LOVAGLIO? NON LO VOGLIO – IL PROXY ADVISOR ISS SUGGERISCE AGLI AZIONISTI DI MPS DI VOTARE LA LISTA DEL CDA, CHE CANDIDA FABRIZIO PALERMO COME AMMINISTRATORE DELEGATO: LA LISTA DELL'AD USCENTE, LOVAGLIO, HA "MERITI" MA NON È "SUFFICIENTEMENTE CONVINCENTE" - ISS STRONCA SUL NASCERE LA CONFERMA DEL PRESIDENTE, NICOLA MAIONE, E DELL’ATTUALE PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE, DOMENICO LOMBARDI, MA ANCHE DEI DUE CONSIGLIERI DEL GRUPPO CALTAGIRONE IN LISTA, ELENA DE SIMONE E ALESSANDRO CALTAGIRONE, FIGLIO DI FRANCESCO GAETANO, PER DUBBI SULLA LORO "INDIPENDENZA"
Paolo Algisi per l’ANSA
Il proxy advisor Iss suggerisce agli azionisti di MPS di votare a favore della lista del cda nell'assemblea del 15 aprile che dovrà eleggere il nuovo board, ritenendo che in un contesto "tutt'altro che ideale" il risultato migliore possa raggiungersi utilizzando il voto individuale sui singoli candidati per plasmare il consiglio.
"Pur riconoscendo i meriti della lista" di Plt Holding "e la validità di alcune argomentazioni avanzate" dagli sfidanti che hanno ricandidato l'ex ceo, Luigi Lovaglio, "un completo rinnovamento del consiglio in questa fase, unitamente alla reintegrazione dell'ad uscente, non rappresenta una proposta sufficientemente convincente", afferma il proxy che, assieme ai colleghi di Glass Lewis, orienterà una buona fetta di voti degli investitori istituzionali.
Nel "contesto attuale, tutt'altro che ideale, le problematiche relative alla composizione" del cda sono da affrontare "attraverso una votazione selettiva, candidato per candidato".
In questo contesto Iss invita a votare a favore di del candidato ceo Fabrizio Palermo e dei due banchieri, Corrado Passera e Carlo Vivaldi, inizialmente indicati come possibili ad del Monte. In caso di elezione tutti sarebbero "eleggibili" come ceo, con i due non nominati che potrebbero "contribuire con la loro esperienza manageriale" da consiglieri.
Iss invita invece i soci a votare contro la nomina di Nicola Maione, ricandidato alla presidenza, e dell'attuale presidente del comitato nomine, Domenico Lombardi, ritenuti responsabili di un "processo" di formazione della lista del cda che "solleva preoccupazioni sostanziali" in particolare in tema di "trasparenza", "pianificazione della successione" di Lovaglio - decisa senza disporre di candidati interni e con una ricerca "frettolosa" di sostituti esterni - e di "accountability complessiva".
Tra gli otto candidati da non sostenere figurano anche i due manager del gruppo Caltagirone in lista, Alessandro Caltagirone ed Elena De Simone, per "considerazioni relative all'indipendenza" mentre i restanti quattro pagano il fatto di essere stati collocati in fondo alla lista di 20 nomi. Tra le critiche al processo di formazione della lista anche la decisione di indicare solo in una fase "relativamente avanzata" un unico candidato ceo, individuato in Palermo.
All'ex ad di Cdp, Iss riconosce "comprovate competenze manageriali" e di "leadership trasformativa" ma pure la mancanza di "un'esperienza manageriale diretta all'interno di un istituto bancario paragonabile" a MPS, per di più alle prese con "l'imminente integrazione con Mediobanca". Un fatto che "potrebbe sollevare interrogativi sulla piena adeguatezza del suo background rispetto alle specifiche esigenze della banca in questa fase".
Della candidatura di Palermo è tornata ad occuparsi la stampa internazionale: secondo Reuters la Bce, che in una lettera a MPS aveva chiesto un ceo "con rilevante esperienza bancaria", potrebbe sollevare obiezioni in sede di fit & proper, l 'esame' a cui la vigilanza sottopone i nuovi consiglieri.
Mentre il Financial Times ha reso noti degli stralci di una lettera, datata 6 marzo quando l'istituto stava predisponendo l'intera lista di consiglieri, con cui Francoforte ha chiesto al board di MPS di scegliere i candidati nell'interesse della banca e "non di un singolo azionista".




