LOVAGLIO NON MOLLA, MA QUESTA VOLTA IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE PIERLUIGI TORTORA, REGISTA DELLA LISTA CHE HA RIPORTATO IL “BAFFO LUCANO” AL VERTICE DI MPS, STAREBBE “RAGIONANDO SULLA POSSIBILITÀ DI ADERIRE ALL’OFFERTA DI INTESA SANPAOLO – IL BATTAGLIERO AD DI MONTEPASCHI NON GETTA ANCORA LA SPUGNA E VALUTA DI RINVIARE L’ASSEMBLEA DEL 29 OTTOBRE, PER PROPORRE UN AUMENTO DEL MAXI DIVIDENDO DA 4 MILIARDI. MA È IMPROBABILE CHE LA CONTROFFENSIVA RIESCA…
Estratto dell’articolo di Michele Chicco per “La Stampa”
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
Piazza Affari è convinta che il rilancio di 25 centesimi approvato da Intesa Sanpaolo possa chiudere la scalata di Carlo Messina sul Monte dei Paschi.
L'aggiornamento del corrispettivo porta l'offerta di Ca' de Sass a premio dell'1,5%, ma è il movimento dei titoli che ruotano attorno all'Opas a raccontare l'umore delle sale operative: Mediobanca crolla del 5,1% perché è sempre più lontana l'ipotesi di fusione e delisting di Piazzetta Cuccia;
[…] Unipol corre e chiude la giornata in rialzo del 3,99% spinta dalla possibilità di far sue 635 filiali del Monte che Intesa Sanpaolo venderà al gruppo assicurativo per 3,5 miliardi una volta chiusa l'operazione. Bper, promessa sposa degli sportelli in arrivo, archivia la giornata in rialzo del 2,33%.
L'impegno ad aderire all'offerta di Intesa Sanpaolo firmato domenica dal consiglio di amministrazione di Delfin, primo azionista a Siena, ha sorpreso gli analisti che danno ora poche possibilità al piano di Luigi Lovaglio.
PIERLUIGI TORTORA LUIGI LOVAGLIO
È in piena fase di riflessione anche Pierluigi Tortora, considerato molto vicino all'amministratore delegato e regista della lista che pochi mesi fa ha riportato il top manager alla guida di Rocca Salimbeni.
Secondo quanto filtra, Plt Holding starebbe «ragionando» sulla possibilità di aderire con il suo 1,2% all'offerta di Carlo Messina: pur mantenendo piena fiducia nei confronti dell'ad, la valutazione della famiglia si baserebbe solo su parametri «aziendali».
Lovaglio non sembra però intenzionato a gettare la spugna. È al lavoro con i suoi consulenti per aggiornare la strategia difensiva e combattere il suo ultimo round. Lunedì ha trascorso la giornata nei suoi uffici di Milano di largo Cairoli per fare il punto con la prima linea: tra le opzioni sul tavolo, secondo fonti finanziarie, ci sarebbe il rinvio dell'assemblea del 29 ottobre, per proporre ai suoi azionisti di aumentare il maxi dividendo da 4 miliardi che verrà pagato con un mix tra azioni Generali e contanti.
La modifica richiederebbe un nuovo ordine del giorno, che dovrebbe passare al vaglio di un board non ancora convocato. Nella storia recente del risiko bancario, il rinvio dell'assemblea ha un precedente sfortunato: Alberto Nagel poco più di un anno fa posticipò l'assemblea per l'offerta su Banca Generali che era stata lanciata da Piazzetta Cuccia proprio per difendersi dall'attacco del Monte.
Lovaglio, in una intervista con Bloomberg Tv della scorsa settimana, aveva spiegato di non avere un «piano B».
Ma gli analisti di Autonomous gelano le aspettative del manager e ritengono ora «altamente improbabile» che i soci del Monte possano ora approvare a maggioranza di due terzi le delibere sulla doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali, così come il dividendo che Intesa Sanpaolo ha definito incompatibile con la sua offerta.
Gli stessi analisti notano che oltre a Delfin, che si opporrà con il 17,5% delle azioni, «verosimilmente» boccerà le proposte anche Caltagirone, secondo socio di Mps con il 13,5%. Il comitato di indipendenti del gruppo romano non è stato attivato, ma se la scelta finale dovesse confermare i rumors i "no" salirebbero in un solo colpo al 31%. Troppo per pensare di poter raggiungere il 66,67% di voti a favore che serve a Lovaglio per liberarsi dai vincoli della passivity rule. […]
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