ALTRO CHE LEONARDINO DEL VECCHIO: ELON MUSK SÌ CHE SA COME OTTENERE FINANZIAMENTI – SPACEX HA CHIUSO UN MEGA ACCORDO CON IL FONDO DI PRIVATE EQUITY ”APOLLO”, CHE VALE 40 MILIARDI DI DOLLARI – APOLLO ACQUISTERÀ CHIP PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LI NOLEGGERÀ “IN LEASING” ALL’AZIENDA DI MUSK, PER SUPPORTARE L’INFRASTRUTTURA INFORMATICA TERRESTRE DI SPACEX – IN EUROPA SI DISCUTE SU COME COMBATTERE CONTRO IL MILIARDARIO KETAMINICO CHE VUOLE LA DISGREGAZIONE DELL’UE: CI SONO CINQUE FRONTI SU CUI L’UE PUÒ FARE MALE A ELON, E NON RIGUARDANO SOLO LE NORME E I REGOLAMENTI…
SPACEX, PER I NUOVI CHIP 40 MILIARDI DI PRESTITI
Estratto dell’articolo di F. Ch. per il "Corriere della Sera"
La cifra è colossale: quaranta miliardi di dollari. È il valore dell’operazione finanziaria annunciata ieri da SpaceX che ha firmato un contratto di leasing con Apollo. Una controllata del fondo Usa di private equity acquisterà chip per l’intelligenza artificiale e li noleggerà all’azienda di Elon Musk.
Le condizioni economiche sono ancora in fase di definizione. L’apparecchiatura supporterà l’infrastruttura informatica terrestre di SpaceX con lo scopo di ampliare la capacità per i servizi di intelligenza artificiale e di cloud computing . «Si tratta principalmente di un debito rimborsabile per l’acquisto di Gpu, che arriveranno nel primo e nel secondo trimestre» del 2027, si legge nell’annuncio.
QUOTAZIONE A WALL STREET DI SPACEX - ELON MUSK
L’inizio del leasing è previsto per la prima metà del 2027 una volta che i chip saranno stati consegnati. Il maxi finanziamento sottolinea la forte accelerazione di SpaceX — che a febbraio si è fusa con la startup xAI — nel settore delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Secondo l’ultimo comunicato sui risultati finanziari, il segmento ribattezzato «Super Intelligence» è diventato la più grande business unit della società, con un fatturato che nel terzo trimestre è aumentato di nove volte a 7,56 miliardi di dollari, superando Starlink come principale fonte di ricavi di SpaceX […]
EUROPA CONTRO ELON: 5 MODI IN CUI L'UE STA CERCANDO DI OSTACOLARE STARLINK DI MUSK
Traduzione di un estratto dell’articolo di Mathieu Pollet per www.politico.eu
L’Unione europea sta combattendo Elon Musk e Starlink su almeno cinque fronti: dal blocco dell’accesso al sostegno ai concorrenti, fino alla stesura di nuove norme pensate per minare direttamente il crescente dominio del magnate della tecnologia nel settore spaziale.
donald trump premia elon musk con la medaglia nazionale della scienza
[…] La notizia recente che il servizio di livello militare del sistema in Ucraina era stato rallentato, ostacolando le difese di Kyiv dagli attacchi russi, ha messo ancora una volta in luce i rischi di dipendere dagli affari di un solo uomo in tempo di guerra.
In Europa, governi e aziende temono la dipendenza dalla tecnologia di Musk e stanno intensificando gli sforzi per reagire.
[…] POLITICO illustra cinque modi in cui l’Unione europea sta cercando di contrastare il predominio dei satelliti di Musk nei nostri cieli.
1. Spianare la strada a un concorrente di Starlink
servizio satellitare starlink utilizzato dai soldati in ucraina
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sostenuto con forza un accordo tra Airbus, Leonardo e Thales per riunire le rispettive attività satellitari e spaziali in un unico colosso, nome in codice «Bromo», che potrebbe diventare un concorrente di SpaceX, la società madre di Starlink.
«Sono questi i campioni industriali di cui abbiamo bisogno se vogliamo che l’Europa sia protagonista dell’economia spaziale del futuro», ha detto von der Leyen il mese scorso a un vertice internazionale sullo spazio a Parigi. È molto insolito che la presidente della Commissione esprima sostegno a una fusione proposta che deve ancora essere approvata dalle autorità europee garanti della concorrenza.
elon musk lancio della tesla roadster 1
La joint venture punta a replicare parte della formula vincente di SpaceX, riunendo sotto lo stesso tetto la produzione di satelliti, i sistemi terrestri e i servizi spaziali. Ma non è garantito che l’accordo superi l’esame delle norme antitrust europee e, anche se le autorità lo approvassero, potrebbero volerci anni prima che la nuova società raggiunga le dimensioni e le capacità delle attività spaziali di Musk.
2. Impedire a Musk di accedere alle frequenze
All’inizio di quest’anno la Commissione europea ha deciso di riservare agli operatori europei parti cruciali delle frequenze satellitari, note come spettro, per garantire la sicurezza e mantenere il controllo su una risorsa preziosa. Le porzioni che l’Europa vuole riservare a sé sono adatte a fornire connettività mobile direttamente a un telefono, senza bisogno di ripetitori cellulari o antenne aggiuntive.
