OLTRE A MARTE, MUSK VUOLE CONQUISTARE WALL STREET – SPACEX SI PREPARA A DEBUTTARE IN BORSA IL 12 GIUGNO. IL GRUPPO AEROSPAZIALE VUOLE RACCOGLIERE ALMENO 75 MILIARDI DI DOLLARI, PER UNA VALUTAZIONE COMPLESSIVA DI 1.750 MILIARDI, IN QUELLA CHE POTREBBE DIVENTARE LA PIÙ GRANDE IPO DELLA STORIA – LA SCELTA DEL MESE NON SEMBRA CASUALE: IL 28 GIUGNO MUSK COMPIRÀ 55 ANNI E PRECEDERÀ DI POCO LE CELEBRAZIONI DEL 250º ANNIVERSARIO DEGLI STATI UNITI, IL 4 LUGLIO – A FRENARE GLI INVESTITORI POTREBBERO ESSERE LE LIMITATE TUTELE PER GLI AZIONISTI DI MINORANZA E UNA GOVERNANCE FORTEMENTE SBILANCIATA A FAVORE DI MUSK, CHE ASSEGNA ALLE AZIONI DETENUTE DAL MAGGIORE AZIONISTA UN POTERE DI VOTO DIECI VOLTE SUPERIORE RISPETTO AI TITOLI ORDINARI...
Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”
SpaceX si prepara a debuttare a Wall Street il 12 giugno, con una delle strutture di governance più aggressive mai viste sul mercato americano. La compagnia punta a consolidare il controllo di Elon Musk, a blindare la sua posizione e a garantirgli un premio record da mille miliardi di dollari, legando il pacchetto alla creazione di una colonia umana su Marte.
Secondo persone a conoscenza del dossier, citate dal Financial Times, il gruppo vuole raccogliere almeno 75 miliardi di dollari per una valutazione complessiva di 1.750 miliardi, in quella che potrebbe diventare la più grande Ipo della storia, superando il collocamento di Saudi Aramco del 2019.
La scelta del mese non sembra casuale: il 28 giugno Musk compirà 55 anni e precederà di poco le celebrazioni del 250º anniversario degli Stati Uniti, il 4 luglio.
Gli investitori istituzionali mostrano un grande interesse, nonostante le limitate tutele per gli azionisti di minoranza e una governance fortemente sbilanciata a favore di Musk.
La documentazione depositata presso la U.S. Securities and exchange commission, l'autorità di controllo di Wall Street, prevede una struttura dual class, che assegna alle azioni detenute dal maggiore azionista un potere di voto dieci volte superiore rispetto ai titoli ordinari. Il miliardario sudafricano, secondo il quotidiano finanziario, controlla già oltre l'80% dei diritti di voto pur detenendo circa il 40% del capitale.
Il prospetto indica che Musk potrà essere rimosso solo dagli azionisti della classe speciale e continuerà a controllare la nomina e la revoca del cda fino a che manterrà la propria partecipazione. [...]
La nuova governance ha sollevato critiche da parte di alcuni grandi fondi pensione pubblici statunitensi, che l'hanno definita «la struttura più favorevole al management mai portata sul mercato americano a questo livello».
Nonostante tutto, la domanda resta elevata. Gli investitori continuano a puntare sul quasi monopolio detenuto da SpaceX nel mercato dei lanci spaziali commerciali e sulla crescita di Starlink, che conta oltre 10mila satelliti in orbita e genera ricavi superiori a 10 miliardi di dollari attraverso servizi Internet destinati a privati, compagnie aeree, navi da crociera e operatori telefonici.
«È come possedere l'unico cavo sottomarino tra Stati Uniti e Europa: è l'unico modo per avere Internet», ha commentato un azionista. Nel 2024 SpaceX aveva registrato utili per 791 milioni di dollari, su ricavi pari a 14 miliardi. Ma dopo l'integrazione con xAI il gruppo ha avuto una perdita di 4,9 miliardi nel 2025, nonostante un fatturato salito a 18,7 miliardi.
Hanno pesato gli enormi investimenti nei data center dedicati all'IA. Ma il trattamento riservato a Musk appare immune dai venti di crisi: il miliardario riceverebbe fino a 200 milioni di azioni aggiuntive qualora la società raggiungesse una valutazione di 7.500 miliardi e riuscisse a sviluppare una colonia umana permanente su Marte. [...]
elon musk - missione marte con space x
elon musk - missione marte con space x



