UN MATRIMONIO COL TRUCCO - ESTÉE LAUDER È VICINA ALLE NOZZE CON PUIG: IL COLOSSO AMERICANO DEI COSMETICI È PROSSIMO A UN ACCORDO PER UNA FUSIONE CON IL GRUPPO SPAGNOLO DEL SETTORE BEAUTY, A CUI FANNO CAPO MARCHI DI DESIGN TRA CUI JEAN PAUL GAULTIER E DRIES VAN NOTEN - L'UNIONE DAREBBE VITA A UN'AZIENDA DAL VALORE SUPERIORE AI 40 MILIARDI DI DOLLARI - LE TRATTATIVE SAREBBERO ANCORA IN CORSO E...
(ANSA) - Estée Lauder vicina alle nozze con Puig. Il colosso americano dei cosmetici è ormai prossimo a un accordo per una fusione con il gruppo spagnolo del settore beauty, a cui fanno capo marchi di design tra cui Jean Paul Gaultier e Dries Van Noten: l'unione, scrive il Financial Times, darebbe vita a un'azienda dal valore superiore ai 40 miliardi di dollari.
L'intesa, che unirebbe due dei nomi più importanti del comparto beauty su scala globale, potrebbe essere annunciata gìà in giornata, secondo fonti a conoscenza dei fatti citate in forma anonima dal quotidiano della City, segnalando l'ipotesi di un'operazione alle sue potenziali battute finali.
Le trattative sono ancora in corso e non vi è alcuna garanzia di accordo finale. Le due società hanno discusso un'operazione di aggregazione basata su un mix di liquidità e azioni, tra le varie opzioni valutate. Mentre, secondo Bloomberg, le due società hanno confermato l'esistenza di trattative in corso.
Puig, che detiene anche marchi come Rabanne e Charlotte Tilbury, ha effettuato un'offerta pubblica iniziale nel 2024, fissando il prezzo delle proprie azioni a 24,50 euro in un'operazione che ha valutato il gruppo per complessivi 13,9 miliardi.
Da allora le quotazioni del titolo sono scese scontando soprattutto le deboli vendite dei profumi e, all'odierna chiusura dei mercati (+3,59%), la compagnia spagnola ha registrato una capitalizzazione di Borsa a quasi 9 miliardi di euro.
La famiglia Puig, fondatrice dell'azienda 110 anni fa, ha continuato a detenere la maggioranza dei diritti di voto anche a seguito della quotazione.
Dalla prospettiva di Estée Lauder, invece, l'accordo consentirebbe al gruppo americano di ampliare la sua offerta e di rafforzare le sue posizioni in un mercato molto competitivo su cui pesano più che in passato le dinamiche dei consumi.




