L'EUROPA È ALLA CANNA DEL GAS! – CON LO STRETTO DI HORMUZ ANCORA CHIUSO, IL PREZZO DEL GAS SALE AI MASSIMI DAL 2023, ORMAI LANCIATO VERSO QUOTA 70 EURO PER MEGAWATTORA, SU VALORI PIÙ CHE DOPPI RISPETTO A UN ANNO FA E IN RIALZO DEL 60% SOLO DA INIZIO LUGLIO – SE IN ITALIA I DEPOSITI DI STOCCAGGIO DI METANO (GIÀ PIENI ALL’81,2%) NON SOLLEVANO IL TIMORE DI POSSIBILI CARENZE DI GAS, LA SITUAZIONE A LIVELLO EUROPEO NON È RASSICURANTE PER L’INVERNO: IL LIVELLO MEDIO DI RIEMPIMENTO DEI DEPOSITI NELL’UE È DEL 62%, INFERIORE DI OLTRE IL 20% ALLA MEDIA STAGIONALE DEGLI ULTIMI CINQUE ANNI…
Estratto dell’articolo di Sissi Bellomo per “il Sole 24 Ore”
Gas ai massimi dal 2023 e ormai lanciato verso quota 70 euro per Megawattora, su valori più che doppi rispetto a un anno fa e in rialzo del 60% solo da inizio luglio. Sul mercato europeo il prezzo del combustibile non si era ancora mai spinto così in alto, da quando la guerra nel Golfo Persico – bloccando le esportazioni dal Qatar – ha eliminato da un giorno all’altro un quinto delle forniture globali di Gnl.
La seduta di ieri si è chiusa con un nuovo balzo del 4,5%, a quota 68,8 euro al Ttf. […]
CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN
Se in Italia i depositi di stoccaggio – già pieni all’81,2% grazie a forme di incentivazione – non sollevano il timore di possibili carenze, la situazione su scala europea non è rassicurante: nella Ue il livello medio di riempimento è del 62,6% secondo gli ultimi dati Gie, inferiore di oltre il 20% alla media stagionale degli ultimi 5 anni.
Il ritmo delle iniezioni è il più lento dal 2013, osserva Greg Molnar dell’Agenzia internazionale dell’energia (Aie). Del resto la struttura dei prezzi – con il gas a pronti che da mesi costa più di quello per il prossimo inverno – non incoraggia l’accumulo di scorte sulla spinta delle sole forze di mercato.
E il caldo torrido di quest’estate ha peggiorato le cose, incrementando del 15% i consumi europei di gas tra luglio e agosto, rileva lo stesso Molnar, a causa delle carenze di energia idroelettrica e nucleare.
A pesare, infine, c’è la parziale fermata di Ormen Lange, mega-giacimento norvegese per cui Shell ha a metà agosto ha annunciato tempi più lunghi per le manutenzioni straordinarie, che ora prevede di concludere non a ottobre ma a febbraio: uno stop che da solo farà perdere almeno un miliardo di metri cubi di gas il prossimo inverno.
La scarsità di scorte interessa in modo particolare la Germania, il Paese europeo in cui si concentrano i maggiori consumi del combustibile, dove tuttora i depositi sono pieni solo al 50,7%: un problema non solo per il mercato tedesco, poiché provoca ripercussioni sui prezzi ovunque nel Vecchio continente.
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In assenza di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, con una piena ripresa dei transiti nello Stretto di Hormuz, non si prospettano mesi tranquilli sui mercati energetici. E i prezzi solo da poco hanno iniziato a riflettere il venir meno dell’ottimismo su una rapida soluzione della crisi nel Golfo Persico.
razionamento energetico - unione europea
Secondo Goldman Sachs il gas a dicembre rischia di “dover” superare 100 euro per Megawattora nel Vecchio continente. E questo non solo per riuscire ad attirare Gnl.
L’attuale livello di prezzo – si legge in un report della banca – «non sarà sufficiente per consentire all’Europa di gestire gli stoccaggi durante l’inverno». In altre parole: i consumi dovranno contrarsi, se necessario anche per effetto di ulteriori rincari.
Un aiuto potrebbe arrivare dal Niño, lo stesso fenomeno meteorologico che quest’estate ci ha fatto boccheggiare per il caldo: anche l’inverno si annuncia meno rigido, riducendo il fabbisogno di gas per il riscaldamento.
Ma l’Europa avrà scorte tanto risicate da poter evitare acquisti extra di Gnl solo con temperature oltre 2 gradi sopra la media storica, avverte Rystad Energy.
gazprom - gas russo - vladimir putin
La società di consulenza per ora non ha cambiato lo scenario di base: al 1° novembre la Ue avrà scorte piene al 75% ed entro giugno 2027 dovrà importare 15,15 milioni di tonnellate di Gnl in più rispetto a un anno prima. Con temperature invernali più alte di un solo grado dovrà comunque procurarsi almeno 7 milioni di tonnellate extra di Gnl.
E salvo ripensamenti della Ue dovrà farlo senza ricorrere alle forniture russe, che tuttora coprono oltre il 10% dell’import: la messa al bando scatta nel 2027.