La mossa ha subito provocato la reazione della società di Musk: «La proposta crea una forte probabilità che gli europei restino senza servizi satellitari diretti ai dispositivi o che le nuove attività europee provochino interferenze a livello globale, anche con i servizi di emergenza come quelli in Ucraina», ha avvertito SpaceX in una memoria di quattro pagine ottenuta da POLITICO.
PROGETTO DELLA BASE SPAZIALE DI SPACEX IN LOUISIANA
Ora i governi europei stanno lavorando per rendere più facile ai grandi operatori europei di telecomunicazioni ottenere le ambite frequenze. In definitiva, Starlink potrà comunque fare domanda per una parte dello spettro satellitare, ma l’UE vuole mantenere un controllo più stretto su questa risorsa.
3. Costruire una rete satellitare dell’UE
L’UE lavora da tempo allo sviluppo di una propria costellazione di satelliti, denominata IRIS², che dovrebbe fornire comunicazioni sicure ai governi e una banda larga affidabile ai cittadini.
«La guerra in Ucraina ha dimostrato quanto la sicurezza dell’Europa dipenda dallo spazio. E anche in questo ambito l’Europa deve fare di più: è una necessità urgente per noi», ha detto ai giornalisti il portavoce della Commissione Thomas Regnier.
Il piano ambizioso è però già in ritardo di anni. I servizi avrebbero dovuto partire nel 2024, con la piena operatività entro il 2027. Anche i costi sono aumentati e una parte del conto ricadrà sul prossimo bilancio dell’UE, oggetto di negoziati molto complessi. Il lancio dei primi dei 348 satelliti della costellazione è ora previsto nel 2029, mentre i servizi iniziali non arriveranno prima del 2030: Starlink, invece, ha già più di 10.000 satelliti in orbita.
4. Offrire all’Ucraina un’alternativa a Starlink
Nelle ultime settimane le forze ucraine hanno dovuto fare i conti con i limiti di velocità imposti a Starlink, che hanno ostacolato i tentativi di intercettare i droni d’attacco russi e di condurre attacchi a medio raggio. Sabato il ministro della Difesa ucraino ha dichiarato che i servizi erano stati ripristinati, permettendo alle forze del Paese di tornare a utilizzare i droni ad alta velocità. Poco dopo, tuttavia, Musk ha scritto su X che Kyiv violava le condizioni di servizio di Starlink usando il sistema per attacchi offensivi con i droni.
elon musk premiato con la medaglia nazionale della scienza
La vicenda ha aumentato la pressione sulla Commissione europea affinché consenta a Kyiv di accedere a Govsatcom, un progetto satellitare sicuro già esistente e gestito da diversi Paesi dell’UE. Il sistema è entrato in funzione all’inizio del 2026 e dovrebbe sostenere i servizi di comunicazione essenziali dei governi fino a quando la costellazione IRIS² non sarà operativa.
I negoziati tra Bruxelles e Kyiv sono iniziati ufficialmente a marzo 2026, ma non hanno ancora prodotto risultati. Il sistema Govsatcom dell’UE non sarebbe comunque all’altezza di ciò che offre Starlink, anche se potrebbe servire come alternativa di emergenza.
SATELLITI STARLINK IN ORBITA SULL EUROPA
«Non capisco perché la Commissione europea e gli Stati membri non abbiano fatto tutto il possibile per raggiungere rapidamente un accordo che permetta all’Ucraina di beneficiarne», ha detto in un’intervista l’eurodeputato francese Christophe Grudler.
5. Fare la guerra legale a Starlink
A Bruxelles i legislatori stanno lavorando ad almeno tre proposte di legge e iniziative normative che potrebbero ostacolare, rallentare o complicare l’espansione di Starlink in Europa.
Secondo la sua proposta ottenuta da POLITICO, il relatore del Parlamento europeo per la revisione delle norme sulle telecomunicazioni dell’UE, il centrista polacco Michal Kobosko, vuole che Musk rispetti le nuove norme sulla sicurezza della catena di approvvigionamento quando chiede l’autorizzazione europea per i servizi Starlink. La proposta prevede anche obblighi più severi sulla conservazione dei dati, sulle modalità di gestione delle intercettazioni legali e sulla designazione di rappresentanti legali.
Intanto, la prima legge europea sullo spazio, attualmente in discussione, dovrebbe imporre nuove norme in materia di cybersicurezza, detriti spaziali e ambiente a Starlink e agli altri operatori satellitari stranieri.
Queste norme potrebbero non bastare a fermare Starlink, ma hanno spinto il Dipartimento di Stato americano a definirle, in una recente consultazione, «oneri normativi inaccettabili» che «sembrano rivolti specificamente contro le aziende statunitensi». A marzo Brendan Carr, il capo dell’autorità statunitense per le comunicazioni, ha detto a POLITICO che gli Stati Uniti reagiranno imponendo restrizioni ai servizi dell’UE se gli operatori americani verranno ostacolati. […]





