ARRIVA UN NUOVO TSUNAMI FINANZIARIO? MICHAEL BURRY, L’UOMO CHE AVEVA PREVISTO LA CRISI DEI SUBPRIME NEL 2008, È CONVINTO CHE SIAMO ALLA VIGILIA DI UN MAXI CROLLO DELLE BORSE MONDIALI! SECONDO BURRY, LA SITUAZIONE È SIMILE A QUELLA PRECEDENTE AL "LUNEDÌ NERO" DEL 1987. IL PROBLEMA NON È TANTO LA CRESCITA DELLE QUOTAZIONI QUANTO IL MODO IN CUI IL MERCATO STA SALENDO. LA COMBINAZIONE DI BASSA VOLATILITÀ E CONTINUI RECORD STA SPINGENDO I FONDI, ALIMENTATI DA SISTEMI AUTOMATICI, AD AUMENTARE PROGRESSIVAMENTE LA LEVA FINANZIARIA - BURRY FA L'UCCELLO DEL MALAUGURIO DA ANNI, MA WALL STREET CONTINUA A MACINARE RECORD...
Estratto dell’articolo di Sandro Riccio per www.lastampa.it
l rally di Wall Street continua a macinare record, ma c'è chi invita gli investitori alla massima prudenza. Michael Burry, il gestore di Scion Asset Management diventato celebre per aver previsto la crisi dei mutui subprime del 2008 e reso famoso dal film The Big Short (titolo italiano La grande scommessa), ritiene che i nuovi massimi dell'S&P 500 possano nascondere rischi simili a quelli che precedettero il crollo del 1987.
Secondo Burry, il problema non è tanto la crescita delle quotazioni quanto il modo in cui il mercato sta salendo. La combinazione di bassa volatilità e continui nuovi record spinge infatti molti fondi quantitativi e strategie automatiche ad aumentare progressivamente la leva finanziaria, acquistando ulteriori azioni. Un meccanismo che alimenta il rialzo, ma che potrebbe invertire rapidamente la rotta qualora aumentasse l'incertezza.
L'investitore richiama così alla memoria il "Black Monday" del 19 ottobre 1987, quando il Dow Jones perse il 22,6% in una sola seduta, il peggior ribasso giornaliero della sua storia. Anche allora, secondo molti analisti, un ruolo importante fu svolto dalle strategie di vendita automatica che amplificarono il movimento ribassista.
Burry continua a mantenere una posizione prudente soprattutto sul comparto dell'intelligenza artificiale. Il gestore conserva infatti scommesse ribassiste attraverso opzioni put su un Etf specifico sui semiconduttori e mantiene posizioni corte su alcuni titoli tecnologici, convinto che l'entusiasmo per l'AI abbia portato molte valutazioni su livelli difficili da sostenere nel lungo periodo.
LUNEDI NERO A WALL STREET - 19 OTTOBRE 1987
Le sue preoccupazioni si concentrano in particolare sul settore dei semiconduttori, che considera altamente ciclico e vulnerabile a un eventuale rallentamento degli investimenti. Secondo Burry, la corsa all'intelligenza artificiale potrebbe aver alimentato aspettative troppo elevate rispetto alla crescita effettiva dei ricavi.
[…] Burry sottolinea inoltre che la riduzione della volatilità induce numerosi fondi sistematici ad aumentare automaticamente l'esposizione azionaria. Se però la volatilità dovesse improvvisamente tornare a salire, gli stessi algoritmi potrebbero essere costretti a vendere rapidamente, accentuando eventuali ribassi.
intelligenza artificiale e investimenti in borsa
Non tutti condividono però questa visione. Diversi strategist ritengono che il mercato si trovi ancora all'interno di un ciclo rialzista strutturale sostenuto dagli utili societari, dagli investimenti nell'intelligenza artificiale e dalla solidità dell'economia americana. Secondo alcuni osservatori, il boom dell'AI potrebbe addirittura rappresentare un ciclo di crescita superiore a quello della bolla internet degli anni Novanta.
Lo stesso Burry riconosce di aver lanciato numerosi allarmi negli ultimi anni senza che tutti si siano concretizzati. Tuttavia ricorda di aver anticipato con successo la crisi del 2008, lo scoppio della bolla tecnologica del 2000 e altri momenti di forte tensione dei mercati.
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LUNEDI NERO A WALL STREET - 19 OTTOBRE 1987
intelligenza artificiale e investimenti in borsa
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the american dream is over – crisi economica negli stati uniti
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