL’ENI QUASI 700 MILIONI DI EURO…
Estratto dell’articolo di Emma Bonotti per www.repubblica.it
Ancora due mesi di prezzi calmierati ai distributori Enilive. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi,conferma la proroga del tetto a diesel e benzina fino a fine anno, “per andare incontro ai bisogni dei nostri clienti”, anche alla luce dei risultati della compagnia, che continua a macinare profitti.
“Stiamo facendo dei ragionamenti per continuare con il tetto ai carburanti”, ha detto il manager in un colloquio con la Repubblica . “Ogni mese valutiamo l’andamento dei prezzi: a inizio ottobre abbiamo fissato un cap a 2,25 euro al litro per il diesel, ma i nostri prezzi sono stati inferiori, a 2,19. Sicuramente – annuncia – avremo un tetto fino a fine anno, dobbiamo solo ragionare sui prezzi”.
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Per definire il livello del tetto, Eni monitora le condizioni di mercato, i prezzi internazionali, ma anche le disponibilità delle forniture rispetto alla capacità logistica della rete. Per evitare che, imponendo un prezzo troppo basso, alle stazioni di rifornimento il carburante vada esaurito.
È passato un mese da quando la compagnia di Stato – caldeggiata dal governo Meloni – ha fissato un tetto ai prezzi alla pompa, per alleviare la pressione dei rincari sulle tasche delle famiglie, proprio quando il taglio alle accise stava evaporando: 1,99 euro al litro per la benzina, 2,19 per il diesel, salito a 2,25 quando il governo ha tolto lo sconto di 6 centesimi sulle tasse.
claudio descalzi giorgia meloni
La mossa del Cane a sei zampe aveva provocato un effetto a cascata sulle altre grandi compagnie – Ip, Q8 e Tamoil – spingendo anche i piccoli distributori e le pompe bianche ad adeguarsi ai nuovi listini. [...]
Il tetto, prosegue, “è uno sforzo che ci è costato tantissimo”, tra perdite e mancati guadagni. “Più vendiamo e più ci perdiamo: da inizio marzo a fine anno, tra sconti e price cap, stimiamo di impiegare circa 700 milioni di euro. Ma in un momento in cui la società va molto bene” – e lo dimostrano i profitti più che raddoppiati nel trimestre – “crediamo che sia giusto fare degli sforzi per andare incontro ai bisogni dei nostri clienti”.
Eni, infatti, ha chiuso il terzo trimestre con un utile netto rettificato di 2,8 miliardi, più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Merito dei rincari di petrolio e gas, sì, ma anche “di una gestione attenta e della strategia dei satelliti che, applicata già da anni, si dimostra vincente”. [...]



